Forse non saprò mai il giorno né l'ora dell'altro viaggio ignoto, ma, fin che son qui voglio vivere nel diritto e con il diritto a essere felice, fosse pure nella "scelta" d'una strizzata d'occhi, una finestra spalancata, l'aria che gira e volteggia come l'uccello visto all'alba di questo giorno o alla sera quando la malinconia s'impossessò del cuore e pare mangiarlo lentamente. La musica che mi avvolse come una ragnatela anche quando la luna la fasciava coi suoi sberleffi, la gioiosa consapevolezza d'ogni cosa sentita e toccata, i pioppi lungo il viale che mi portavano là, a un Sogno lontano e ovunque dentro a camminare insieme, poche convenzioni salvate, la penetrazione d'intelligenza e di selvatico che mai si separarono dalla mia mente e dal mio corpo, un calice alzato con forza leggera che vibra come la percezione d'un perfetto incompiuto "mistero buffo" , intravisto solo da me. E voilà il mio ultimo imperfetto ossessivo desiderio che a me sola esprimo confidando nella promessa del buon Dio impastata misteriosamente al plasma placentare come di preziosissima alfa che Grido di nascita ricorda.
Mirka
"My funny Valentine"
