"Abbiate fiducia negli uomini e saranno sinceri con voi,trattateli con stima e si dimostreranno grandi" (Ralph Waldo Emerson)
"Paga ogni debito come fosse Dio a mandarti il conto". (Anonimo)
E io vedevo l'anima popolare,semplice e schietta e a lui guardavo come la massima delle creazioni create per donare all'uomo la gioia affinchè ne usasse per commuoversi sempre
Certamente in una delle mie vite precedenti non ero un topo. Non mi piace andare nei metrò, non mi piace parcheggiare la macchina sottoterra e,se debbo andare a un supermarcato perchè l'ho a due passi da casa,m'intristisce perchè per accedervi sono obbligata ad attraversare una galleria con relativa scala mobile che colà mi porta. Qualche sorpresa si trova sempre.Un ubriaco che ti si mette alle calcagne e che,ti è gioco forza trattarlo in modo brusco e secco,sempre che tu non voglia sentirti addosso tutto il vino andato a male di una cantina abbandonata da secoli,delle ombre immobili che all'improvviso prendono il via per sconosciute destinazioni e tu sussulti come da strattone che ti arriva alle spalle. Se poi devi prendere la scala mobile,porti un vestito lungo,hai i borsoni della spesa in entrambe le mani,la tracolla che ti piomba su un fianco facendotelo sentire in dis-uso,ti si infila il vestito sotto una scarpa e non puoi dire neppure mamma che ruzzoleresti come una palla da bigliardo,lanciata male,rossa da far paura,ma soprattutto dolorante come il santo delle frecce o quello della graticola,hai una sola alternativa.Quella di "scegliere" il minore dei mali.Anche se si trattasse di strapparti l'abito,con un lembo di vestito in bocca. Così mi è capitato oggi. E avrei pianto come la fontana di Trevi,sotto la pioggia (perchè pioveva),se una chitarra non mi avesse conciliato l'olio con l'aceto. A proposito di aceto,sapete che proprio nel cuore dell'Emilia esiste un balsamico doc Oro nero extra,invecchiato di 25 anni con tappo contagocce,da Gourmet che non smette di leccarsi la lingua?...Provare per credere e poi mi ringrazierete per la segnalazione. La chitarra accompagnava un tenore dalla voce bellissima,dolce e potente insieme. In cima alla scala mi son fermata di botto. Ho dato uno strattone al vestito anche se un pezzo mi è restato in mano, ho messo le borse della spesa a terra,ho cambiato la posizione alla tracolla affidandola all'altro fianco impaziente di prendersi il carico avuto in eredità dal fratello e,come l'Angelica alla Corte Dei Miracoli (se volete potete ripassarvi il film con la bellissima Michelle Mercier regia di Bernard Bordarie,di questi tempi vacanzieri mica è male rilassarsi con questa serie di filmini),poi mi sono beata di quel cantante,nobilmente orgoglioso da rifiutare persino la mancia che timidamente gli avevo allungato.Con un gran sorriso,invece,ha accettato i miei complimenti fatti con semplicità ma con tutto il calore del mio cuore,felice perchè in questi scambi era passata della bella energia vivificatrice,la felicità d'apprezzare il proprio e l'altrui piacere dell'essere e nel fare.Del dare e del ricevere. A volte in un giorno qualunque,può succedere veramente di tutto.Un vestito strappato ma anche la gioia di un tuffo vissuto nel tempo più bello . Mirka
Te ne sei andato d'estate ed eri nella tua primavera rossa. Declamò il verdetto la Impassibile Sfinge.
Osceno e ridicolo quel pugno alzato dalla terra al cielo.
Ovunque ti segua il mio bene
I sogni condivisi per un'utopistca società bella e rale solo e in quanto convinti di tanti-piccoli-continui-atti- etici e morali singoli e uniti festosi di speranza
ma...che...purtroppo...resteranno...
SOGNI
sparati al cielo ridente o piangente questo mai lo sapremo Forse.
Ti abbraccia e ti saluta l'amica e Compagna di un tempo che è rimasto qui integro e inviolabile quando decido di aprire l'archivio della memoria come altrettanto sciocco e inutile avvoltolarsi in ogni filamento di cenere muta per sempre.
