fiume

fiume
fiume della vita

giovedì 14 marzo 2013

L'ORA ERA QUESTA.


  La luce non si riconosce che attraverso l'oscurità.   ( Proverbio Yiddish)



L'ora era questa. Un dodici a mezzo di giornata. Suonava sempre il "campanone" della chiesa per annunciare l'ora del pasto agli operai della Slanzi,  una fabbrica sparita "anche lei" da qualche annoAlmeno per poco era lo staccarsi dalla fatica del lavoro.   Ore 12.     Pareva che tutto si fermasse dentro a quell'ora. Il rumore assordante quanto familiare dei macchinari che assicurava il pane, il mestolo restato nell'aria della sposa o della madre, il cane sull'attenti davanti a un cancello, il gatto alla finestra, il tempo scandito dai  rintocchi mesti e perfetti  che segnavano la brevità "gioiosa"  della tregua.
L'accoglienza era sempre fatta con la voce di ragazza allegra che capricci non conosce perché sa che la vita è fatta di realtà che non inganna l'oste, che i conti tornano se tu con loro non hai bluffato, nella lealtà dei patti di Archimede o di Pitagora, il sogno solo sul cuscino.      "Chi è?"  mi giungeva come tamburo che la festa annuncia, da un  piano più vicino al cielo che agli scatoloni di cantina, squillante più del drink del campanello che premeva la sotto scrivente, con smaniosa insofferenza.   Ma io sapevo che, quando le attese non sono state vane, portano felicità al giorno anche quando il giorno si avvia al compimento.    Ma che tuffo di zampilli mi portavo al cuore e, se non fosse stata per la mia pigrizia che si alterna con la corsa, avrei lasciato chiuso  l'ascensore e fatto a salti  quella scala come al tempo della settimana giocata nel cortiletto di sotto.
Oggi il mio passo s'è improvvisato lento come quei rintocchi di campana che facevano risuonare l'aria in multipli echi a cerchio o ad onda.  Ho indugiato per un attimo davanti a quel portone che al numero civico fa  52, per proseguire veloce come se avessi il fuoco sulla coda che non ho. Giusto il tempo per sentire il finale d'orologio che sapeva di antico come antico è sempre un pianto che con forza si trattiene. Un poco per darsi un tono di adulta accettazione, un poco per fare finta che  l"assenza" sia solo un gioco a nascondino.

Mirka


" Adagio"  (Concerto BWV 974 Bach da A. Marcello)







martedì 12 marzo 2013

PRIMAVERA-OVVERO MAI FARE I CONTI SENZA IL "BUON" DIO...


...e che delizia la pioggia quando si hanno le gallese...




La donna guardò fuori dalla finestra.   Pioveva come doveva essere stato per Noè senza l' ubriacatura per il vino novello      Si morse il labbro inferiore senza farsi alcun male..     Puntò la sua attenzione su una goccia di pioggia grossa da parere un gomitolo di quelli che si usano per i bimbi piccini picciò quando si fa un golfino..   Ohibò! Ma che scalogna essere recidiva d'impazienza! si disse la donna guardando le scarpette di Buccheri già pronte per gli allegri tic-tac, il cappottino di cashmere un po liso ma ancora scintillante di  fiamme koinè gialle paglierino, il cappello di panno comprato in quel negozio d'angolo a PZ di Trevi in un giorno di allegra follia, portato sulle trentatré e che s'avvicinava al "che" o al 1919, la gonna tutta fiordalisi e fiori che alla camminata faceva Frou Frou come nugolo di seta.    Desolata  guardò su e poi scese  con lo sguardo a terra per ritornare a quel cielo che una scoppiettante alle spalle le aveva tirato senza poterla scampare.       La consolò un bisticcio di uccelli.        Ma si la primavera era lì.     Bastava aspettare con un poco di pazienza.    Rimise il giaccone di pelliccia, le gallese sempre amiche e sorelle per la marcia dei piedi, il colbacco, l'ombrello multiuso, aprì la porta e... voilà  dentro la pioggia senza che questa le recasse disturbo. L'equipaggiamento giusto era riuscito a farle tornare il buonumore perso a guardare il cielo pieno di pioggia. mentre pensava chissà che tempo farà a Parigi.


