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fiume della vita
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mercoledì 17 settembre 2014

D'OGNI PERDONO UNO SOLO È RESTATO FUORI





...è come quel ricco calabrese che offriva pere all'ospite dicendo: "Prendi, prendi è un gran regalo! "Grazie", ne accetto solo una" E lui "Quello che lasci dovrò lasciarlo ai porci". (Orazio)




Antefatto  In tram o mentre lo si aspetta si sente di tutto. E volente o no sei obbligata ad ascoltare. Poi magari diventa un incipit per riflettere. Si parla dei mondiali di calcio, dei primi giorni di scuola dei figli, del costo (enorme) per dar loro un'istruzione, dei "patti" del Nazareno, della dignità femminile messa sotto i piedi, un rispetto verso i genitori buttato alle ortiche ecc. ecce.
Ieri ad es. sono stata presa da un concitate sempre più  crescenti.  No non è vero     sei un bugiardo    mi hai ingannata    e io che ti credevo a (e qui il nome della città o del paese sfuggito per la distrazione provocata da tutta quella furia camaleontica)  sei un mascalzone      un impostore    un fellone     hai giocato sporco.
     Ho abbassato gli occhi poi per darmi un tono, cominciando a sfogliare un giornale perfettamente inutile, mentre invece rimandava il tutto a se stessa forse per un uguale comportamento.
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Sono stata molto amata e ho amato. Profondamente e con tutta me stessa. E dei tanti peccati e mancanze, tutto ho assolto senza più averne memoria. Ma mai sono riuscita a perdonare la slealtà che associo al tradimento proprio quando la fiducia è nel suo profondo corso evolutivo. Sentire questo voleva dire annullare, sminuire, fare a pezzetti  tutta me stessa insieme alle mie capacità di percezione, di intellighenzia dinamica e funzionante.  Lentamente mi sarei sentita nessuno e persa per sempre. Così da quel guizzo illuminante di intuizione, lentamente cominciava il mio cammino a ritroso pur con relativo doloroso distacco.   Con la maturità ho imparato la tolleranza. Quella che veramente ascolta, umanizza e fa capire. Ma di "questo" sacrilegio, credo, mi mancherà sempre un gradino al perdono inciso alla mia Identità, anche se le dinamiche furono strati completamente diversi, complessi, difficili da analizzare, ma in assoluto, lontana dal l' intenzione peccatrice di slealtà nel bianco del cuore che mi rappresenta. No. Non appartengo alla schiera dei beati e neppure a quello della Magdalena, mentre sono sicura che il tempo non potrà operare in me nessun cambiamento a riguardo.  Lo sento un valore inalienabile, un valore di precisa identità, (anche).  Differenze, si.  Dati da quei valori  che debbono sentirsi nella verità delle vene, nella coscienza che genera il cielo. Questo mi sono detta con sostanziale verità di Essenziale sentire, nel l' intimo,  in solidarizzato con quella ragazza  e distogliendo con indifferenza gli occhi. Non avevo bisogno di fissare ancora per una volta i volti di entrambi. Sapevo e potevo anche immaginare. La mia fermata del resto era arrivata.

Mirka

"Fantasia" (Carmen  -Georges. Bizet)