"Il caso è il morbido cuscino di coloro che vorrebbero eliminare dal cosmo tutto ciò che è divino,significativo e capace di indicare la meta alle creature,per far posto alla vuota favola che l'universo non ha un senso e si è creato da solo". (Herbert Fritsche)
E gli occhi di un bimbo per scoprire senza paura d'andare per il mondo
. ...E s'impara ad riamare anche chi non c'è più.
Chi può contrastare le radici nell'Uno di quella fessura d'Invisibile che spalanca gli occhi?
Nell'incessante ritmo che ispira ed espira le vie sconosciute del tempo,a strati conosciuto.
Come occhio dilatato in cielo mi son fatta indovina delle stelle. Neppure un punto che forasse quel gorgoglio di meraviglie silenziose
allora mi son detta io le fabbricherò. Ed ecco la freccia migrantoria palpitare sicura al centro del mio cuore
Campanello d'argento nidificava voli sua volontà i filamenti delle stelle cantava si una canzone per tutti ma una sola era per me
la feci mia depositandola in segreto sulle cinque corde rimaste intatte del mio strumento di fango mandarino con del fuoco dentro e venti freschi di lenzuola
poi la rimandai lassù da dove rapida era venuta bagnata del mio odore soffiato dal vapore d'alberi
e dai brividi d'umori sbocciati su un ciottolino dalla fonte della vita cantava è verogià dicenere ma nulla è mai per caso
anche guardando il cielo senza padre nè madre ma con la bimba gioia che si mordicchia il labbro
"Ovunque andiate...che i vostri piedi non inciampano,che le vostre braccia non si indeboliscono e che le vostre parole siano veritiere. Allora le vostre speranze saranno esaudite...e le vostre iniziative avranno successo."(Preghiera Tribale)
"Un ago sottile,un pò di filo colorato e l'abilità della donna Hmong; tali gli ingredienti di un'arte dell'abbigliamento tra le più raffinate del mondo" (Paul ed Elaine Lewis)
Uccello del paradiso fatto con tante piccole ali di farfalla
Mi hanno regalato un vestito .Un vestito di seta, composto da un giubbetto finemente ricamato e accompagnato da dei pantaloni neri,sempre di seta .Me l'hanno messo fra le mani e mi hanno detto:"Se ti piace,è tuo. Tu sola puoi indossarlo, con la disinvoltura di una regina." Ho spalancato gli occhi e, me li sono visti diventare enormi come ceri,come per effetto d'una allucinazione da oppio. Spruzzavano oro e incenso. Prima di spogliarsi, mi sono avvicinata al divano di casa e, con il rispetto che si deve verso chi, lavorando in quel modo, ha visto il cielo e la strada che porta al paradiso quando si muore, l'ho ammirato in silenzio, steso, palpitante ancora per tutti quei splendori fatti uscire da mani abili e sapienti, poi presa da furia elettrica e difficile da controllare, l'ho indossato, felice come mi sentivo in collegio quando in prossimità di qualche festa speciale, o ancor più in ricorrenza del carnevale, o di qualche recita per i parenti,gli amici dei parenti, i conoscenti dei parenti e degli amici dei parenti, ci permettevano di frugare nei grossi bauli allineati in bell'ordine su nella soffitta. Li si sceglieva, li si indossava, ci si incarnava in ciò che aveva suscitato quel costume e, per quel giorno spariva l'educanda, fintamente composta per arruffianarsi la monaca di turno per ottenere l'ora in più del sonno del mattino. Che, alzarsi alle cinque e mezza d'inverno era rabbia di giorno e pigolii la sera, mentre trovare l'anima dentro a quei vestiti era buttare all'aria ogni frustrazione, crudeltà o ingiustizia per dare libero campo alla vita liberamente immaginata. Forse il mio amore per il teatro si è consolidato lì e, recitare bene anche quando "sapevo" di recitare male, era un dovere da compiere col piacere sulla pelle sempre umida di goccioline "pensanti". Ribelli tanto, da essere capaci di sganciarsi via via dalle stesse normative imposte dai vari registi senza per questo disturbarne l'ordine delle scene volute dal copione. Ed è così che la vita cresceva, nella conoscenza mia e degli altri, diventando esperienza. La "mia" esperienza.
