La pelle di bufalo è proverbiale per spessore e resistenza, ma quella era lacerata (...) uno,quello che sanguinava, guardava davanti a se con una espressione nel volto nero e nei dolci occhi neri, come un bambino che piange .Era proprio l'espressione di un bambino che piange. Era proprio l'espressione di un bambino che è stato duramente punito ma non sa per che cosa, perché non sa come sfuggire alla tortura e alla violenza rozza (...) io stavo lì davanti e l'animale mi guardava, mi cadevano giù le lacrime; erano le sue lacrime, non si può fremere per il fratello più caro più dolorosamente di quanto fremessi io nella mia impotenza per quella sofferenza silenziosa (Rosa Luxemburg- dal carcere in cui era rinchiusa per la sua opposizione alla guerra e che si era riconosciuta nei suoi occhi)
L'indicibile non si annida nella scrittura, esso è ciò che molto prima, l'ha provocata. (...) Io non scrivo per dire che non dirò nulla, non scrivo perché non ho niente da dire. Scrivo; perché abbiamo vissuto insieme, perché sono stato uno di loro, ombra tra le ombre, corpo vicino ai loro corpi. (Georges Perec-vittima indiretta della Shoah, perché in quella ha perso il padre e la madre, per vivere poi un'infanzia di abbandoni e di angosce)
Come al solito, quando furono sulla porta, le donne cominciarono a urlare e non volevano saperne di entrare dentro; urlavano tanto che si sentivano sino alle baracche e le ragazze che l'indomani dovevano recarsi al lavoro brontolavano, disturbate.
A furia di calci e bastonate i "Posten" (guardiani SS) fecero entrare tutte nella gran sala. Ma, mentre uno stava per chiudere la porta contro cui si accalcavano le disperate, se ne trovò ancora una addosso; era Frau Marie che lo guardava.
"Dentro" impose lui. Era un ragazzo molto giovane, con le guance rosee e i limpidi occhi azzurri; voleva andarsene e cercò di spingere quella che, a un tratto, lo prese per i polsi, guardandolo con occhi spiritati.
"Io sono tua madre! Perché vuoi uccidermi? Tu non ucciderai tua madre! Continuava a stringerlo per i polsi alitandogli le sue pazze parole sul viso, e il ragazzo si sentì a disagio, tanto più che l'uscio non era ancora completamente chiuso e le altre facevano forza. Era la prima volta che gli capitava quel lavoro e non voleva grane. Così non trovò di meglio che chiudere l'uscio lasciando fuori Marie, e quando si accorse dello sbaglio alzò le spalle prendendo una gran decisione.
"Sarà per un'altra volta!" minacciò. Tu sei una vecchia strega e me l'hai fatta!
Così Marie tornò in campo e divenne Maria del miracolo; quale miracolo poteva essere stato quello fatto tramite lei; muovere a buon consiglio il cuore di un giovane SS? (Da Madre Salvata o Maria Dei Miracoli di Liana Millu)E questo è uno di quei tanti "vissuti" che testimoniano ciò che si chiama SHOAH-OLOCAUSTO, vicenda conclusa con un lieto fine, almeno in quell'episodio. (il ragazzo della SS lascia infatti Marie fuori dalla porta della camera a gas, anche se incidentalmente,come frutto di un momentaneo smarrimento,più che di una vera conversione) o, come la testimonianza del M. Giuseppe Selmi
...Fu dunque nell'ottobre 1943,in una baracca del campo di concentramento di Tarnapol (tra Kiev e Varsavia) che una mattina sulle 5, dopo aver dormicchiato alla meglio, quasi come in una specie di delirio febbrile (causato anche dal vivere di quel momento e in quell'ambiente sempre così ossessivo ed allucinante l'autore si svegliò con la netta sensazione di avere come "suonato e udito" fino a pochi istanti prima un curioso ed aureo concerto in una specie di sonoro e meraviglioso sogno. Nella mente era ancora ben viva la "panoramica generale" del Concerto che si svolgeva in un inesauribile cantare del violoncello, intercalato da belle Cadenze e con impasti sonori dolcissimi, diremmo, celestiali. Nella eccitazione particolare di quel momento,primo pensiero dell'autore fu di fissare almeno un qualcosa di tanto bel Concerto. Ma la mente umana non è purtroppo come una macchina fotografica! Purtuttavia l'autore teneva con se, sotto il proprio "castello di legno" (giaciglio) una piccola valigetta con dentro la "sua vita" (pezzetti di carta anche la più strana e mozziconi di matite con cui fissare note e notine di temi musicali,di abbozzi di studi e pezzi; il tutto come in un allucinante lavorio giornaliero per non far morire d'inedia anche la mente e lo spirito).
E così nel semibuio di quella baracca, a quell'ora ancora "addormentata",più scrivendo a lettere che non a note musicali, l'autore fissò per appunti la "costruzione sonora" il più verosimilmente vicino a quella "udita" poco prima.
Anche il M. Selmi scampò "per miracolo" o forse perché ne dovesse dare testimonianza con la sua musica, col suo "vibrato" indimenticabile che sapeva far cantare il suo violoncello..
DOVERE storico E' e "dovrà" essere, sempre,ricordarne la DATA 27 GENNAIO di quella SHOAH, l'impegno morale (di ognuno) e della collettività a rendergli vita nella fermezza che "respinge" ogni razzismo, in quello che NON ONORA la nostra Carta Dei Diritti (Costituzione) scritta dalle fronti più pure e illuminate dall'intelligenza che ha frugato nell'uomo, col sentimento della passione civile,con la lucidità che guarda il domani... nella responsibilità a tramandare con l'emozione di chi ha davanti agli occhi ogni orrore
Birkenau, Auschwitz, Ravensbruck, Mauthausen, Dachau,Termopili, Spalato, Corfù, Fossoli, Manfredonia, Torre Tresca, Monte Sole, Marzabotto Alberobello,ecc ecc affinché restino incise nella memoria del cuore come garofani rossi a cui dare acqua anche quando e,qualora la siccità dovesse scarseggiare per la nostra stessa gola.
A riscatto del "male" insito in ognuno e come iena in agguato.
Ho faticato anch'io a scrivere questo post. Non ero al meglio di me stessa. Ciononostante l'ho fatto. E per tutti i motivi sopra elencati.
Mirka
Perigiali" (M.Theodorakis)
"Requiem" (W.A.Mozart
NOTE; La foto al centro riproduce uno dei libriccini (contenuto in una mano per dimostrarne la piccola dimensione) dove appunto fu fissato tutto il "Concerto Spirituale" Nel disegno in basso,l'ambiente dove è nato il Concerto Spirituale e la baracca con i famosi "castelli". A fronte la firma autografa del M. Giuseppe Selmi
Alberello-cx ampo di concentramento pugliese dove nel 1947 furono trasferite centinaia di donne dell'Est (tedesche, polacche e soprattutto slave fuggite in Italia in conseguenza delle svolte comuniste in quei paesi e chiamate "Le signorine""Le pervertite isolate ","Le cocainomane""Le indesiderabili","Le sbandate"

