Cosa cercava la giovane donna nella grande vasca di pietra? La percezione di non poter fermare il Tempo Un geroglifico scritto su una monetina che un pesce rosso avrebbe inghiottito e che lei sperimentò con gli occhi aperti, ingannandoli solo per la miopia dovuta a un fatto di natura o forse per aver letto troppo. Nella penombra lasciata da un raggio trasversale o da un fioco lumicino situato nel punto più alto del soffitto. Ancora porta meraviglia respirarne la bellezza mentre spietata svanisce nel mentre si respirano primavere tenuta a linfa per l'inverno.
...Nel bambino o nell'adulto, l'inconscio è un potente fattore determinantedi comportamento. Quando l'inconscio viene represso e al suo contenuto viene negato l'accesso alla coscienza, alla fine la mente conscia della persona viene in parte sopraffatta da derivati di questi elementi inconsci, oppure è costretta a mantenere su di essi un controllo così rigido che la sua personalità può risultare gravemente paralizzata. Ma quando del materiale inconscio è in certa misura lasciato entrare nella coscienza e rielaborato dall'immaginazione, la sua potenziale dannosità, a se stessi o agli altri, è di molto ridotta; allora si può fare in modo che parte delle sue energie servano a scopi positivi. (Da "Il Mondo Incantato" di Bruno Bettelkeim)
Ieri ero in casa di amici. Mi stavo annoiando un poco per il ritardo apparentemente ingiustificato di altri invitati a questo rimpatrio che doveva rappresentare un motivo di scambi di gioia. Tutti erano usciti in giardino ad accogliere finalmente gli ultimi. Io sono restata in salotto. Seduta a guardarmi intorno, dando ogni tanto un'occhiata alla finestra quando qualche gridolino più forte degli altri attirava la mia attenzione. Sul divano, sparsi, insieme ai cuscini di seta indiana, varie riviste, quotidiani, una pagina strappata certamente a qualche rivista. Incuriosita e la presi fra le mani scoprendone ancora distrattamente il titolo, le prime righe. Poi...ho ritenuto divertente condividere questo mondo fiabesco anche con voi. Eccola. LA LEGGENDA DEL BASILICO Sono molti i racconti della tradizione popolare legati alla nascita del basilico; sembra che il lungo tragitto percorso dalla pianta per arrivare fino a noi ne abbia,man mano,trasformato la leggenda originaria adattandola alla nostra cultura. La prima storia sull'origine di questa pianta arriva dal lontano continente asiatico,di dove pare sia originaria.. Si racconta che un potente demone avesse ottenuto l'invincibilità dal dio Brahma, a patto che la moglie Vrinda gli fosse sempre fedele. Sicuro della sua fedeltà e in virtù della sua invincibilità,il demone chiese per sé un prezioso gioiello al dio temporale. Quest'ultimo,però,pur di non cederlo, chiese aiuto al dio Visnu, perché lo aiutasse a non farsi sottrarre il prezioso oggetto. Vishnu prese allora le sembianze del marito di Vrinda e la conquistò con l'inganno. A causa dell'infedeltà della moglie,il demone perse la sua invincibilità e fu ucciso. Non appena la sposa scoprì di essere stata ingannata maledisse il dio e lo trasformò in una pietra, quindi si immolò sulla pira funeraria del marito. Visnu, a sua volta,trasformò l'anima di Vrinda nella profumata pianta del tulsi,il nostro basilico. Ancora oggi, il tulsi è considerato una pianta sacra e cresce intorno ai templi. (Luisa Torelli)
Comunque voglia la leggenda nel far parlare divinità e demoni, forse anch'essi annidati in qualche parte di noi...il basilico oltre all'etimologia del nome la cui radice dal greco significa "regale") è veramente buono per gustosissimi piatti. Chi non ricorda il pesto alla genovese o il semplicissimo piatto detto "La caprese" dove il basilico impera con le sue foglioline verdi, mentre il pensiero va alla nostra bella bandiera dai TRE colori?... Mirka "L'enfant et les sortiléges" (M.Ravel )
e foto sono mie e fatte col cel. tranne quella centrale ripresa sempre col cel da un quadro in casa di quegli amici
ogni cosa dentro ogni altra cosa nel desiderio di dar loro forma e vitalità.
