Stava sempre li. Proprio al centro della guancia. Come una farfalla con le Ali bagnate e finita su un fiore. Non riusciva a capire come mai si fosse fermata proprio lì. Poi il lampo dell'intuizione. Aveva dimenticato di asciugarle col fon del non ricordo. Si affrettò a farlo e, con l'aria calda che le soffiava su tutta la faccia ritrovò anche la sua famosa risata di pancia mentre la farfalla volava via e chissà dove. Rimase solo la colla nel suo contorno netto, senza nessun pudore di finzione estetica se non il piacere d'averla seccata lasciandole solo una lievissima crosta. Paradossalmente bella. Una miniatura un affresco forse anche un numero (perfetto) da non essere compreso se non da quel' immaginazione intensa che aveva permesso la fuoriuscita della lacrima nella sua perfetta coincidenza col tempo -non tempo e il suo senso di stare nel punto più alto. Il centro della guancia più vicina al cuore che al l'occhio. Solo nel fluire svelto e leggero del suo sangue la consapevolezza di quel bagnato un poco duro e la farfalla.
Mirka
Recuerdos de la Alhambra (Francisco Tarrega)






