Ciao Claudio,
forse fu la timidezza che non mi fece varcare quella soglia dei grandi, allora, o la mia (estrema) giovinezza protesa a "cercarsi" più che a capire il significato dei tuoi occhi brucianti, e in quello che vibrava in ogni tuo gesto, così sicuro e preciso.
Lui chiedeva molto ed esigeva risposte immediate che assicurassero. Forse in quel tempo ho mancato all'altezza di attesa dal l'impaziente di Himalayana, anche se in seguito ci si Incontrò sorridendo.
Grazie comunque a te posso comunque dichiarare con profondità di sentimento umile, grato, e consapevole, che la mia vita, bella pur nella sua dolorosa e inquieta ricerca, è cominciata proprio da quel nostro primo incontro nel conservatorio A. Boito di Parma. E fu l'inizio di un viaggio in Dimensioni alte quanto misteriose che mi portai sempre appresso, mi furono guida preziosa e caparbia per proseguire un cammino spinta dall'aspirazione della perfezione dura quanto implacabile, la cura del l'inaccessibile ideale a prescindere da ogni preoccupazione materiale, le sue inesorabili altalene, le prove aspre sempre in attesa e al varco.
A TE, cavaliere di luce universale, vada allora, col mio pianto irrefrenabile e in interrotto quel GRAZIE sempre un poco pudico, forse perché il cuore non sapeva farlo uscire nel subito stupito, come del resto si fa ogni qualvolta si è davanti a un'autentica opera d'arte. Quello appunto che ti appartiene per meriti consolidati e portati a compimento e per quel Mahler a Berlino impossibile da passare all'archivio di memorie se non rinnovandone il rosso degli occhi.
Mirka
"Kinder-Totenlieder" (Song on the Death of Children-G.Mahler)