A volte capitadi provare insofferenza per il letto e, se si ha la fortuna d'avere un giardino, scivoli lì e li ti fermi. Il silenzio totale avvolge e pare respiri con te. Prendono il via i ricordi e si increspano come onde mentre prendono vita delle forme misteriose di vita collettiva. Passata. Si evocano i sentimenti più disparati. Dalla tenerezza, alla pietà, o al mistero che guida il Destino dell'uomo. E nella più assoluta immobilità, tutto pare acquisti movimento. L'aria fredda come una ferita ormai chiusa, che tuttavia senti nei brividi dei peli sollevati. La sensibilità si acuisce sorta nelle regioni dell'inconscio o da lampi intuitivi che esulano da qualsiasi forma di razionalità. Una specie di seconda vista che dà all'anima una sferzata d'energia e dice che le "verità" possono essere in tutte le cose, se si sanno vedere. E sono loro a darci il "senso" di tutto. Oltre la stessa apparenza, al di fuori di ogni legittimo dubbio. Un batter di ciglia, nell'immagine d'una mamma che con amore culla il suo piccino che non vuol dormire, alla dolcezza feroce di due corpi avvinghiati come al tronco di un grande albero, la luna che riporta a quelle leggi scolpite dentro di noi senza incertezze codificate sbagliando ne il senso, l'orrore per ogni genere di violenze, come quando a piedi nudi capitato alla sottoposta, inciampi su una pietra cadendo per terra. Il mio bisogno di pregare affinché la mia stupidità mi faccia aprire gli occhi o li chiuda una volta per tutte ai fitti ragionamenti che inquinano la mia essenza. Questo è ciò che ho provato all'alba di un giorno qualunque, poco prima che sparisse la notte, guardando delle finestre chiuse. Un valido motivo, mi son detta, per postare della musica bella, buona,divertente. Mirka
"Duerme negrito-Luna Tucumana" ( Cancion Popular )
Calda come un sole che raccolse tutti i colori, fu quella "copertina" che riuscì ad arrivare nel più riposto degli angoli del cuore passando dagli occhi della mente nel suo amorevole e paziente lavorare, dopo un batticuore prolungato, l'ostinazione a ricordarla, la pace infine del sonno che congiunge disconoscendo ogni distanza, mentre si acquieta l' anima in preghiera appena sussurrata. Il polso abbandonato alla sentenza nel l'Arcano immutabile. Come un doppio che diventa Uno.
C'erano bambini,ieri, sul sagrato della chiesa. Si tenevano per mano,cantavano ed erano felici nelle diverse razze e colori di vestiti. Parevano fiammelle di ventaglio. Meraviglia che si apriva e chiudeva. Col cielo era una bella competizione. I babau si erano zittiti e spariti persino gli insetti (feci gli scongiuri incrociando le dita sotto il tavolo però...). Ho guardato tutto quell'insieme e,per un pò sono stata felice anch'io ricordando il mio tempo viola. Nessuna ombra di nero attorno. Il campanile della Colleggiata proteggeva chi non sapeva perchè anche lui non fosse felice.
E sarà quel bocciolo di sempre rinascere, che sopravvivendo alla lotta di ogni nostro naufragio saprà dirci l'audacia auree del vincente, non vanificate, di ogni passaggio del tempo dato in dotazione
Cercai in terra un fazzoletto d'armonia. Mi trovai per risposta un Cielo in guerra che, le nuvole s'erano sostituite all'assurdità di ieri.. Pensai al "tra king" di Rosario Marcianò. Al bocciolo di rosa spuntato questa notte davanti casa mia. Mi diressi con passo disambigua verso il Cimitero. Lì ho potuto ancora sentire respirare i vivi della mia memoria, nel canto di uccelli mai scappati via. E per un poco ho messo in fuga qualche fantasma che seminano nell'oscuro della notte, anche a mia insaputa. Ho Immaginato poi di danzare la vita anche dopo ogni naufragio. Riprendere il filo di Speranza che tesse e guida alle dueuniche verità che ne danno occhio con assoluta certezza. L' Amore e la Morte. E il benessere che ne ho ricavati non furono certo letteratura o il desiderio di una mente inquieta. Mirka
Ho varcato un giorno la terribile soglia di quel l'ignoto riservato più al regno degli dèi che ai comuni mortali. Ché, la responsabilità dell'uomo a rendere la bellezza, nota vibrante per dare corpo agli ideali, esplorarli e renderli universalmente riconoscibili e attratti l'uno verso l'altro come un Paese delle Meraviglie, sempre virale, è cosa da visionari, da dannati, o da graziati. Mi accolse un albero cornupio con appesi dei frutti che accedevano come un prisma di splendori. Chiusi gli occhi per non vedere. Solo l'orecchio ho aperto per inseguire la folgore nell'ombra dei colori. Ho spalancato nuovamente gli occhi. Uno strano tremore più vicino al tremolio di un cuore piccolo che pulsa mi prese tutte le giunture. E a guisa di ornamento come è in uso al gioco, per vincere senza il fragore dell'armistizio, mi sono trovata le mani illuminati con l'odore fatto di fortezza buona per il Cielo. Ho sudato ogni stilla di luna, protendendosi dal l'insidia del miraggio frullato nell'Oceano di latte. Poco ho appreso dal mondo degli umani, ma nella Bellezza trovai la casa. Felicità fatta di Quiete. Unica che non divora in quel l'età dove anche una stilla di dolore uccide. Qualche nube navigava, lenta, senza far male. Ma era acqua fresca a ristorare la terra per troppa siccità. Facendosi fioritura come a primavera il pesco..