Ombra di colore fu quel guizzo sgusciata dalla luce. Danza ora nella casa solitaria moltiplicandone le ombre alle pareti. Fra poco sarà incendio riflesso dentro agli occhi in penetrata vita riformata a gioco di scacchiera. Io colorata come un vegetale assorbente linfa di poltiglia generatrice di forze misteriose. Attendo l'antiquario ché Storia ne racconti e di preziosi ne faccia un bel giardino sul guanto lanciato a profumo per note di testa a stabile memoria. E. Mirka Notturno Op 27 N. 2 D Flat Major (F. Chopin)
Con passo svelto ma in stretto di gengiva mi sono portata al terrazzino della casa attraversando la cucina senza degnarla di uno sguardo se non per il lavello con le stoviglie lasciata dalla sera. Venivo da un sogno bello lasciato dal Cuore della notte. Imbarcata sul Bounty dominava il mare freschissima l'estate lontana da ogni mondana tentazione da lontano baia e qualche isoletta sparsa qua e là. I pesci giocavano allegri e indisturbati senza la trappola del l'amo o della rete. Ma d'improvviso l'abbaiare di due cani mi scisse dalla idilliaca visione e irreparabile spezzata l'atmosfera e il sogno ad occhi fondi. Rientrata alla Realtà della cucina su lo sbuffante odore del caffè gustato a unica Speranza certa e sul lasciato del lavello in attesa della parola amore in stoppata di passi e senza sentir ragione previa chiamata Commissariamento Sanitario in ricorsi intrecciati di Caffè gustato solo per l'amaro lasciato ai denti fragole bastarde del l'amaro alla dentina in gestualità autonoma che accarezza l'aria al profumo di glicine e lillà su naso e occhi fondi per farne ventre impollinato quasi a festa sul ronzio di Api familiari e di insetti fastidiosi e vermifughi a terra. Restò è vero la Tavolozza dei colori in testa a godimento certo di pittoresco agli occhi con pennello dalla punta finissima in un angolo scordata per farne ragnatela di rugiada con dentro il grande caldo del l'astro imperatore. Così ebbe a sognare chi altro Vivere non gli fu permesso. Mirka Recuerdo De La Alhambra" Francisco Tarrega
Una balconata diblu ha spezzato la cupezza del l'aria. Gialle farfalle hanno impallinato gli occhi a sbalzato cuore nel muto del gioioso grido soffocato. Semenzaio oltre noi stessi e la nostra terra senso esaltante della fragilità di un brandello di lamiera golosa fiammata al freddo delle stanze tegole danzanti ai tetti sul nervo principale lasciato ai denti e un sole di cipolla illuminato ad intermittenza. Erbetta nuova che si infila nel verdissimo del muschio come da cicogna il seme inconsapevole del lasciato. Lampeggio di memoria in rifondata vista sbalzata a prisma. Si disse allora la gran Signora che mi stava accampata a fianco "Non è vero che la vita è solo in bianco e nero, ma sogni ovunque e sempre naufragati allo strappato dèi molteplici colori". E alla vista dei vent'anni anni il rivoluzionario Dylan in camminata spedita di piraterie allegramente e con strafottente audacia. Mirka
Quanto silenzio attorno! Zitti gli Uccelli come da preceduto sparo. Silenzio dei Cani rumorosi per sicura festa nel prima.