Davanti allo specchio mi sono più volte rigirata. osservata da ogni parte immaginabile e no, stesa, sfruttata, accarezzata e...non ero più io. Ho eretto la testa in modo naturale,anche se mi pareva d'avere un diadema che pesava per i tanti gioielli e pietre dure di lapislazzuli e turchese. I miei gesti erano lenti, e le mani lievi come ali di farfalla che,consapevolmente sa di quanto magnifico sia stato il suo viaggio breve, dono prezioso da trasformare in gioia da tramandare a imperituro ricordo negli occhi di chi l'ha vista. In volo, posata su un fiore, nella quartina di un poeta Perché, fanciulla, ciò che tu porti dovrebbe scomparire? Perchè,con le tue stesse mani,coprire i tuoi bei fiori? A vederle così, celarti il petto, si piange per la brama; Continua a sorridere, lasciami ammirare i tuoi seni!
Di colpo mi sono trovata là, dove la vita prepara al gran viaggio senza tumulti di cuore ma con il senso che si trova nel fare bene ogni cosa, ciascuno dentro a un ruolo, accettato con gioia perché protetti da una gerarchia di poteri, degli spiriti, del cielo (dei e divinità), della terra e dell'acqua (spiriti serpente,demoni, ecc.) e,che, benevoli o maligni che fossero andavano placati,se si voleva trarre vantaggio dai loro poteri. Grande amico, corrente maestosa, compagno della nostra vita! Da te vengono le nostre gioie e i nostri dolori. Come una madre che vegli il figlio e lo allatti, la tua acqua immensa amorevolmente ci insegna quanto valgono le lacrime.
Rapide visioni si avvicendano e spariscono in fretta come in fretta son venute. Un'alta pira di sandalo,con legno d'aloe, di calambac e di benzoino alla quale si appiccicato il fuoco di un re, fra pianti sconsolati di tutto il suo popolo. Poi raccolte le ceneri in cassa d'argento e imbarcata,scortata da altre imbarcazioni che portavano carichi di diverse sorte di idoli, in figure di serpenti, bestie, uccelli che bruciavano anch'essi dopo l'inumazione dell'arca d'argento,tra stramazzi di grida, urla, tiri d'artiglieria, corni e campane. Beh,almeno "lui" avrà trovato la strada per l'aldilà, con la cerimonia funebre dovuta certamente al suo rango! mi dico.
Si susseguono come lampi visioni di lotte per il potere. Il secolo d'oro del Lan Na che diede apertura al concilio mondiale del buddhismo ((1455), al commercio,le arti, l'istruzione. L'invasione Birmana, a pretesto della quale una diatriba relativa al possesso di un potente talismano (una statua del Buddha), il relativo insediamento,ben tollerato dalla popolazione,le guerre birmane (1727-1770),altri monarchi e altre guerre, compresa quella del Pacifico (1942 conclusa con la clamorosa sconfitta nipponica). Periodi di disordine, la Rivoluzione Studentesca (ottobre 1973), numerosi colpi di stato, sino ad arrivare al 1992 con le elezioni che ha portato alla alla coalizione di cinque partiti governati da Chuan Leekpai che tenterà di arginare la crescente corruzione. Fermo l'immagine sui "poteri" espressi dalla presunzione dei piccoli uomini e penso che in fondo proprio nulla è cambiato da quando Caino uccise Abele.
L'improvviso di un precetto buddhista mi fa sorridere mentre accarezza con la mano il bordo ricamato del vestito. Non riempire il tuo spirito di cose materiali,non operare ad altri fini che non siano la Carità e la Verità. Bello. Bello veramente. Anche se immediata mi viene la domanda:" Ma su questa grande eredità, trasmessa solo oralmente,quanti altri ne avranno approfittato, revisionandola, per manipolare e assoggettare le menti aperte a quelle insegnamento originario?...Rabbrividisce per le gravose responsabilità che penseranno sul piatto della Giustizia quando...
Ritorno al bellissimo vestito thailandese che indosso. Penso al lavoro delle mani che l' hanno costruito. E' in tinta unita,cangiante in alcuni punti,decorato con motivi geometrici,comprato da un venditore d'alto artigianato o forse anche da un venditore ambulante.
Un fiume mi passa veloce davanti agli occhi e subito scorre via. Ha la bellezza del mio vestito. Imprevisto e, che, indosserà alla prima occasione, quando avrò perso una taglia. Se voglio, sono ferma e decisa anche per cominciare una dieta. So che non sarà facile,però se voglio mettere quel vestito,andare un un ristorantino tailandese, gustarsi il pesce fresco mescolato a riso e legumi e condito da spezie profumate, debbo cominciare già da ora. Perlomeno a pensarlo seriamente. Intanto vado su e giù nella stanza lunga che si allarga ad imbuto,scintillante di colori rubati a quelle mani e al loro bel mare e, mi sento una regina, semplice e buona, aggrappata solo alla sua bandiera di seta con stampato il simbolo di un cavallo. Cavallo del vento.