Mirka


"Quand on s'promene au bord de l'eau" (La belle èquipe-Film)

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giovedì 7 marzo 2013

DONNA

Come profumo sciolto nel vento o come erba appena tagliata mi ritorni in mente,donna...




C'è tenerezza consapevole del gesto,quando t'inchini,donna,per allacciare le scarpe a un bambino.
E TU sai perchè. T'inchini all'uomo che sarà,tu solo  il mezzo per formarlo e nulla più.

C'è  esperienza piena,quando col capo chino tì offri a ponte che congiunge. Sai che qualcuno,presto, zuffolando se ne andrà,  TU,fissa e immobile,a guardarlo, la mano ancora alzata, nascosta solo dall'inutile  perfetto velo della calma, che al tocco prolifica acquazzoni.     Sai che testimoni non avrai per asciugarti il pianto.   Forse il buon Dio...magari...  forse,si...ma è così lontano che neppure la tua più sofferta immaginazione può arrivare sin lassù.

C'è grandezza nel mistero che raccoglie tutto dentro al cuore.   La testardaggine alla brace il resto via.    TU sai che questo è Destino d'ogni donna.  Scaldarsi a quella brace che solo TU vedesti a incendio. Ritorneranno a scoppiettare gli echi cristallini, o si...la gioia che a profusione dispensasti scintillerà, eccome... ma per te sola, gli altri dissolti in altri oceani.

 Oh come conosci bene l'ombra di un dolore in prossimità di casa, quello che TU tramuterai a fine pasto, in solco di vittoria per la salvezza di qualcuno che,forse, mai  saprà  dartene merito d'umidità, se non quando  sarai punto, confuso con le altre stelle.

Quanto fuoco di pianto hai sigillato con un bacio o un'addio.Già!... Quello che solo TU conosci in quell'utero placentare  che assolve sempre e mai più ci pensa se non nel fondo della notte..

Fai male,forte,a volte,quando fai dono del pizzico assestato con l'intenzione più feroce,a colui che prima t'aveva piagata ma non piegata.   E sai essere zanzara che nel sangue ha lasciato il covo. Questo ti han detto e forse un poco è anche vero,ma ahimè cosa non può avvenire quando alla bocca è venuto a  meno il sole?...

Nel lampo ti guizza sempre, l'intuizione del pensiero a te cercato di occultare,lo superi e sei già oltre, con l'abilità che lascia nella carne il pungiglione o la rugiada per la notte.

E nel tuo tempio oscuro dove nasce la vita, sei mistero intreccaiato a qualche mito..  Un poco di Afrodite che si abbraccia a Psiche,un poco di Medea  con l'Alcesti che le ferma il braccio.

Donna naturalmente grande come ti riconosco in tutte queste scanellature d'ombra che genera la luce.

Mirka ((dedicata a tutte le donne-8 marzo 2013) 



"Che farò senza Euridice" (Opera Orfeo ed Euridice-Gluck)





