Era settembre e la gioia era di casa. Si macinava il vento per far si che la portasse ovunque. E si ringraziava Dio per la stagione d'uva. Ma...l'autunno sulla soglia fumava tranquillo il cubano comprato all'Himalaya. Ed è con l'ironia del naufrago che veleggia fra le sabbie mobili e le scarta come può che me la prendo solo con me stessa e quel pizzico beffardo sottratto alla gerla dell'alterna sorte, che ancor ringrazio ma lascio fuori Dio. E con astuzia che è propria del gattino,trucco le carte perchè il gioco ritorni "vero" come in quel tempo anche se so che nulla torna e tutto indifferente ride. Che l'arroganza a dare tutto per scontato,toglie l'arcobaleno dopo il temporale,non permette alla luna di cambiare.
Mirka
" Estate" (dalle quattro stagioni di A.Vivaldi)
