fiume

fiume
fiume della vita

sabato 16 febbraio 2013

QUANDO SI VUOLE RAGGIUNGERE UN'OBIETTIVO CHE PORTA ALLA FELICITA' NON SI CONOSCONO OSTACOLI



..."Sole! Non sprecare i tuoi raggi!   Prosciugatevi, fiumi, prima che sazi la sua sete, così che a migliaia nascano i miei discepoli ad annunciare sulla piazza l'anatema"  (Majakovsij) mentre io aggiungo, per chi non vuol mettersi in gioco per incontrare la felicità.


...e le pietre erano occhi di libellula
...


 Deserta la  periferia  e ghiacciate le ruote dei bus. 
Nervosa, io, quanto un gatto che si morde la coda consapevole che la coda è sua. 
L'ultimo credito del cellulare regalato a un taxista anche lui deserto di lingua, ma  gelato nel fare i "suoi" conti, fregandosene di barare su tutto il gioco della corsa.
Ciononostante e malgrado tutto, quello che veramente importava l'ho fatto fregando il Tempo e quello vano e stupido quanto l' illusione che fa credere vincenti gli homini. Uomini che fingono di ignorarne un finito già lì, anzi che vivere l'attimo felice come follia o comunque come una visione d'estasi  che si celebra con gioia sapienziale sperimentando una perfetta corrispondenza degli  eventi .

Mirka



"Hallelujah"   ( dal Messiah di Haendel)






mercoledì 13 febbraio 2013

LA GRAZIA DI UN RICORDO A TEMPO DETERMINATO

...e fu audacia di  candore solo un poco sconveniente


Mi tolsi il guanto
in subitanea schiettezza
e ti presentai la palma
con un bacio la leccasti
e tutta la decifrasti
la vita spenta 
riportasti in guerra
sospirò il gallo
da lontano
sbiancò di singhiozzi 
anche il susino
ma non dimenticai
quella carezza 
che come un fulmine bruciava.
Ma che fatica
 proseguire il viaggio
Oh come lo fu.

(un 14 febbraio)
Mirka




"Love is a mystery" ( Ludovico Einaudi)



lunedì 11 febbraio 2013

L'APPUNTAMENTO



...  e pareva uno specchio che rifletteva indistinte figure,onde fluttuanti propagante misteriose energie...