Da lontano sento i primi colpi del gong sospeso tra due zanne d'elefante che magari ho confuso con una grossa cetra anche lei però col manico d'avorio. Qualcosa in ogni caso,a sempre a che fare con l'elefante e il suo simbolo di sacralità. Più lontano ancora, delle ombre. Forse una pantomima di una satira sociale mimata da artisti della strada felici di graffiare con le unghie i poteri costituiti almeno in danza, sono mascherati ma con smorfie a profusione."Dita bianche e incurvate come petali di gelsomino,appoggiate alla vita come un ragno,e quest'unico gesto basta a indicare che la danzatrice si appresta a strapparsi,con due unghie, il cuore" avrebbe detto Paul Morand ignorando il mio bel vestito.
Ritorno alla mia realtà. Realtà che ora si esprime nella fame. Lo stomaco brontola e gli odori di cucina (buona) sono sparsi nell'aria. Per questa sera la dieta può attendere. La lingua si arrotola e assapora già quello che mi sono preparata prima di accingersi a scrivere di questo dono intrigante e bello che mi ha portato lontano,in terre sconosciute e al teatro. Il teatro vero e quello artificiale costruito dentro a quello vero. Mirka
"Thai music"
Note:Il poeta, della quartina, e prediletto del re Narai (1656-1688) si chiama Sri Praj. Spesso i suoi versi sono di dolore perché condannato a vivere in esilio Nawarat Phonghayboon è uno dei massimi poeti thailandesi contemporanei. La sua opera è un grande omaggio al suo Paese e,coronata nel 1980 dal PREMIO letterario "S. E. A .Write.
E nel cielo incontrastato fu "pretesto" a lei per apparire e a piacer suo,ma anche il mio, svanire senza indicarne il tempo,nè i suoi giri di alterne fasi compiute per pura gioia, generata da una precisa geometria guidata da invisibile compasso.
Specchio che sempre corrispose al batter lento del mio cuore scandendo il Tempo e i suoni,nel mentre ammutoliva per sentimento grato
(...) Questo significa anche che il vero eroe è tragico e non si può racchiudere nelle tradizionali categorie di bene e male. Il suo paese + la complessità,la sua casa è nella zona grigia. Nella descrizione di Shakespeare,Bruto decide di uccidere Cesare,che pure è suo genitore adottivo e che ama veramente. Per lui,Cesare sta irrimediabilmente diventando un tiranno; e il suo amore per Roma,che proprio Cesare gli ha insegnato,non lo consente. Shakespeare non descrive un eroe che,in modo lineare,rappresenta il bene e combatte il male .Al contrario,tesse l'azione con i fili delle diverse motivazioni di Bruto; il pubblico,che a poco a poco viene catturato,finisce per riconoscersi nella zona grigia. In Bruto l'eroismo non è assente;ma,invece che sul campo di battaglia,si dispiega all'interno dell'anima. (Luigi Zoja)
Sono le 10.25 di giovedì ed è il 2 agosto. Il 2 agosto dell'anno 2012 Sono davanti a un computer. Oltre al computer c'è un palazzo signorile con tutte le finestre aperte e, sopra al palazzo il cielo .Un cielo di un azzurro ancora indefinibile ma che promette caldo,la freschezza di bibite per stemperare le sfide dei raggi invisibili,un giorno da vivere in serenità di spirito e benessere di corpo. Mi sono svegliata presto questa mattina. E' una mia costante anche quando faccio molto tardi la notte e sono state insufficienti le ore per il riposo. Mi sono rigirata nel letto come quel serpentello scaturito all'ombra di un cipresso mentre sostato in riflessioni. Amo i cimiteri. Quelli piccoli,soprattutto, amo i cipressi e,quando mi si presenta l'occasione di goderne,non esito un istante per viverli in pienezza. Pienezza che include anche i pensieri con annesse connessioni,associazioni,riflessioni varie e concentrate. Rotolo e mi giro nel letto,proprio come quel serpentello sbucato da sotto un sasso e davanti ai miei piedi. Non so spiegare l'inquietudine (strana) che mi