"E' un gioco di dare e trattenere di svelare e di nuovo velare, di sorrisi e di timidezza e di dolci inutili lotte.
Questo amore fra te e me è semplice come una canzone. Nessun mistero al di là del presente;
nessuna lotta per l'impossibile; nessuna ombra dietro l'incanto; nessuna ricerca nel buio. Questo amore fra te e me è semplice come una canzone
Non vaghiamo oltre le parole per cercare l'eterno silenzio; non eleviamo le mani nel vuoto per cose al di là della speranza.
Ciò che diamo e otteniamo ci basta.
La gioia non abbiamo schiacciata per spremere il vino dal dolore. Questo amore fra te e me è semplice come una canzone" Tagore)
C'è già aria gentile, fuori. Il gelo condensato anche sui vetri dei giorni passati si è dissolto, fissato in qualche residuo ai margini della strada. I primi fiori gialli sono spuntati nella siepe. Un tronco presto si coprirà di linfa, spetteranno le foglie sentinelle per irrobustirsi più avanti.
La voglia di uscire senza cappotto è quasi una delle (tre) tentazioni del diavolo che io prontamente lascerò per la fine della quaresima, così credo..
Un uccellino è nella veranda dove di solito lascio cadere le briciole quando svuotò la tovaglia. Questa visione mi intenerisce e mi dà insieme gioia. Forse anch'io ho contribuito al suo "pane quotidiano".
Nella casa c'è ancora profumo del caffè lasciato dalla Bialetti. Lo aspiro con il gusto di sempre. Mi piace l'aroma del caffè quanto il profumo delle rose che ho nel giardino e che fra poco mi prenderanno gli occhi oltre ovviamente il naso.. Un raggio di sole attraversa la mia stanza e subito il mio pensiero vola a quella stradina di Assisi, col sole rovente e un poco di penombra. Il mio compagno era una penna affilata e abile a cui volevo bene. Ci volevamo bene. Un gran bene. Ora è morto. Le sue ceneri stanno nel piccolo cimitero di Bracciano e per me bruciano ancora d'energia, se provo a chiudere gli occhi.. Lui non credeva in altro che la vita qui , eppure non ho mai conosciuto una persona bella retta e di parole chiare e lapidarie come quelle che diceva Gesù. Ma...lasciamo stare l'esagerato e limitiamoci a dare a Cesare solo quel che è suo. Comunque sia, anche se lui sosteneva la "casualità" più che a un credo di qualsiasi religione, odiava le armi e gli armatori, le bombe, i bombaroli e chi le fabbricava, Si adoperò invece col suo intelletto pronto lucido e vivace e che spaziava a dare il meglio col suo mestiere di giornalista, affinché chi lo leggesse si chiedesse e frugasse per scoprire la verità. Le tante verità racchiuse nelle cose. Sapeva bene come comunicare, lui,anche se non alzava mai la voce. Istintivamente mi porto a un libro che lui mi ha regalato. Il libro è di Catullo. Le poesie. Come dedica solo una firma e la data. Adesso che ci faccio caso, trovo interessante quel regalo perché lo associo alla personalità del mio compagno. Anche lui come Catullo aveva precise due cose ineliminabili; la libertà eun pò di schiavitù. La libertà di fronte ai potenti che combatté con la sua penna tagliente e senza sconti,la schiavitù vera quanto imperfetta al l'amore. Purtroppo gli è mancato il tempo per sperimentarne l'evoluzione che porta alla perfezione che,morire a poco meno di quarant'anni si è più cari agli dei che non agli uomini. Io sul tempo l'ho superato. Spero di poter "scegliere" come morire piuttosto che vedermi incapace e con la sofferenza addosso come ape sul miele, e tutti gli enormi disturbi che sicuramente potrei infliggere agli altri. Davanti ho l'agonia di quell'anno e otto mesi della "grande quercia" di mia zia e, questo mi basta e avanza. Comunque a questo ci penserò quando sarà arrivato il momento per farlo. Ora ho ancora della strada...
Mentre rimetto a posto Catullo, trovo un libro fuori posto. Ho il mio modo pignolo di allineare i libri secondo l'ordine degli argomenti o in ogni caso di quello che stabilisce la sotto scrivente. Incuriosita lo apro. Ne esce un foglietto con una scrittura minuscola e ben marcata. Non ricordo in che occasione mi fu lasciato e neppure perché, ma dell'autore ho chiaro il viso e le mani. Sorrido e m' illumini come quel raggio di sole lasciato sul pavimento.
Il mio tempo d'attesa per la lezione sta per finire. Mi dirigo a passo svelto in cucina. Prendo una mela e l'addento. Anche questo mi dà gusto. Un gusto quasi religioso. So d'avere introdotto nel mio corpo delle vitamine. Spero che quelle mele non siano state coltivate coi pesticidi mi dico da me con allegria. poco convinta.
Faccio un altro caffè, guardo fuori dalla finestra nell'attesa di sentirne il gorgoglio che annuncia l'eccomi. L'uccello non c'è più e neppure il gatto della vicina.
S'incammina leggera verso la porta che apro sparando un sorriso.
Ecco le mie piccole cose meravigliose delle quali godo, il mio stile di vita semplice e frugale, la libertà incommensurabile di dire un no o un si e senza nessun obbligo di ricambiare le visite se non per voglia impellente di farlo come si fa per lo sboccio d'una gemma o di un piccolo fiore. Anche il tempo della politica è finito per me. Lasciamolo alla società dei consumi. Il voto?...Beh! Quello è irrinunciabile anche se con molti foruncoli di dubbio.
Quello che prima era un aborto d'albero di pesco sta crescendo a vista d'occhio e io sono felice di vederlo crescere.
L'ora di aprire lo spartito è arrivata. Seriamente tranquilli ci disponiamo al lavoro di insieme. E voilà la campagna come dimensione autentica di questo mio spazio temporale. Guardo i giornali ammucchiati sul divano. Inutili quanto il non incarnarsi a un'alba o come a un tramonto,a un amore fatto di tenera complicità come s'addice alle persone nel tempo della maturità semplice come una canzone.
Mirka
" Love is here to stay" (G.Gershwin's)
Del bello di cui posso usufruire non voglio sciupare nulla