Poche teste sedute. Le poche teste tutte girate. Girate verso una porta aperta .Aperta con uno strattone  e chiusa da se.    Si apre portando da fuori una sciabolata gelida di aria, subito mescolata al vapore dei fiati dentro al bar di quella sala con le poche teste girate. Con flemma precisa, avanza una forma non perfettamente distinguibile per l'identità della specie. Pantaloni, giaccone di montone, stivali di buona marca ma con tacco tre, un colbacco calato sulla fronte, bavero rialzato sino a metà della faccia, l'altra metà coperta da una sciarpa. La sciarpa del colore rosso fragola, maturata sotto la terra e sopra al sole.  Un sorriso appena accennato al barista, il passo flemmatico ma deciso verso il tavolo d'angolo della sala. La forma non si toglie il giaccone di montone, la sciarpa si. Tiene il colbacco. La  voce sensuale della Vanoni si diffonde per la sala del bar.  E' un disco che ha ascoltato molte volte ma che riesce sempre a procurarle un brontolio di vuoti nello stomaco. Per un poco l'ascolta coi gomiti seduti sul tavolino e si sorprende a cantarla con la bocca chiusa..." C'è  una ragione di più per dirti che vado via".   Sorride impercettibilmente,  poi si disinteressa.  Si guarda attorno come di prima volta anche se di prima volta non è .  Davanti a lei il quadrante d'un orologio. L'orologio è un liberty in perfetto stile col bar.  Gli occhi della donna lo fissano come se non vedesse altro che quel l'orologio, come se in quella sala d'un interno bar non ci fosse che quello. E...ricorda. Ricorda Guimard e il Musée des Art Decoratifs . Quanto tempo è passato nessuno lo sa, eppure scatta ai suoi occhi la meraviglia d'allora in quel l'orologio monumentale ma dalla eleganza sciolta. Sta per acchiappare un altro ricordo quando il cameriere le si para davanti. Il cameriere  ha in mano una carta, nell'altra  un blocchetto. Tiene una matita. Le fa un inchino poi le domanda cosa può riuscire gradito.    La donna chiede un caffè. Un caffè caldissimo corretto col Baileys L'orologio è sempre lì, così la donna lo guarda,lo insegue nei suoi battiti,pensa.  Cosa pensa? Pensa che è bello,pensa alla meccanica così perfetta,ai suoi minuscoli microscopici ingranaggi che gli hanno permesso d'arrivare  a questo secolo e all'istante di oggi. Pensa a quando... S'arresta di colpo. No, lei va poco d'accordo coi calendari e  anche ai punti esatti trovati in memoria. Però ricorda e non ricorda, pensa e non pensa e nessuno può sapere cosa pensa la donna.Perchè lei pensa e neppure lei sa cosa pensa. 
Arriva il caffè corretto col Baileys. La donna si sposta un poco coi  suoi gomiti seduti sul tavolo per far posto al caffè. Il caffè è bollente. Si è raccomandata che fosse veramente bollente .Lo sorseggia arrotolando la lingua. Si vede che le piace.        Le poche teste ora sono abbassate e parlottono piano fra di loro. E ciò che si scambiano non lo si comprende se non per ipotesi o intuizioni da pazzi o da geni.        La donna ha finito il suo caffè. Vorrebbe sfidarsi  a modo di un'anguilla tranquilla e felice per ogni cosa suscitata che, pochi giorni prima le han detto e le han fatto un gran bene.  Ma non può farlo in quella sala liberty dove tutto è composto e si sussurrano dei segreti forse anche un poco osé.
  Poco distante da dove lei è seduta c'è un pannello decorato con colori a tempera e arricchito con l'inserzione di materiali vari e in rilievo. Le ricorda Odilon Redon quando...vorrebbe fotografarlo tanto le piace ma...non può o non osa. E' bello ciò che lei vede, assomigliano a dei simpatici  fantasmi o a delle creature angeliche, una sintesi tra la vibrazione corpuscolare,motivi lineari,sciami di atomi e un sistema di onde fluttuanti che quasi visibilmente si propagano di una misteriosa energia  scaturita della materia come quella volta che ammirò a.... Per un pò sogna poi ritorna al concreto della terra.    Apre la borsetta. La fruga. Trova il portafoglio. Lo prende tra le mani,lo apre come fosse un ventaglio. Ne tira fuori una banconota di piccolo taglio. C'è compresa la mancia. La mette sotto la tazzina di caffè corretta col Baileys,  insieme alla ricevuta.  Si alza. Con la sua  naturale flemma e decisa si dirige alla porta. Prima di aprirla fa un piccolo cenno di saluto a tutti e al barista subito accorso per aprirle la porta.  Una sassaiola di freddo la investe.  Si tira su il collo del montone, la sciarpa fa il resto. Il colbacco è  sempre al suo posto a schiacciare i capelli verso i quali lei è indifferente  perché ha il cappello e, perché dal momento che non può permettersi il parrucchiere ogni settimana, il cappello le risolve quel genere di problema.

La donna è ritornata la forma di indefinibile identità di specie.  Lei sa che,ora tutte le poche teste sono girate e mute la seguono. Parleranno dopo.   C'est la vie! L eterna messa in scena della "commedia umana!"        Chiude la porta e va.  La strada da fare è l'unico pensiero importante, si dice,mentre s'infila i guanti di lana per ripararsi le mani dal freddo di febbraio.
Nessuno saprà mai dove la donna se ne sta andando. Neppure lei lo sa,si dice,piano, mentre canticchia la canzone che ha sentito al bar. 






  Il suo passo non è ma stato più deciso. Ma eccola a un bivio. Per un attimo l'incertezza la prende, qualcuno la strattona e le chiede scusa. Lei ignora indifferente anche a questo, poi  imbocca a sinistra.   Fa pochi passi e si trova davanti a un lampione. Sotto c'è una faccia,rossa per il freddo.  Si avvicina alla donna, le allunga un plico e poi scompare.
Il documento è aperto per tutti.


  Mirka


GUIDA ELETTORALE

Si voterà, come le precedenti elezioni politiche del 2006 e 2008,con il sistema proporzionale con soglie di sbarramento e premio di maggioranza,introdotto dalla legge n.270 del 2005.