mercoledì 6 marzo 2013

UNA PERSONA DI CUI ESSERE ORGOGLIOSI









Che dire di una persona che, alle capacità multiple, al valore morale prima di tutto, all'intelligenza mai messa in deposito, è umile al punto che, alla mia immediata e profondamente sentita esclamazione di elogio per un suo articolo, allorché si presentò alla mia porta col giornale LA GAZZETTA 6/3/2013,con semplicità mi rispose " non sono venuto per ricevere complimenti ma per dirti come la penso io?! 
Il minimo è dare spazio anche nel web a questa persona, dalle multiple qualità, dal senso morale  mai tradito, intelligente, concreto e umile, (qualità assai rara anche all'epoca del poverello d'Assisi), e pubblicarne l'articolo che ha suscitato in me non solo l'orgoglio per essergli sorella (il suo cognome, Setti, è altro dal mio, ma la madre è la stessa), allargandone la diffusione e stimolando anche in altri possibili riflessioni.
Nella condivisione che, un Partito sul quale contare per fiducia di guida, possa essere solo chi sa elaborare per l'oggi soluzioni autonome, proprie, dei problemi reali del paese, capace di capire che, le condizioni obiettive per l'avvento di un nuovo che rovesci un vecchio incapace di farsi carico di una vera leadership, c'è o può esserci, spronando a  determinarsi, onde evitare il rafforzarsi delle opposizioni costituzionali, differenziandosi da ogni altra tendenza involutiva e che lavori su una base sociale in un programma di governo politico e "non" tecnico, sostenendo una ricerca di linea tattica si, ma che non rifugge da interventi coraggiosi, e che, in primo luogo sappia rivolgersi ai lavoratori di tutti i settori, agli operai, inquadrata nel contesto di alleanze e di movimento nazionale, valorizzato perché non si risolva in separatismo, ma salvi un carattere unitario e politicamente accentrato su la modernità intelligente.

Mirka



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di LUIGI SETTI

Luigi Setti dirigente e docente

Le elezioni politiche hanno dato il loro responso, o meglio, forse, lo daranno in forme e tempi che oggi non conosciamo. Non mi interessa né sparare sulla Croce rossa della sinistra per la quale ho votato in tutta la mia vita precedente a questa tornata elettorale né avventurarmi in fantastiche dietrologie sulla possibile candidatura di Renzi (che ho votato con speranza ed entusiasmo alle primarie) o ipotizzare futuri scenari per i quali non ho alcun elemento e nessuna competenza. Da cittadino elettore, deluso, preoccupato, quasi spaventato dalla mancanza di prospettive certe come molti elettori di una certa età, vorrei dare solo un contributo di riflessione su alcuni elementi apparentemente marginali ma, a mio parere, estremamente indicativi e degni di nota.

La sinistra è riuscita a non vincere, perché? Gli altri schieramenti cosa hanno messo in campo, quale offerta politica? Secondo la sinistra gli altri schieramenti (a parte Monti) hanno offerto populismo, promesse irresponsabili, antipolitica, slogan vuoti di contenuti, insulti e plateali contraddizioni sempre smentite puntualmente il giorno dopo. Vero, però la gente li vota lo stesso e oltre ogni previsione, morale ovvia per un tradizionale elettore di sinistra: la gente non capisce e non ha capito nemmeno stavolta. Ancor di più rimpiango Renzi e concordo lui, la gente ha capito benissimo, è il Pd che spesso non capisce la gente, la sua gente, la gente che vuole rappresentare e questo perche il gruppo dirigente del Pd è vecchio nelle idee, nei comportamenti, nelle logiche di governo e nei rapporti con la società prima ancora che per età anagrafica, il tutto aggravato da una evidente patina di burocraticismo da funzionariato di partito professionale che porta troppi dirigenti a pontificare e dare lezioni su cose che non sanno, non vogliono sapere perché “politicamente scorrette” e comunque lontane anni luce dal sentire comune delle persone.

Alcuni piccoli esempi (si fa per dire).

Una delle accuse forti, uno degli slogan della destra è rappresentato da sinistra uguale partito delle tasse. La posizione della sinistra sostanzialmente consiste nello spiegare che sì, qualcosa si dovrà e si potrà fare, ma che i servizi costano e garantiscono i poveri e che i problemi veri sono l'equità e la lotta all'evasione. Giustissimo! Ma da sempre la sinistra sostiene questa posizione e il sentire comune, anche dove la sinistra governa da tanti anni, qual è? Come la pensano gli elettori normali? Sicuramente pensano che le tasse assommate alle tariffe sono ormai esagerate, sproporzionate, insopportabili, insostenibili e soprattutto che (salvo alcune lodevoli eccezioni) spesso i servizi pubblici sono più generatori di sprechi e privilegi a costi elevatissimi che di garanzia di servizi per i più poveri in un sistema dove la pur giustissima lotta all'evasione e il rispetto delle regole spesso si risolvono con misure percepite solo come assurde e vessatorie (obbligo del conto corrente, pagamenti tracciabili anche per cifre modeste, autovelox e multe esagerate e sproporzionate per far cassa, codice Isee, complesse procedure di accesso ai benefici ed Equitalia come braccio armato anche contro chi non può davvero pagare). Pensiamo che dopo tanti anni sia ancora credibile e sopportabile riproporre le stesse ricette con il solito impegno a fare meglio con le solite facce di chi deve garantire che si farà davvero meglio?

