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fiume della vita
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domenica 19 luglio 2015

UN GELATO AI LIMI DI MIRTILLO

< Un fugace sorriso le spianò la faccia arrestandole la mano giò pronta di forchetta. Fu l'improvviso di una immagine mai sbiadita che glielo aveva portato illuminandola tutta. C'era un tempo che ambasciatori e re e senatori incorrotti a prova di bomba si onoravano d'averla tra gli ospiti più gradit. Nell'ora presente un tavolo con la tovaglia di plastica e un piatto messo lì come fa un clochard o un barbone insensibile persino a quello che ha nel piatto. Velocemente congedò quella immagine antica con la fugacità del sorriso apparso poco prima. Si gratificò con un gelato ai limi di mirtillo e tanta panna. E fu contenta. Chiuse gli occhi, forse per meglio gustarlo. Le parve che il tocco di una mano la sfiorasse. Gli occhi le si inumidirono. Li aprì. Si trovò davanti il grosso orologio rotondo della cucina. Segnava le due. Si alzò. Con sforzo. Ci sarebbe stato tempo alla notte per risentire la pressione lieve di quel tocco. Si diresse al lavello per lavare il piatto con le tracce ancora forti del sugo rosso che a lei parevano cristalli di pachino. (estrapolato dai Racconti Il Destino nel nome)

 Mirka   


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