In dissolvenza il giorno col fiume della sua luce con l'uccello di fuoco raccolto in un puntino rosso mentre si inabissa. Il rumore di un'aereo urta la magia del momento. L 'attimo fissato nei martelletti di luce lasciati come prova del suo passaggio l'aria vibrante ancora di colori ricamata da un'insetto parla di natura che ha lavorato l'azzurro intenso del cielo di poco prima ripresentata come una sbiadita veste celeste spruzzata di lampone il paesaggio strisciato dalle prime luci artificiali segno dei un passaggi evoluzione di Lucy la scimmia le forbici di un fitto pettegolezzo concluso in un brusio di giaculatorie anche l'allarme del l'ultima cicala è finito lasciando il posto allo stridio dei gabbiani. Sulla spiaggia il vuoto di una buca pare lasciata lì per essere riempita dai sussurri misteriosi del mare con la sua acqua, a riva, sporca di sapone mescolata al piscio cristallino di un bambino. Poi più nulla. Solo lo stupore ammutolito per quel vuoto intravisto navigato forse da una barchetta di sale. I ricordi si affacciano e la commozione mi prende allo stomaco. Eppure io so che in quelle dissolvenze al tramonto vi sta dentro l'alba. Alba che parla alle coscienze degli uomini e alla vitalità di quella barchetta di sale dopo il suo ripiegarsi su se stessa per il peso del sale che,una volta sciolto saprà riprendere il suo navigare destreggiandosi nel l'arte semplice del suo dovere di non arrendersi, fra flutti bonacce onde furiose e qualche placido scorrere come presenta il giorno.
Mirka
"Tango to evora" (Loreena Meckennitt)

