Là dove la tragedia umana diventa un' arnia di comunicazione ricolma di miele che l'anima nutre

...E fu profezia di seme.Scavò la terra a imperituro dolore universale.Monito inascoltato e forse anche deriso dai tempo in essere come in addivenire. aaddivenireddivenire
pareva suggerirne una sub-razionalità incitando a trascendere l'intelletto umano e di ogni sua dimensione nella coscienza liberata attraverso l'armonia di ogni particolare.(Forte michelangiolesco)
La macchina prese a correre come da misteriosa furia. Il volante guidato come da invisibile pilota e sicuro. A noi non restò che seguirne il ritmo sempre più incalzante come da febbre graduata della quale non se ne conosce il motivo ma che,ciononostante segnala l'attenzione e la concentrazione massima sul percorso.
E quando il poeta Andrea Mariotti cominciò lentamente e quasi con timore reverenziale a declamare i versi dedicati da Pier Paolo Pasolini a sua Madre,mi prese un gran tremore e compresi di trovarmi in un sacrario che imponeva il silenzio assoluto.
In alto le foglie mosse come da lieve vento e delicato mi dicevano che il grande poeta era ancora lì. L'aria vibrava della sua tragedia storica. Anche le mie viscere vi partecipavano empaticamente e con infinita compassione.
S'abbassava la testa in segno di rispetto.
Gli occhi al cielo che, come abbraccio avvolgeva,muto anche lui per rinnovato sgomento.
Poco più in là il Forte michelangiolesco pareva suggerire una sub-razionalità incitando a trascendere l'intelletto umano,ogni sua terrena dimensione di una coscienza liberata attraverso l'armonia di ogni suo particolare.E io vedevo il blocco scavato,le vie dell'idealismo,della bellezza ideale,dell'armonia,i volumi psicologici e le difficiltà dell'uomo per mantenere questo insieme,la tomba di Giuliano de' Medici in S.Lorenzo,a Firenze,il Rinascimento e il barocco,l'architettura obbediente a leggi calcolate solo allo scopo di creare un'ombra o di dare un severo rilievo a un elemento,l'ispirazione divina che la generò.
Il ritorno fu muto. Anche lui. Terribile presenza di "onniscenza" respirata che permane oltre la vita fisica. Oltre la morte.Che scava nei meandri di un tempo significante per rinvenire la pace agognata.L'unico grande bene concesso all'uomo quando è su questa terra.
Mirka
"Requiem" (Do min-k.626-Mozart)



