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(...) Questo significa anche che il vero eroe è tragico e non si può racchiudere nelle tradizionali categorie di bene e male. Il suo paese + la complessità,la sua casa è nella zona grigia. Nella descrizione di Shakespeare,Bruto decide di uccidere Cesare,che pure è suo genitore adottivo e che ama veramente. Per lui,Cesare sta irrimediabilmente diventando un tiranno; e il suo amore per Roma,che proprio Cesare gli ha insegnato,non lo consente.
Shakespeare non descrive un eroe che,in modo lineare,rappresenta il bene e combatte il male .Al contrario,tesse l'azione con i fili delle diverse motivazioni di Bruto; il pubblico,che a poco a poco viene catturato,finisce per riconoscersi nella zona grigia. In Bruto l'eroismo non è assente;ma,invece che sul campo di battaglia,si dispiega all'interno dell'anima. (Luigi Zoja)
Sono le 10.25 di giovedì ed è il 2 agosto. Il 2 agosto dell'anno 2012
Sono davanti a un computer. Oltre al computer c'è un palazzo signorile con tutte le finestre aperte e, sopra al palazzo il cielo .Un cielo di un azzurro ancora indefinibile ma che promette caldo,la freschezza di bibite per stemperare le sfide dei raggi invisibili,un giorno da vivere in serenità di spirito e benessere di corpo.
Mi sono svegliata presto questa mattina. E' una mia costante anche quando faccio molto tardi la notte e sono state insufficienti le ore per il riposo.
Mi sono rigirata nel letto come quel serpentello scaturito all'ombra di un cipresso mentre sostato in riflessioni. Amo i cimiteri. Quelli piccoli,soprattutto, amo i cipressi e,quando mi si presenta l'occasione di goderne,non esito un istante per viverli in pienezza. Pienezza che include anche i pensieri con annesse connessioni,associazioni,riflessioni varie e concentrate.
Rotolo e mi giro nel letto,proprio come quel serpentello sbucato da sotto un sasso e davanti ai miei piedi. Non so spiegare l'inquietudine (strana) che mi ha presa. Strana perchè inspiegabile in una giornata come questa.
Oggi non ho nessun motivo razionale che giustifichi questa inquietudine di fondo e profonda. E proprio da una di queste mie piroette mi trovo a sbattere con la testa sullo spigolo del mio comodino. Il comodino e un bauletto cinese di cuoio rosso scuro comprato al mercatino dell'usato. Qualche volta vado ai mercatini. Sono pochissime le volte che compro qualcosa ma trovo sempre di che su cui incantarmi, far volare l'immaginazione, il "sentimento delle cose",ovvero l'anima percepita dentro a ogni cosa vista. Il dolore che provo alla testa mi porta ad allungare la mano per prendere il cellulare e guardare l'ora e il giorno impresse sul display,
2 AGOSTO. Subito mi trovo a vivere l'inizio di un giorno simile. Solo un poco più lontano nel tempo siderale. Siamo nel' agosto del 1980.Il 2 agosto di un sabato.
Ho nitidi tutti i movimenti di quel giorno. Stavo andando a prendere in garage la mia macchina (la Carolina rossa),ma prima sarei passata a sorseggiare il secondo caffè nel baretto che sta all'angolo di via Donna Olimpia. Abitudine cara alla quale ci restava fedele anche quando i minuti mi martellavano sui polsi. Avevo salutato mia madre suonando un ciao burlone e in festa,lei mi aveva accompagnato alla porta e con il suo solito sorriso buono d'occhi aveva risposto al mio,io di rimando le avevo inviato un bacio soffiato sulla punta delle dita.
La gioia mi ballava dentro al cuore e la serenità si diffondeva tutto intorno.I ragazzi erano a scuola,il lavoro organizzato e a buon punto,mia madre ai fornelli. Tutto,insomma per pensare che il giorno si sarebbe svolto senza scossoni, tranquillo,persino allegro. Un' allegria di festa allargata che via via si sarebbe consolidata per un tranquillo riposo di fine giornata.
Stavo con un piede già in territorio bar,quando un vociare concitato,fuori e dentro al bar inchioda ogni mio movimento e,credo ogni mio pensiero l'allegria diventata parte di me e visibile dalle mie spalle dritte e aperte in modo morbido e perfettamente naturale.
In quel momento seppi cosa volesse significare il dolore cosmico la cattiveria dell'umana stupidità. il terrore che paralizza la vita mentre procede fluida,la rabbia per l'impotenza a non arginarne preventivamente i segni.
Voglio ricordarlo ora.
2 AGOSTO 1980 -ORE 10.25 SABATO
STRAGE DELLA STAZIONE DI BOLOGNA
MORTI 85
FERITI 200
RESPONSABILI GIUSEPPE Fioravanti Francesca MAMBRO-LUIGI -LUIGI CIAVERDINI (estrema Destra appartenenti ai NAR)
SERVIZI segreti e mafia (sospettati)
ricordiamolo RICORDIAMOLO SEMPRE COME OBBLIGO DI DOVERE STORICO,DI MEMORIA CHE "RIFLETTENDO" EMOZIONE E OBBLIGA AL DOVERE DELL'ATTENZIONE VIGILE QUANTO RESPONSABILE.
Lasciamo Danone a Platone, teniamo (ovviamente) ad esempio "quelle" virtù a cui guardare, il "terrore" dei vizi insiti nelle zone grigie di ognuno,come esempio da NON imitare ma con la responsabilità di non sfuggirgli come i "demoni" che sempre accompagneranno il nostro viaggio quaggiù.
Mirka
"Erbame dich"(J.S.Bach-Passione secondo S.Matteo)
"Confutatis maledictis" (G.Verdi)
Le foto sono mie