ha presa. Strana perchè inspiegabile in una giornata come questa. Oggi non ho nessun motivo razionale che giustifichi questa inquietudine di fondo e profonda. E proprio da una di queste mie piroette mi trovo a sbattere con la testa sullo spigolo del mio comodino. Il comodino e un bauletto cinese di cuoio rosso scuro comprato al mercatino dell'usato. Qualche volta vado ai mercatini. Sono pochissime le volte che compro qualcosa ma trovo sempre di che su cui incantarmi, far volare l'immaginazione, il "sentimento delle cose",ovvero l'anima percepita dentro a ogni cosa vista. Il dolore che provo alla testa mi porta ad allungare la mano per prendere il cellulare e guardare l'ora e il giorno impresse sul display, 2 AGOSTO. Subito mi trovo a vivere l'inizio di un giorno simile. Solo un poco più lontano nel tempo siderale. Siamo nel' agosto del 1980.Il 2 agosto di un sabato. Ho nitidi tutti i movimenti di quel giorno. Stavo andando a prendere in garage la mia macchina (la Carolina rossa),ma prima sarei passata a sorseggiare il secondo caffè nel baretto che sta all'angolo di via Donna Olimpia. Abitudine cara alla quale ci restava fedele anche quando i minuti mi martellavano sui polsi. Avevo salutato mia madre suonando un ciao burlone e in festa,lei mi aveva accompagnato alla porta e con il suo solito sorriso buono d'occhi aveva risposto al mio,io di rimando le avevo inviato un bacio soffiato sulla punta delle dita. La gioia mi ballava dentro al cuore e la serenità si diffondeva tutto intorno.I ragazzi erano a scuola,il lavoro organizzato e a buon punto,mia madre ai fornelli. Tutto,insomma per pensare che il giorno si sarebbe svolto senza scossoni, tranquillo,persino allegro. Un' allegria di festa allargata che via via si sarebbe consolidata per un tranquillo riposo di fine giornata. Stavo con un piede già in territorio bar,quando un vociare concitato,fuori e dentro al bar inchioda ogni mio movimento e,credo ogni mio pensiero l'allegria diventata parte di me e visibile dalle mie spalle dritte e aperte in modo morbido e perfettamente naturale. In quel momento seppi cosa volesse significare il dolore cosmico la cattiveria dell'umana stupidità. il terrore che paralizza la vita mentre procede fluida,la rabbia per l'impotenza a non arginarne preventivamente i segni. Voglio ricordarlo ora.
2 AGOSTO 1980 -ORE 10.25 SABATO
STRAGE DELLA STAZIONE DI BOLOGNA
MORTI 85
FERITI 200
RESPONSABILI GIUSEPPE Fioravanti Francesca MAMBRO-LUIGI -LUIGI CIAVERDINI (estrema Destra appartenenti ai NAR)
SERVIZI segreti e mafia (sospettati)
ricordiamolo RICORDIAMOLO SEMPRE COME OBBLIGO DI DOVERE STORICO,DI MEMORIA CHE "RIFLETTENDO" EMOZIONE E OBBLIGA AL DOVERE DELL'ATTENZIONE VIGILE QUANTO RESPONSABILE.
Lasciamo Danone a Platone, teniamo (ovviamente) ad esempio "quelle" virtù a cui guardare, il "terrore" dei vizi insiti nelle zone grigie di ognuno,come esempio da NON imitare ma con la responsabilità di non sfuggirgli come i "demoni" che sempre accompagneranno il nostro viaggio quaggiù.
E mentre la luna diceva la sua inutile e sciocco fu il ribellarsi a lei
Alterità con cui giocare e senza ipocrisia divertirsi inseguendone le ombre con le luci.
E tutto fu conforme alla verità di se stessi.Là dove si incontrano i fiori segreti che sfuggono alle divinità e al Tempo
Sciacquettio d'acque saline o più ancor di vento in quell'ora che tutto spazza men che il furioso cuore gemon le lenzuola nel bianco ondulato della notte un lampeggiar di alterni ritmi sull'impervia scala raggrumate gocce in-divenire ricchezza di pensiero sottile cresce il piacer che nello spazio l'assoluto concentra disponeva di noi il brontolio d'un sentire senza data nè tempo sequenza lineare del suo essere storicamente qui pensato nel mentre l'improvvisazione ne era l'intenzione originale.