I principali   elementi che caratterizzano tale sistema sono:
la possibilità delle liste di aderire a coalizioni,indicando previamente il nome del leader della coalizione;
la previsione di un articolato sistema di soglie di sbarramento;
l 'attribuzione di un premio di maggioranza alla coalizione ( o lista) vincente.
Per poter accedere all'assegnazione dei seggi alla Camera,sono previste soglie calcolate sul totale dei voti validi a livello nazionale,pari al 10 per cento per le coalizioni,al 2 per cento per le singole liste che aderiscono ad una coalizione,al 4 per cento per le liste non coalizzate e per quelle le cui coalizioni non hanno raggiunto il 10 per cento. Per il Senato le percentuali di soglia sono più alte; rispettivamente il 20,il 3 e l'8 per cento,calcolate su base regionale,anzichè a livello nazionale.
Il premio di maggioranza  è attribuito secondo modalità sensibilmente diverse tra i due rami del Parlamento. Alla Camera, il premio è assegnato alla coalizione di liste ( o singola lista ) più votata a livello nazionale. Il premio consiste nell'assegnazione di un certo numero di seggi necessario a raggiungere la quota di 340 deputati su 630.Se la coalizione raggiunge o supera tale soglia,ovviamente il premio non scatta.
Al Senato,il premio è attribuito a livello regionale; in ciascuna regione (tranne Molise,Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige,regioni per le quali vigono disposizioni particolari) viene assegnato alla coalizione o (alla lista) più votata in quella regione il numero di seggi necessario a raggiungere il 55 per cento dei seggi assegnati alla regione. I seggi sono ripartiti tra le regioni in proporzione alla popolazione residente,ma nessuna regione può avere meno di sette senatori,tranne la Val d'Aosta che ne ha uno e il Molise che ne ha due. Non è previsto alcun quorum minimum per l'attribuzione del premio che è assegnato alla coalizione (o alla lista) più votata. Infine,sia alla Camera sia al Senato non è prevista l'espressione del voto di preferenza,e l'ordine degli eletti è dato dalla successione dei candidati in ciascuna lista.

COME SI VOTA
L'elettore ha a disposizione una sola scheda,che riproduce i contrassegni di tutte le liste presentate. Ogni elettore dispone di un unico voto,che si esprime tracciando un solo segno. Non è prevista l'espressione di preferenze. Sono vietati altri segni o indicazioni.

SI VOTA
dalle 8 alle ore 22 di domenica 24 febbraio 2013 e dalle ore 7 alle ore 15 del 25 febbraio.

Senato; l'unico modo per vincere le elezioni politiche del 24 e del 25  febbraio è questo: conquistare i 158 senatori ed ottenere la maggioranza. La lotta è tutta fra il centrodestra di Silvio Berlusconi e il centrosinistra di Pier Luigi Bersani e la battaglia si gioca tutta in quattro regioni; Lombardia,Campania,Veneto e Sicilia.
In Sicilia,i seggi per Palazzo Madama sono 25.Secondo la legge elettorale,le coalizioni devono superare la soglia del 20%,le liste di coalizione devono superare la soglia del 3% mentre quelle non coalizzate,come Movimento 5 Stelle,Lista Ingroia e le liste centriste, devono superare la soglia dell'8%  dei voti validi.


Chi è CONTRO BERLUSCONI e CONTRO  MONTI  e CONTRO chi lo sostiene e lo sosterrà; BCE/UE,Banche (come MPS),NATO,Vaticano,sa come contrapporsi Una "Rivoluzione civile" c'è e anche L'MSS di Grillo.. Forse un nuovo gradino in questa BABILONIA che fermenta dal pattume germi e bacilli lo si può salire. Forse la speranza è veramente l'unica a voler sperare che i mutamenti degli uomini e della Storia siano quelli più giusti per migliorare anche i concetti oltreché la strada ancora da fare augurandosi di non sbagliare la direzione pensata col cuore caldo e con la mente fredda come questo giorno che precede il digiuno.

m.

venerdì 8 febbraio 2013

UN PAESE DI CAMPANELLI

..

.e fu tenerezza di antico, sulla innocenza della bimba che al guardarla cominciò a tremare 



Mi sono persa
a guardare
la prima margherita
in avamposto
per scrutare cielo e terra 

lunghe le gambe magre
nel ricordo di allora
dove il tempo si decifra 
dalle ginocchia scorticato

in lontananza rabbioso
l'abbaiare d'un cane
un gatto  indifferente 
al mio richiamo
che meglio era il fiutare
della lucertola la coda
o della gatta 
l'odore dell'amore

mi sono persa
a guardare
la prima margherita 
cercando di conoscerne
il bianco degli incendi 

informi  risponderanno
dei caprini bianchi
con al centro
il giallo d'una bocca
nel rituale antico
che spopolerà la pelle
della terra

umido respiro
che presto 
sarà ghermito
da insetti che han cantato di radici
pianto di sfidato freddo 
per germinare la luce
lasciando agli uomini
la coscienza agli occhi
di morte e di  rinascita 

mi sono persa
a guardare 
la prima margherita
e tutta la tristezza
m'è piovuta addosso

era festa che nutriva
campanelli di fragranza
intrisi di rugiada
fra il bianco e il verde
e solo un po di rosso
nelle gambe scorticato 
di una bimba 
che sapeva di garofano e rafano
in attesa di memorie
mentre il sangue la esplorava.

