Ho salutato l'alba irrequieta quanto un gatto scodinzolante . La noia prima ancora di unirla per radio o sul giornale che avrei comprato di lì a poco. Il "voluto" piacere di sfidare lo specchio ignorandolo che mi sarei vista su tutti i vetri della casa. Bau!
Poi ho spalancato la prima finestra. Tutti i colori mi sono precipitati addosso. Una gamba d'albero appena potato. La faccia mutato colori dell'uomo quando lavora. Il rauco lento d'una gatta ingravidata. Il brusio della prima ape confuso a una mosca. Il becco giallo del merlo o forse d'una gazza incrociata ad altro uccello. Il primo cenno di sole. Un bimbo discolo scappato all'urlo d'una mano. Nell'aria il suono familiare d'una campana. Una poesia trovata sul web che mi ha fatto piangere.
Ed è allora che ho cercato quello specchio che poco prima avrei voluto frantumare.
Mirka
"Salut d'amour"" (Edward Elgar)