Altro contenuto storicamente rivendicato dalla sinistra è quello di essere i rappresentanti dei lavoratori. Per molto tempo è stato sicuramente così, ma oggi? Già è un problema definire i lavoratori come una unica categoria (una volta era molto più facile), è davvero difficile pretendere di rappresentare l'artigiano e il suo dipendente, il negoziante e i suoi commessi, sostenere che i lavoratori pubblici e quelli privati sono davvero uguali, che nelle piccole e grandi industri vadano bene le stesse regole, che al Sud e al Nord le cose siano uguali, che se una fabbrica è in crisi o no nulla cambia per i dipendenti… ma in una ubriacatura che si è dimostrata solo ideologica si continua a basare le proposte e le politiche della sinistra su presupposti culturali e filosofici che, a mio pare, oggi sono totalmente inadeguati e spesso fuori dalla realtà, spesso basati su mediazioni anacronistiche di vertice proposti e sostenuti da funzionari che spesso non sanno davvero nulla del mondo che vogliono rappresentare e che tendono a ignorare completamente i bisogni delle aziende, eludendo ogni idea di meritocrazia, di flessibilità e, spesso, le stesse aspettative di molti lavoratori.

Alcuni esempi. Lavoro precario: l'ultima proposta della sinistra consiste nel rendere tale rapporto più costoso per le aziende in modo da rendere più appetibile l'assunzione a tempo indeterminato. La destra propone semplicemente di detassare le nuove assunzioni, i potenziali lavoratori perché dovrebbero ritenere più efficace e credibile la prima proposta fatta da chi li dovrebbe rappresentare storicamente? È così difficile capire che si ottiene solo la riduzione di posti di lavoro seppure precari? Ma la stessa logica si ripete un po' su tutti gli argomenti riguardanti il mondo del lavoro, dagli straordinari odiati dalla sinistra e dal sindacato e ambiti (detassati) da molti lavoratori che non arrivano a fine mese, a regole sull'apprendistato che lo faranno sparire perché non praticabile da nessuno. Ma davvero se un sedicenne che non ha voglia di frequentare gli studi e ha voglia di imparare un lavoro come idraulico, meccanico, imbianchino, è meglio che stia in una strada perché altrimenti c'è il rischio di sfruttamento minorile. ? Siamo certi che un lavoro manuale complesso non lo si impari da ragazzi con bravi maestri che ti insegnano lavorando? È questo che pensa la gente umile, i lavoratori? Se lavoratori pensionati in buona salute e con voglia di fare e arrotondare la pensione vogliono svolgere piccoli lavoretti quali raccolta dell'uva, della cipolla, dei pomodori, riparazione di scarpe di biciclette ecc.. ma davvero vanno riempiti di regole e di balzelli o vanno incoraggiati e incentivati? E’ davvero meglio incoraggiarli a stare tutto il giorno in un bar o in un centro sociale? E loro (quasi tutti potenziali elettori di centrosinistra) cosa ne pensano? Per non parlare delle regole, delle garanzie e dei costi imposti all'assunzioni di badanti che sino a ieri avevano dato risposte importanti a tanti anziani che sempre meno se le potranno permettere grazie a norme (definite garantiste e di civiltà dalla sinistra sindacale e in realtà complesse, costose e poco garantiste per l'anziano e la sua famiglia) ottenute da rappresentanti sindacali a cui i pensionati hanno garantito il loro contributo e la loro adesione per tutta la vita. Possibile che un gruppo dirigente che vuole rappresentare il mondo del lavoro non si chieda perché buona parte dei lavoratori abbia abbandonato la sinistra e ieri abbia scelto la Lega o Berlusconi e oggi Beppe Grillo, possibile che non capiscano che molti lavoratori non sanno più come dirglielo che con quelle idee non li rappresentano e che se continuano a non capire saranno sempre di più quelli che li abbandoneranno? Davvero si deve prima distruggere tutto ciò che i nostri vecchi ci hanno così orgogliosamente consegnato?