Mirka 





"La campanella (F.Listz-Paganini)













mercoledì 6 febbraio 2013

LEI E...DUE "DOPPI" GRAZIE.

...e non conobbe tregua per nessuna sosta. E del  treno ricordò...ogni ansia come "forse" la gioia nel guidarlo anche se a volte quel treno la deluse

Si chiamava "Villa Delle Pesche".  Anche le SUE guance erano di quel colore.Solo l'oro le mancava che tutto il cuore l'aveva bevuto,lasciandole le guance bianche ma con l'ombra del sole.


Mi dicevano:" Poche furono le volte che la vedemmo ridere.Il lavoro era duro e provvedere doveva agli uccellini ancora implumi .Però  mai le mancò il sorriso anche se qualcosa nella gola andava con forza su e giù."   Già  c'era poco da ridere con gli uccelli al nido e lei senza il blasone!   Eppure capace d'essere formica nel fare economia,sudata in buon odore,durando la frittata ora di zucca ora di cipolla più che una Divina Commedia da imparare e recitarla come attore consumato   
 LEI sapeva di "locomotiva" che, come regola di vita distrazione non conosce alcuna,pena l'onore,la vita della gente.   E la SUA educazione l'aveva avuta lì.

Fu mio l'orgoglio d'averne duplicato quei pochi sorrisi in zampilli freschi per l'estate che,l'altro uccello aquila, per voli alti nel mentre diventava.  

Amava Marx che la "lotta di classe"  per lei  da lì partiva,ma sosprattutto amava  l'umanità dell'uomo,perchè da lui doveva arrivare il pane con lo sforzo onesto del lavoro.
Tutti le volevano bene e di questo LEI ne fu sempre grata. Tutti si riconoscevano nel suo sguardo amico,apprezzandone la coscienza che metteva in ogni cosa,le attenzioni dell'orecchio per capire le ragioni nonchè i motivi delle diversità anche se deciso e duro,all'abbisogna il SUO no non tentennò mai.
Probabilmente fu sola a combattere il mondo che dolcezze di lusinghe mai le diede.   Allora non capivo.Oggi si che identiche sono le  strade e forse anche il tempo dell'anagrafe.
Ma più d'ogni altri al mondo, amò me e chi m'inviò la e-mail con queste foto.   Per NOI  lottò e la vita vinse quando "oltraggiata" le si voltava contro,rimettendola in piedi col vigore e l'energia d'andare avanti con la testa dritta.

Un grazie "doppio" allora,a LEI ovunque...e a TE  che mi mandasti viva l'emozione dei ricordi in quel richiamo a casa,con la locomotiva canterina nel buco dello stomaco,in quel Guccini che ti assomiglia tanto.

Mirka


"La mamma" (Canzone per tutti i tempi-C.Villa)







"La locomotiva" (F.Guccini)

martedì 5 febbraio 2013

L'EMOZIONE D'IMMAGINARE AL DI LA' DELLA PICCOLA DIMENSIONE


 ...la verità?...  Solo attraverso i propri occhi, ( chiuso e aperto ) il proprio cuore, il proprio cervello in sintonia con  entrambi.



...e in quel cielo del colore d'un arancio, vive furono ogni figura in mutamento





Anche un teatro a dimensioni ridotte a una grande sala, può rappresentare una fonte inesauribile di emozioni ai voli più liberi e fantastici, a  palpiti che si azzuffano e, stringerci la vita in un "vorticismo magnetico" che allontana dalla realtà mettendo radici dove il Tempo si è fermato procurando piacere e stupore.
Un palco più largo che profondo, un sipario ricco che, anziché scoprire la scena sollevandosi in alto, si calava sino a sparire in un solco o canale aperto lungo il proscenio. Palchetti in più ordini sovrapposti e in semicerchio e sulla stessa linea orizzontale, appena lievemente inclinata man mano che si allontanavano dal proscenio.  Tra l'uditorio e la scena, la porta d'ingresso dalla platea, all'uso dei teatri romani e greci, l'orchestra nel Golfo mistico.    Chi è stato  a Sabbioneta sa cosa voglio dire. Ovviamente la prova non si svolgeva  lì, in quel teatro commissionato dai Gonzaga e chiamato "La piccola Atene", purtroppo non agibile  per l'esecuzione di spettacoli.
Questo è ciò che mi si presentò agli occhi. Nelle tante teste dei musicisti, nei loro vari strumenti, nell'unico occhio rivolto al Maestro mentre si accingevano a suonare L'Ouverture -Leonora n 3 di L. van Beethoven.

