fiume

fiume
fiume della vita

sabato 14 marzo 2015

V. CARDARELLI DIXIT IL SUO ALTER EGO RISPOSE



Ispirazione per me è indifferenza.
Poesia: salute e impassibilità.
Arte di tacere. 
Come la tragedia è l'arte di mascherarsi.

 Il suo Alter Ego si affacciò e così gli rispose: "assomigliarsi non è che il prolungamento l'uno dell'altro,tragico è non poterlo fare.

 Mirka


 "Clair de lune"  (C. Debussy







 

venerdì 13 marzo 2015

NANNI BALESTRINI OVVERO DEL LIBERO FLUSSO





Vociare.  Sederi o culi che volontari o meno si scollano.  Occhi che starnazzano.  Il comprensibile portato a una parola da un flusso d'aria.  Fila come processionaria di formiche vista (con orrore) su un muro di casa mia o sui gradini della stessa, un tempo.   Ansia-panico in competizione col volo degli uccelli. (metafora) ovverosia l'opposto  di tutta quella confusione diventato unico desiderio.  Questo è la scena d'un negozio di alimentari.  Eppure a salvarmi venne in soccorso il lampo d'una poesia "L'euforia  che precede" e...fu luce che separandosi dalla bolgia de l' umana gente mi riportò alla vita dentro e attraverso il rumore di quei versi scanditi nella mia  testa come schegge uscite dallo stesso lampo.

L'euforia che precede

Non ci posso credere
    nei pochi istanti che restano
si fermano a guardare
    di lucidità basterebbe un
ossia osservano gli
   per riavviare il muscolo
gli incidenti degli altri
   violento colpo di tosse
ancora non hanno capito 
  qualcosa per farla finita
agili falangi
  tra le braccia sperdute
illuminazioni acciaccate
   per tutte le volte che
centinaia di volte
   finiamola lì
non ce l'ho su con te
   guarda un pò cosa salta fuori
immesso nel percorso
   ce l'hai davanti a te
cosa salta fuori
   immerso nel fango
non fare così non
   male che vada
la vita della gente
    tutte le parole
mi verrà in mente
   non potevamo almeno
pensarci prima
    fa sempre piacere dopo tante
partiremo contenti
   non si fa in tempo a
a dire tutte le

Nanni Balestrini

E fu così che tutto si incluse diventando consapevole esperienza di vissuto capace di allargarmi il viso in un sorriso che regalai spontaneamente alla cassiera.  Grazie allora a N.Balestrini che con la sua poesia di "sguardo disincantato" e spietato mi permise di "cambiare" uno stato in altro senza mutarne la sostanza.  E grazie sempre a lui se compresi che anche il "non" accettabile si deve prendere nella sua totalità come atto d'esistenza nel suo farsi sociale e politico. La poesia,come del resto tutte le espressioni d'arte,quel mezzo potente che dispiega ed espande forza al fine di farci sentire svincolati e liberi da ogni "casualità" solo in  apparenza ingombrante. Perchè è nell'esistente che tutto sappiamo ma tutto ancora da scoprire nel flusso di quelle dinamiche presenze che siamo e che affermano la vita.   Un necessario percorso o se meglio si voglia un processo obbligato per abbracciare il tutto. Piacevole o meno.      E infine la pace. Pace senza più parole.  Nel pieno di un vuoto.  Nel desco che serenamente aspetta.   Dentro uno sguardo buono d'intelligenza.    Nell'ultimo canto d'uccello prima del nido.   Il  trovato "senso" finale dopo il rumore.

Mirka




"Imagine"   (John Lennon)

martedì 10 marzo 2015

PARLIAMOCI SENZA IL FUMO DELLA SIGARETTA






 Spesso fraintendere o equivocare è solo significativo di "non volere" capire.  Ma buona serata sulle note del jazz.  Mirka


 "Black coffee"