Altro tema, i costi della politica e la loro incidenza sulle tasse dei cittadini. Si badi bene parlo di costi della politica e non di costi della democrazia perché sono due cose diverse. Propongo solo una piccola riflessione, la Giglio prima e la Cooperativa muratori di Reggiolo oggi, Unipol o Monte Paschi di Siena sono davvero cose di cui la sinistra può dire in modo credibile, noi non c'entriamo? È credibile rivendicare i meriti per lo sviluppo del territorio e dell'occupazione quando tutto va bene e cavarsela dicendo noi non c'entriamo quando tutto va a rotoli? Come può l'elettore credere che un partito non c'entri assolutamente niente quando la scelta dei dirigenti di quelle aziende o di quegli enti è fatta prevalentemente da dirigenti o rappresentanti di quel partito? Ma poi, il centrosinistra ha mai fatto con chiarezza proposte di tagli veri e sanguinosi sui costi della politica? Mi limito a ricordare i tanti interventi di dirigenti contro il taglio delle Province o come il partito sia tenero, quasi assuefatto alle spese “almeno un po' leggere” delle Regioni amministrate o dei fondi non certo rifiutati nelle Regioni amministrate da altri.

I temi etici e la “società civile” sono stati e sono altri due bastioni del centrosinistra, vediamoli disgiunti. I temi etici: si è cercata una mediazione su cose non mediabili, i principi etici, i valori non sono mediabili. Si può discutere quanto si vuole, ma alla fine o si può divorziare o no, o l'aborto è legalizzato o è vietato (davvero penosa la discussione sui giorni, l’obiezione di coscienza, la teorica dissuasione ), i matrimoni omosessuali, le adozioni o sono possibili o no. La mediazione in politica è un'arte e una cosa molto importante però quando la mediazione non è possibile l'unica cosa che può tenere tutti assieme nel campo dei diritti civili è solo l'affermazione del concetto di libertà individuale purché si tratti di libertà e comportamenti non invasivi e offensivi della libertà altrui, proprio come faceva il vecchio Pci che presentava autorevolissimi indipendenti cattolici nelle sue liste non a difendere l'aborto o il divorzio, ma a difendere tutti assieme la laicità dello Stato e il rispetto delle scelte del singolo cittadino. La mediazione tra la Concia, la Bindi e la Binetti non accontenta e non può accontentare nessuno, tutte e tre dovrebbero essere unite nell'affermare la laicità dello Stato e la libertà dei cittadini a pensarla come meglio credono mantenendo per loro le legittime convinzioni. In altre parole, a mio parere, i temi etici non sono temi di partito, non vanno risolti a maggioranza, i partiti qualificano il loro agire se approvano leggi che definiscono i contenuti di libertà dei cittadini secondo la loro cultura, fede o semplice convinzione nel rispetto di tutti. Insomma, senza inventare nulla, libera Chiesa in libero Stato. Ci si chieda quanti elettori hanno votato centrosinistra affascinati dai bizantinismi o dai modernismi sul tema.

La società civile. I temi dell'associazionismo e del volontariato sono assolutamente di rispetto e importanti, proprio per questo in un programma di governo sono rilevanti, ma forte è stata la sensazione che si sia cercato di colmare un vuoto di idee, di programmi e di credibilità usando candidature della "cosiddetta" società civile. No, così non funziona: un partito, uno schieramento si giochi la faccia, dica cosa propone e gli elettori decideranno se è condivisibile o no, ognuno faccia il suo mestiere con chiarezza e rispetto dell’autonomia altrui senza voler far apparire la mancanza di idee e di programmi aperture democratiche delegando ad esterni l'assunzione di responsabilità. Anche su questo tema ci si chieda quanti elettori hanno votato centrosinistra, lista Monti o lista Ingroia perche si sono rivolti alla “società civile” e al mondo delle associazioni e del volontariato.