Penultima delle "ouverture" scritte per il singspiel "Fidelio", unico sperimento teatrale di Beethoven, la Eleonora n. 3 è senz'altro la più bella delle composizioni di questo genere che il musicista abbia concepito.   Un vero e proprio capolavoro di musica sinfonica che, presto trascesa l'originale funzione introduttiva al lavoro scenico, vive l'invidiabile vita propria nel repertorio concertistico.
La Eleonora n. 3 fu concepita per la ripresa del 1806 come elaborazione della ouverture precedente, la n. 2, scritta invece per le rappresentazioni viennesi del novembre del 1805. Questa, infatti, non soddisfece interamente l'autore, pur considerandola un buon passo in avanti dalla n. 1 ritenuta da lui piuttosto deboluccia. Eccessiva la lunghezza, complessa la scrittura, pletorica gli sviluppi, così da renderla inidonea ad aprire il singspiel. Nel riprenderla in mano, Beethoven volle soprattutto compiere opera di semplificazione e insieme di intensificazione espressiva. Ne venne fuori la presente ouverture modellata in forma di sonata dilatata e liberamente intesa, in cui la ricchezza del materiale impiegato a simbolismo del dramma, trova un adeguato sforzo architettonico decisamente rivolto ad ottenere un "maximum" d'efficacia rappresentativa mediante l'essenzialità delle immagini e la forza dei contrasti. L'Allegro cui è anteposto un Adagio introduttivo di carattere intensamente patetico. Tanto l'uno quanto l'altro elemento tematico derivano da passaggi dell'opera;  il primo- (aria di Florestano) è pieno di slancio e impulsivo nella sua configurazione sincopata. Pacato è invece il secondo, a cui si aggiungono altre idee nel corso di uno sviluppo serrato che alterna gli elementi fondamentali, opponendolo l'un l'altro con sicuro e intenso risultato drammatico. Imprevisti e molto efficaci i due misteriosi squilli di tromba (nell'interno) che spezzano il discorso sonoro di fervida alacrità. Tutto poi si fonde nel finale e conducono a una conturbante e gioiosa conclusione attraverso le varie sequenze.

E grazie a questo affiatatissimo gruppo orchestrale, alla musica di Beethoven che imperò dentro, fuori e dappertutto, oltre che ascoltare, vidi. Brunelleschi, Bramante, Paolo Uccello, il Mantegna e il Melozzo da Forlì, le parole del Vasari quando diceva del Brunelleschi  "Attese  molto alla prospettiva allora molto in malo uso per molta falsità che ci si facevano; nella quale perse molto tempo per fino ch'egli trovò da sé un modo che, ella potesse venire perfetta che fu il levarla con la pianta e profilo e per via dell'interpretazione, cosa ingegnosissima e utile all'arte del disegno".

Si. Da tutto s'impara. Io sempre d'innocenza stupita che meraviglia lascia all'anima e a tutto il corpo anche se dolorante per cattiva postura.

Mirka





"Ouverture Leonora 3" (L .van Beethoven)
















sabato 2 febbraio 2013

VOGLIA DI LEGGEREZZA,VOGLIA DI SOLE ANCHE SE LA PIOGGIA RICORDA L'OMBRELLO...

...è la pioggia o il mio cuore che tambura rimescolando i ricordi?...

......però in casa il caldo del legno non manca
...e per un giorno indosserò le babbucce da mille e una favola


...e nell'aria i segreti d di tutti gli uccelli perchè bevino la pioggia e dalla loro pancia possa uscire il sole
...e perchè da ogni immaginazione ne esca una realtà fatta di buono anche se fatta di niente


...e che tutto si possa immaginare sentendola realtà del vero



Piove e la nebbia non fa vedere le cose.   Allora le immaginerò e ad ognuna darò loro un nome proprio,forse anche inventato.  Ma che tutto risorga dalla pioggia,bello,purificato,colorato.Colorato come gli aranci di questa stagione.  E,affinchè l'invenzione sia reale,metterò sul lettore della musica che canti per me e per tutti coloro che passeranno di qui,sempre che ne abbiano il piacere d'ascoltarla sino in fondo,proprio come farò io.

Mirka

"Intermezzo buffo" (dalla Serva padrona di G.B.Pergolesi)