(da un epitaffio)
Ieri ero un poco triste. Tu ne avresti capito subito la ragione. Ho guardato la luna nel cielo cupo da parere la lavagna dietro la quale mi confinava la "monaca" quando mi ribellavo a qualcosa o a qualcuno. Era appena accennata nel suo quarto luminoso. Poi...ci sgusciò una stella e le si mise appresso. Mi sono ammagonata e per sciogliere quel peso che mi faceva male, ho messo sul piatto del giradischi, un pezzo d'opera che Tu amavi tanto, che tante volte ho cantato, con Te davanti e, quando fisicamente non potevi esserci, mi miei occhi sapevano tirarti fuori da ogni parte del mondo.
E alla fine il sonno con tutti quei suoni che anche ora sento, nei suoi cerchi di echi e di dolci intense vibrazioni. So che anche Tu la sentirai espansa come le ho "ordinato" di fare in ogni micro cellula di questo cosmo impazzito.
Mirka
"Che farò senza Euridice" (C.Gluck)



