E si continua a immaginare ciò che la Vita è stata. Come sarà la Fine del vostro giorno? Pensieri in volo come gabbiani mentre distrattamente sgranocchiate, o Occhi curiosi che, senza esagerare, sapientemente gustano mentre pensano "un altro anno è passato e una Sorella manca?" (Suor Angelica in un atto di G. .Puccini) Beh! A ciascuno la sua realtà dentro, e solo all'interno di se stesso. Quello che ho in mente io per la cena di stasera. Chissà che non possa essere tentatrice per qualcun altro all'ultimo minuto. 1) Affettati assortiti 2) Salmone non affumicato con burro 3) Gamberetti tartufi al foie-gras 4) Soufflé di spinaci e di cavolfiore 5) Radicchio di Treviso 6) Pollo arrosto 7) Ananas al maraschino 8) Gelato alla vaniglia I vini saranno i miei ospiti. Graditissimo se seriamente Pensati. Un guizzo di nostalgia ovviamente non può mancare pensando a un Tempo, all'armonia di quel tempo, alla cuoca che mai fece cilecca. Mia Madre. Ed è appunto con la sua immagine scolpita su tutto il corporeo, nonché sul sostanziale del l'anima, se ne lascia la ricetta di due suoi piatti forti. Soufflé DI SPINACI E CAVOLFIORE Lessate con pochissima acqua gli spinaci ( g 600) ben lavati. Sgocciolare e strozzarlo dentro uno strofinaccio (pulito) comprimendolo. Passarli dopo averli tritati con un poco di burro giusto il tempo che serve per asciugarlo. Preparare la besciamella (100 g .di burro-100 di farina 1 quarto di latte. Appena tiepido unire 1 cucchiaio abbondante di parmigiano,4 tuorli d'uovo frullati,1 presa di sale,1 pizzico di spezie miste. Unite il tutto agli spinaci e mescolate aggiungendo le 4 chiare montate a neve ben soda,poco alla volta e con mano leggera. Idem per il cavolfiore. Versate poi il composto nel recipiente da mettere nel forno a temperatura moderata FRITTELLE DI RISO CON GLI AMARETTI Cuocere 20/25 m. 250 g. di riso in un litro di latte. Unire 50 di burro,60 di zucchero,una presa di sale, un pizzico di vaniglia,100 g. di amaretti tritati e 100 g. di farina. Versare il composto nella tortiera imburrata e spolverata di pangrattato,oppure su un tagliere. Raffreddare e tagliare a rombi. Passarli all'uovo e pan grattato e friggere in olio bollente. AUGURI A TUTTI E SEMPRE UN EVVIVA Mirka "Ouverture" (Nozze Di Figaro -W.A.Mozart)
Neve. Cristalli. Sole bianco. Slitte. Voglia di denudarsi. Voglia di sfidarsi. Sfidarsi per arrivare al sole. Fiducia mordente di promesse. Felicità. Passione di terra che si unisce al cielo. Tenerezza. Freschezza di frutti maturati al sole e alla pioggia. Tracce rosse Realtà e Sogno. Tracce rosse. Dentro il Destino. Maligno dio che congiunge e poi distacca gli esseri umani. Tracce rosse. Così ricordo quel lontano giorno di un 31 dicembre di un tempo lasciato in custodia al "non tempo" della memoria. E qualcuno, come allora, che continua a mettersi in mezzo col libero arbitrio. "Non si doveva ostentare tanta sfrontata felicità" diceva fra il convinto sfrontato e il turbato ammutolito. Eppure l'universo era lì. Splendente in tutte le cose e perfetto nei suoi terribili contrasti. tracce rosse Per un attimo anche la Ragione fu acquietata e in accordo col tutto. Se non fosse stato per l'improvviso di quelle tracce rosse a cui fu vano ribellarsi. Impresso rosso aggiuntivo ai battiti lenti, furiosi e implacabili del cuore, restò solo lo stupore nella meraviglia di quella Eternità intravista nel relativo di una visione unica e lontana che finiva per sempre. Forse è per questo che spesso si affida al vento l'ansia, la paura, l'incertezza, il cammino?
Mirka (estrapolato dai Racconti Il Destino Nel Nome)
AUGURI A TUTTI Ai piccoli una bambolina di pezza e un trenino per Sognare a Cosa Farò Da Grande Agli adulti,stagionati o meno, un vagone di Salute e alcune Buone Frecce per lottare ancora. Auguri. Auguri. Mirka "O Holy Night (Cantique de Noele-Adolphe Adam)
Questa mattina mi hai chiamata. Hai esordito subito con le tue poesie. Ti ho risposto secca. Faccio sempre così quando la realtà mi sta stretta. Hai continuato parlando di fratellanza ed esortando a viverla. Ti ho risposto tagliente come una lama affilata e mai smessa all'uso. E tu sai che nonsono cattiva, lontana da ogni più piccola ipocrisia o da quelle inutili consolazioni se non fuoriuscite dal cuore si. Ma come sempre si farà finta di non avere compreso l'essenzialità Dimostrato coi fatti. Che ne sai tu.
No. Tu tu non puoi sapere quanto fredda possa essere l'alba senza le spezie della luna sentite in ogni istante. No. Tu non puoi sapere quanto piombo ci possa essere nell'assenza di quel l'abbraccio che precede ogni alzata.
No. Tu non puoi sapere. Forse il Dio che compone e scompone nel Suo gioco di contrasti con la lampada imbrattata di sabbia?
Nell'illusione senza una possibile conciliazione mediata se non da un inflessibile amore per la Vita? O in quel grande affresco che io miro ricreando ogni volta come un bimbo che si ostina a imparare Contro Voglia? Ecco. Questo si. E tu non cercare ancora di smentire la consistenza dello stabile formato col belletto o con quella fedeche sfida mentre freddamente ti toglie la Coperta calda mai mancata a te protetta come sei stata fin dal primo UE. Con affetto diverso ciao. Mirka
Quasi alla vigilia di un Natale col sole freddo che tenta d'indorare i rami secchi degli alberi in altro luogo la neve già caduta candele come stormi d'uccelli sui muri delle case vestiti neri che umidi si stringono mentre una bimba nascosta alla vista di tutti sperimenta per la Prima volta cosa sia il Dolore. Il dolore muto sui volti degli adulti. E non sa. Non può sapere eppure sente che il dolore ha sempre il volto di un fratello sconosciuto o forse quello di un padre.
Mirka
"Signore Delle Cime"
Nota: col tempo anche la bimba diventò adulta. Magari troppo presto, pur non smettendo mai di aggrapparsi ai Sogni, importanti più ancora della realtà. E continuò a chiedersi se quel Signore, padrone delle Cime più alte fosse stato in ascolto e colto l'urlo o la preghiera smorzata prima di finire. Nella voluta certezza trovò sempre la risposta in were you there when they anche nei suoi momenti più belli e silenzio. Uno sconfinato immenso silenzio.
OGGI VA COSI' riflessa negli occhi distratti di un passante una mascherina colorata di viola una ladra di luce fra ombre sul muro l'odore della nebbia dove nessuno osa un bacio su una bocca chiusa un calendario senza un segno di memoria un saluto senza la gioia di mandarlo il lamento di una musica che precede l'urlo della doglia un giorno in salita dalla parte dolente del corpo. Oggi va cosi ma domani sarò un ramarro. Mirka "Adagio per oboe" ( Concerto in Do min -Alessandro Marcello)