Un ramo mi ha ghermita la faccia mentre camminavo. Fu distrazione o una coincidenza astutamente benevola affinché comprendesse dove mettere i piedi? Non so. Ne porto ancora i segni che sento da un piccolo bruciore di una riga trasversale sulla guancia destra dove si è fermata una piccola goccia di sangue petti rosso. Ma era così bello guardare all'insù inseguendo la luna e le nuvole che giocavano a nasconderla! Tutto era bello. Io sola l'incapace a gestirne la bellezza senza incorrere in qualche guaio. Così rimasi ancora un poco a contemplare quella luna alquanto bizantina mentre sul labbro appena spalancato svincolava quella goccia rossa dal gusto strano di miele al l'eucalipto. Poi tutto si riequilibrò con la misura e il senso. Nel vecchio il distratto purificato da un nuovo più attento. Nel mentre una perfetta geometria di colori danzava dentro l'anima facendola esplodere in dolcezza per consapevole sussurri di fragile umanità affidata.
Mirka
"Ecco mormorar l'onde" (Claudio Monteverdi)
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