Sparito il colorato chiassoso circolo dei Bambini dispensatori di allegria trasportata fino al cielo . Spenta la improvvisa luce saettante alla parete dei Palazzi che un tempo rotolavano timbrature di presenze individuata a mezzo di finestra spalancata a rassicurante vita Testimonianza imperativa di emergenti Vedute amicali su l'attestato di un canto un verso un grido un ombra. L'aria si è raggelata su lo strozzato di comunitaria ragnatela confusa sbigottita inasprita incattivita su l'improvviso Bavaglio di un tampone a cambiato di giornalismo. Innaturale sospensione che precede un Antropologico Mutamento e gelati fanno i polsi abbarbicate alle mani incollati alla gomma di guantini. Poi... d'improvviso a modo di Clessidra canterina annunciatore di ruscello il Carillon
cominciò di botto e senza il prima caricato a suonare la sua gioiosa tiri telata. E la vita ritornò Piena dei suoi splendori agli stupiti occhi. "Sono viva" mi annunciò il battito lento di quel muscolo a Sinistra del mio corpo. In ritornata congiunzione al primordiale Senso del veduto che alla eterna fiducia si è affiancata al Tempo del passato e Forza diventata È scacciando tremori e debolezze in battiti sonori di imperi universali come rugiada l'alba prima che il mezzogiorno prenda fuoco in gittata argentina nel Silenzio che lavora in Liberato a festa di freschezza e Visibile espansione senza l'orrore appresso di u primo caffè al mattino in ferita di notturna disperata per dispersione in grigio alle pareti sul purissimo di oreficeria marchiata in sempiterna dal l'infallibile Fuochista che mai sbagliato ha il tocco del centrato. Mirka "La tempesta di mare". Vivaldi
Nota : La musichina comunque del Carillon è Stille Nacht
Un fremito di vita Immaginata ha spazzato l'aria infettata dagli uomini in filata trionfale di cucitura. Tremore di terra in gemiti di festa. Nato è l'atteso. Forse di bimbo forse da risvegliato letargico soporifero sonno. Vita che danza la guerra su nasi incrociatori di verità natali sempreverdi in fuochi aromatici richiamanti sconfiggendo il Nemico in ricamato d'argento e di oro potenza elementare di Superiore soffiatore vincitore di ogni male steso a ragnatela. Mirka
Waltz Spring (F. Chopin)
Nota: Si tiene a precisare che, il musicale attribuito a F. Chopin è in realtà di altro Musicista, così risulta dal ricercato, essere certo Paul De Senneville (1983 ) denominato "Mariage d'Amour" in perfetto stile Chopin e al quale va il medesimo Riconoscimento, e Scelto, consapevolmente dalla sotto scrivente, per la bellezza del video pertinente a quanto scritto o immaginato, con il supporto ovviamente del musicale
A tutto indifferente hai voluto crescere ugualmente
piccolo bianco fiore
tra il groviglio di intricati rami e di infettati crepacci della terra.
Non hai in dono il portato di profumi eppure sei perfetto
nella forza vitale che duplica la vista e immenso fa lo scorrere del tempo in dinamiche diverse e sempre uguali al l'affermato di sostanza.
Guardando la tua compiutezza ho congiunto in preghiera le mie labbra
trovando l'aiuto in Resistenza mentre si prepara ad altro in mutato di ignoto ma ricordando agli occhi la Bellezza della vita Insieme attraversata.
E affidandosi alla tua vista si sono chiusi gli occhi per ritrovarsi
nella vecchia casa presso la ferrovia dove a ogni ora passava il treno
il fremito dei pioppi sempre in testa,
l'odore del tiglio da lontano a sicuro viale conducente
il pasto sul l'ora precisa nel mezzo di giornata
la Campana a segnarne la festa del l'incontro
la tenerezza del mondo antico nel guizzo di pensiero non mutato
la grazia semplice dei gesti quotidiani del passare il pane o l'acqua
il polpastrello intriso nel barattolo di sugo d'uva le guance fatte fuoco
la casseruola coi profumi buoni sulla grossa stufa gli occhi a girasole
e...il trasformato agli occhi che tutto hanno veduto colmi di cristalli
nel potente salvifico liberamente sciolto in gola chiusa e stretta dalla corda
la relazione Là a punti imprecisati con al centro sempre l'innocenza
e un poco di felicità dilatata sulla tela della malinconia sottile
alla soglia della guardinga incerta notte che precede l'eternità del sonno
in vestito di umida Preghiera semplice.
Do credito al potere della Lotta vincente contro l'operato occulto, più o meno, del maligno. Intrigante, furbo e in fattivo variegato, E non come miraggio vestito da illusionista visione, ma come Vita che sempre si rinnova nella profondità della terra buona che fermenta la forza di sementi in armatura di elmetto e scudi curato attentamente. Come da visionato battere ritmico di un fiore che buca la neve ed è già Qui, ardente moto di vita dopo la gelida notte, mentre naturalmente glorioso si impone dopo il gravoso silenzio del lavoro, e Sentinella ne annuncia la primavera con lacrime di rugiada alle ciglia in immortale speranza riformatrice di universale. Centralità di un irradiato germinativo di Sogni ritrovati in se stessi, e da cui trarre forza ovunque e per chiunque si oppone al formato evolutivo. E Occhi. Occhi che pure avendo visto la Notte, non indugiarono a sgranare il bombardamento di luce trionfale oltre ogni notturno incedere. Mirka Lottiamo fino a che la Speranza non crei, dal proprio naufragio, la cosa contemplata. Shelley