Non voglio introdurre le problematiche drammatiche vissute oggi dai giovani ma mi limito a ricordare con un po' di malinconia e nostalgia quando, purtroppo tanti anni fa, con mio padre si assisteva con ansia allo spoglio delle schede elettorali e quanto mio padre attendesse con speranza il voto della Camera e di come gioiva orgoglioso quando alla Camera si guadagnava qualche voto in più del Senato, chiaro indice di adesione dei giovani alle idee della sinistra! Che malinconia oggi, dal confronto emerge con chiarezza la totale assenza di adesione da parte dei giovani. Tutta colpa loro? Anche loro non capiscono? Non sarà il caso di qualche realistica e spietata riflessione autocritica? La sinistra oggi è lontana dalla società anche per questo, non si possono ascoltare solo i giovani che parlano come i vecchi, non ci si può accontentare di tutelare genitori o nonni in grado di aiutare figli e nipoti, non si può decidere quali sono i loro problemi senza conoscerli, senza dialogare, senza coinvolgerli, senza umiltà e capacità di ascolto. Quanti vecchi tromboni fanno dotte lezioni a un popolo che non li ascolta più. Io credo che Bersani sia una gran brava persona, simpatica, probabilmente onesta, credo che nel centrosinistra di persone così ve ne siano tante altre, probabilmente più che negli altri schieramenti, ma credo con altrettanta convinzione che questo non basti, non può bastare a mascherare la mancanza di idee, di coraggio, di rinnovamento e di rottura con i troppi tatticismi, compromessi, silenzi. O lo si capisce e ci si muove di conseguenza o lo tsunami elettorale diventerà irreversibile e, come disse qualcuno, gli sbraiti i lamenti, i dolori lancinanti che ci aspettano non segnaleranno la fine del mondo ma semplicemente sono fisiologici in un travaglio e un parto difficili che portino alla nascita di un mondo nuovo, speriamo migliore, non ne siamo certi, ma così proprio non va.

06 marzo 2013










"L'ultima  Thula" (F.Guccini"





lunedì 4 marzo 2013

COLLAGE-OVVERO BURLESCA QUASI SERIA SE NON FOSSE FILASTROCCA



...I vantaggi della democrazia matura,ovvero i serial premier...


C'ERANO PROPRIO TUTTI.

I Pinocchi come altezze imperiali disposti a cedere quasi tutto meno il naso a guida di un sicuro progresso.

Le"belle" sospesa la crociera per dedicarsi al Quarto del Mondo,le nacchere a rullio di tamburo al collo Maiorca che perla si nasce anche senza i pizzi di Bruxelles.

Il Gatto delle sette Leghe coi baffi inzaccherati di sintassi mostrato a monumento nella piazza principale della città del lago finite le cartucce ai remi i feticci  lui condannato ad imparare l'Amleto e tutto Shakespeare.

I patrioti cospiratori esploratori in avanguardia per espiare spiando senza volere le alleanze gettate nell'inferno ma inventando il gioco delle due mosse.

Anche in Sistina i 115 cominciavano a sudare d'Africa che lavorare stanca  quasi come a coltivare la gramigna e l'orto per purificare il gatto che si infiamma quando vede lassù...

E si giocava a perdersi per rinascer tutti nuovi con gli abiti vecchi fatti dal gran sarto che piangeva spilloni finiti.

Persino gli undici destinati a farsi bruciare perchè sospettati di mangiare i bambini senza più posti a tavola lasciati in un angolo a sacrificio per il bene della collettività  per multa la rinuncia agli egoismi personali.

E tutti facevano a gara a rubarsi il "contrasto" sguazzando al caffè e intingendo il biscotto.

Nessuno amava gli inciuci,almeno così si diceva,ma si sa che il mercato lo fa e a nozze chi prima chi dopo ci va a meno che  zittella/o in cantina ci resti..