 

sabato 7 marzo 2015

8 MARZO-AUGURI







Donna.    Sei fiore che spesso ti si calpesta o ti si adorna per la giacchetta. Eppure la tua forza è quella di crescere sull'orlo di un burrone.     Ti schiudi a linfa consapevole di un prologo non sempre a lieto fine. Eppur ti offri scavalcando la vertigine dell'onda, l'urlo che fa capo al silenzio, custodito nel segreto dove si macina il gelo  che fa minuta la corda che si tende sino a sparire o si impenna a coscienza prudente d'ogni piacere forte.       Sovrasti il tuono e lo zittisce col semplice gesto della resa nei tuoi occhi universali.      In perenne lotta con le vallate dei tuoi sogni,tieni la realtà fra le vertebre che vacillante ti fa il passo ma ugualmente non lo fermi.       Sa persino trasformarsi in artiglio di fiera per necessità, pur restando fiore spalancato.       Deserto è il tuo Destino ma da ogni crepa di roccia sgorga da te  acqua e luce. Acqua che allegra si offre borbottando  un sussurrato  che solo tu conosci.    Luce con sassolini d'ombra in un solo sentiero.   

AUGURI SEMPRE TANTI DONNA PER OGGI E PER DOMANI.    Domani      quando (forse) sarai solo un mazzo di fiori ingombrante da portare.

 Auguri anche a un homo, Luigi, mio fratello che questo 8 MARZO lo vide nascere e del quale ogni donna sarebbe fiera d'esserne compagna e sposa.


 Auguri a me. Mirka




 


"Se ben che siamo donne" 


















giovedì 5 marzo 2015

PICCOLA FOGLIA





 La prima foglia ha bucato la terra.  Ha lottato per  farlo. Tra il gelo, l'azzurro intorpidito dalle dita d'un sole avaro, il vento senza carezza, la sporcizia portata.  Presto diventerà fiore. Vorrà essere guardato ma, se qualcuno non lo farà,morirà infelice per il suo "non senso"  d'una crescita senza che l'eco di un ricordo lo abbia sfiorato.  L'unica via d'uscita sarà il chiudersi nel suo guscio di petali o aprirsi a una ferita rossa prima di ritornare foglia. Foglia che qualcuno impietosamente calpesterà.   Come un bimbo cresciuto troppo in fretta o non cresciuto affatto per incapacità a sopravvivervi.  Ma cadrà  davanti al suo sogno profumato di essenza anche se avvolto dalla polvere che gli ha portato l'aria.  La sua immortalità dentro quell'attimo di splendore nella lotta per bucare la terra.   È sempre una questione di passaggi. Pioggia alle radici alternata al sole per l'albero.  Impronta di luce sulla foglia.   Pane e poesia all'uomo affinché il gusto della vanga non gli venga mai meno, la poesia come finestra  aperta alla Speranza.


Mirka






"Finale" (II Sinfonia detta Resurrezione -G. Mahler)





lunedì 2 marzo 2015

CIVILTÀ. MA SIAMO SICURI CHE SOTTO LA PELLE NON SI NASCONDA ALTRO?





A volte ciò che si presenta come civiltà non è che un cinismo molto bene educato.  Un cinismo da vecchia Signora    ma    sogni d'oro,ovviamente dopo una serena riflessione.  

Mirka

 



"Samarcanda"  (Roberto Vecchioni)



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domenica 1 marzo 2015

UNA CANZONE UNA STAGIONE





 Era il grande Tempo del gioco. Un Gioco che si chiamava vita. Qualche colpo basso che stendeva, un'alzata di vento che ci tirava su. Nulla si conosceva di quel gioco che si chiamava Vita, eppure lo si affrontava offrendo petto e volto. Nell'ombra solo un filo di ragione rintanata ai confini di Katmandù. Nel gioco c'era sempre un vincitore e un vinto, ma nella mano che si allungava per concludere la partita non ci fu mai traccia di rancore che con la colla lascia anche il fastidio. Solo l'aria fluttuava sulle teste portando un messaggio attenti al prossimo tour. Bloccava il messaggio la frazione dell'attimo che  precede il sonno, mentre la mente arava  nell'oblio per la rinascita d'un germoglio. Un germoglio che avrebbe spaccato la terra senza l'intenzione volontaria se non per la spinta della vita nuova senza memoria alcuna lasciata questa volta traghettato a Lethe.  E la battaglia in festa prendeva Ali la mattina quando il sole era ancora di giada.   Ogni tanto ripenso e vado a quella canzone di Stagione mula.    Ma     l'ora presente dove vive la Terra dura, umile la Consapevolezza mi rimbalza agli occhi su un immenso prato di papaveri rossi e un nome "Malinconia" che ci si ostina a ignorarne lo stretto abbraccio, mentre attorno a me si balla la danza del derviscio.  

Mirka 



"Those Were The Days"