fiume

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fiume della vita

mercoledì 15 luglio 2015

INDIFFERENZA (METAFORA)





Nulla da dichiarare disse la donna a un"immaginario" abate di Torquemada venuto per estorcerle l'ultima confessione, voltandogli la testa con indifferenza ma guardando il Cielo.  Si.  Nulla da dichiarare.

 Mirka

 "AGNUS DEI"  (Messa da Incoronazione  Do Mag     K.317  -W. A. Mozart )










martedì 14 luglio 2015

CARDIOGRAMMA SENZA SCOMPENSI



Il silenzio le metteva allegria. così cominciò a parlare ad alta voce con se stessa proprio come fanno i matti.   Si diceva: Tutto fu teatro.  Ma di tutta questa storia infinita,al centro resta una verità sfuggita da quelle mani tranquillamente intrecciate".   Come un sospeso che vibra per farsi inseguire.  Riuscirà a vanificare la recita,forte di quell'unica nota?   Forse la vita e tutta lì. Elettrico cardiogramma che porta scompensi e poi si mette in riga come se nulla fosse stato.   Un brivido la percorse e rapido si dileguò come un fascio di fiori attraversato da un lampo di luce forte.   Le restò quella nota come un profumo antico dal sapore di vaniglia e cannella di quella ciambella appena sfornata da sua madre.   (Estrapolato dai Racconti Il Destino nel Nome)  


Mirka









"Michelle" (The Beatles)

lunedì 13 luglio 2015

O KAIMOS




 Una giacca buttata alla Zorba ma senza la sua Danza   Una domanda col suono spezzato nella gola   l'incomprensibile sottile senza gli occhi del lontano  nel cuore gli affanni la consapevole invidia i segreti di Mida scoperti e lasciati nel fondo prima gli dei nel mondo creò lo spavento risuonò dal lontano fratello latino   schiuma di pianto e sogno l'amore del Paese    l'errore (?)  di un figlio verso il Padre    il meglio lasciato nel treno del ritardo   sbuffano inferociti chi è restato a terra   perso il biglietto   le tasche vuote   mesti gli occhi a Galapagos    solo una polena sventola   fierezza di naufrago o di pietra che ancora grida secoli di splendore insultati e mortalmente feriti. O Kaimos. 

  Mirka


"O Kaimos"  (Miki Theodorakis)
















sabato 11 luglio 2015

LE PERLE E L' INSALATA DI RISO


 E rivedeva tutte quelle perle che lente e inarrestabili s' infilavano in ogni chicco di riso dell'insalata che si era preparata per il pranzo nel dì che precedeva la festa. E mentre ne sentiva il sapore dolciastro sulla lingua, zoppicava per un doloroso male alla gamba destra dirigendosi al frigorifero. Lo aprì. Diede un'occhiata distratta alle molte cose che non avrebbe consumato, scosse la testa sconsolata per il peso di sentirsi un'incoreggibile recidiva senza speranza di cambiare, allungò la mano verso il vasetto delle olive, dei carciofini e dei filetti di tonno. Si accorse di biascicare persino una preghiera alla Madonna del Carmine con molto anticipo sulla processione.   E, riandando indietro nel tempo il passo le tornò quello di sempre. Di marcia buona come si fa per chi sa che ancora ha molta strada da fare.  (estrapolato dai racconti Il Destino nel nome ) . 







Mirka 

 "My Way"  












Nota: Tanti anni fa, ed ero giovanissima, qualcuno mi chiese perché amassi tanto la canzone di My Way sino a piangere. Senza troppo pensare gli risposi. Non so. Ho la sensazione che la mia vita sia come questa.



martedì 7 luglio 2015

INSAZIABILE E COMPLETO




Era carezza che non si saziava.  Come il suo sguardo che fotografava mai pago per ogni suo mutamento.  Eppure tutto era completo a se.    Gli diceva: "Guardati nello specchio. Guardati come  io ti guardo.  Guardati come io ti amo". E così lei viveva nella mente di chi le aveva scattato tutte quelle fotografie. Lui in ogni clic che le faceva.  Una pari necessità.   E lei si offriva come un'ostrica felice di farsi gustare. 

 Mirka 


Sogno d'amore  (Notturno n.3 -Franz Liszt)



domenica 5 luglio 2015

CORALLO BIANCO



D'improvviso    senza un senso ben chiaro     il pianto fuori uscì rompendo argini e dighe.    Unico segno dell'avvenimento un corallo bianco dentro la fossa dell'occhio sinistro. 

Mirka

"Una furtiva lacrima"  (da Elisir d'amore -G.Donizzetti - Allevi )






giovedì 2 luglio 2015

IL GIORNO E UN SONETTO DEL BELLI





Una metropolitana da sembrare la tradotta che parte da Milano del 1923    un'umanità in combustione da sembrare uno stantuffo della prima locomotiva del Far West    un disperato sui binari che blocca il treno per venti minuti creando caos come da noto manicomio a R. E. prima che si intervenisse a chiuderli,    un topo che attraversa indisturbato il marciapiede lasciando pallottole di cacca,    una incredibile varietà di etnie, razze, ed età con stampelle e gambe ingessate per le voragini delle strade.   Ragazze che sbavano birra buttando le lattine in aria e guardando provocatoriamente il  "grullo" di turno coi jeans sotto il sedere  e altro.  Questa è la Roma Imperiale che fu dei Cesari, oggi solo del pianto.    La mia bella capitale imperiale repubblicana e democratica insufflata dal falso amore di ginocchia duramente molle.  Eppure   quanto ti amai e t'amo anche con questa persa Identità, l'interrogativo lasciato a mezz'aria mentre conteggio le pecore la notte. Mia cara Roma nostalgicamente antica di tutto. 

Mirka


Antro è pparlà dde morte,antro è murì

Eh,bbisogna trovàccese,sor Diego,
Ar caso che vve tajjino er boccino,
Seffa ppresto de dillo: io me ne frego;
Ma ar fatto è un'antra sorte de latino,
Oh incirca a la vertù,nnun ve lo nego,
Un assassino è ssempre un assassino,
Però,la vita,nun zo ssi nume spiego,
Tanto va a ssangue au re,cquant'a un burrino.
M'arricorderò ssempre un marvivente,
Che l'aveva davvero er cor in petto,
Ecchè la morte je pareva ggnente.
Eppuro,ar punto de perde la vita,
Spennolava la testa sur carretto,
Che sse sarebbe creso un gesuita.

G. Belli 30 0ttobre 1835


"Il Testamento"  (F.De Andrè)



Nota su alcune parole del Sonetto . boccino (testa  latino (è un'altra cosa)  ssangue (tanto interessa)  burrino (villico)  spennolava (spenzolava)  carretto (intendi quello che lo portava al patibolo)  creso (creduto)