C'ERANO PROPRIO TUTTI

Dal saggio a cui non interessava la causa ma neppure la "storia" se non raccontata a notizia con l'indennità di rischio vicino e a sinistra l'oppositor del sistema che incarna l'antitesi col sopra e col sotto così che nessuno lo prenda sul serio.

Persino gli alti magistrati pater noster qui es in caelis et in terra muniti con lo scettro del reame costruito sul ferro della logica indiscussa fischiata con lo zufolo di Grimm.

I grilli mestatori di ragliate dagli effetti d'asplosione come lampade a gogò sogno o ci faccio.

Il barbiere in frigorifero pronto per l'uso che l'esercizio fu tecnica e divertimento insieme anche se infelicità sempre gli diede il non essere primo in barricata made in Italy.

Lo squalo poi nuotava in supewrficie per educare i figlioletti dai dentini ancora a mollo gli occhioni a palla d'uovo con la chiara incollatutto come fumo da sifone segnalazione virus.

E che dire dei formichieri urticanti per l'artrosi che perfin Vercingetorige ha infettato che abbronzato urla che qui il sole non c'è più mentre il il caos la pioggia il temporale lo trova persino dentro casa e allora meglio trovar rifugio da qualche amico ubriacone rifilandogli i soldoni puliti e lavati sol da lui.

Insomma

tutti a sognare di Rivoluzione con la folla in delirio per gli applausi,la torpedo blu con la bella bionda al fianco e se mora fosse anche non importa che questa o quella per me pari sono la Cenerentola a curare il focolare come Angelo Custode a domicilio il Padreterno che la benedice.

E FU APOCALISSE IN ATTESA DI RESURREZIONE!

Si la vita è veramente bella perchè permette di tirare il sasso senza mai scoprire chi l'ha fatto.Unti i venditori di pianeti,la Carità Cristiana dall'occhiolino rapace e canterino,in barba i bisogni reali della povera gente perchè in una "libera" economia di mercato è il mercato stesso che regola tutte le cose.
A li mortacci tui! Bella è si la vita  ma quando la si guarda con gli occhi di questo zoo di bestie proprio strane!

Mirka 


"Dies irae"  (Requiem Do min K.626 -W.A.Mozart)





 

sabato 2 marzo 2013

UMORI CANGIANTI,LA NATURA,UNA POESIA

...e fu cambiamento d'umore  catturare la bellezza




Ho salutato l'alba irrequieta quanto un gatto scodinzolante .       La noia prima ancora di unirla per radio o sul giornale che avrei comprato di lì a poco.         Il  "voluto" piacere di sfidare lo specchio ignorandolo  che mi sarei vista su tutti i vetri della casa. Bau!
Poi      ho spalancato la prima finestra.       Tutti i colori mi sono precipitati addosso.     Una  gamba d'albero appena potato.       La faccia mutato colori dell'uomo quando lavora.        Il  rauco lento d'una gatta ingravidata.       Il  brusio della prima ape confuso a una mosca.          Il becco giallo  del merlo o forse d'una gazza incrociata ad altro uccello.          Il primo cenno di sole.          Un bimbo discolo scappato all'urlo d'una mano.       Nell'aria il suono familiare d'una campana.      Una poesia trovata sul web che mi ha fatto piangere.
Ed è allora che ho cercato quello specchio che poco prima avrei voluto frantumare.

Mirka


"Salut d'amour"" (Edward Elgar)








venerdì 1 marzo 2013

SI E' SPENTA UNA LUCE SOLO QUAGGIU'

  
...e nel mistero volto ad altro, tutto si sparpagliò nel vento


Su una via... un giorno saremo uniti alla Luce che, nel  tempo del fulgore si ha lasciato sulla scena visibile .    Oggi è il tempo per piangere il "senso" del compiuto.           Domani  sarà trasformato in energia che continuerà a dare "senso" al cammino intrapreso, sfaccettato, a volte, dai cristalli lasciati per la stessa via. 
La vita continua e noi con loro.
Con affetto  un doveroso grazie per ogni pathos che ci hai lasciato e così aderente all'ideale del tuo realismo.

Mirka



"In memoriam aeternam"  (A.Vivaldi)