fiume

fiume
fiume della vita

domenica 14 agosto 2016

15 AGOSTO 2016 AUGURI CON BRAHMS



Lottiamo fino a che la Speranza non crei dai propri naufragi la cosa contemplata.  (Schilley)


 Buon Ferragosto a tutti  Mirka





"Concerto N. 1(DO Min  -Op  15  -J. Brahms)


 

giovedì 11 agosto 2016

STUDI (ovvero della nostalgia)






Nel silenzio.    Il bisogno del silenzio per vedere scorrere le verità.    E pensavo alla pienezza di ogni vissuto ma anche a ogni suo fallimento.   Eppure la nostalgia stava lì, piena, rotonda e centrale, in quella memoria  di contrasti, mentre stupita continuavo a studiarla,  sentendo, sempre più stupita essere stata quella, solo quella, la strada più vera.  

 Mirka


"Etudes"  ( Tristesse- Op 10 n.3 E -dur Mi  Frederic  Chopin )



 

mercoledì 10 agosto 2016

HAIKU (assolo)





Coro di risate  
Ma dentro non c'era la mia voce 
 inutile cuore.   

 Mirka


"Der Wanderer"  (D 493 - F. Schubert)

Vengo dalla montagna, è nebbiosa la valle, in burrasca il mare. Cammino in silenzio, scontento e sempre mi domando sospiroso, dove? E sempre dove? Qui il sole mi pare così freddo, i fiori appassiti, la vita scomparsa, quello che dicono è vano rumore, dappertutto io sono un estraneo. Dove sei amato mio Paese? T'ho cercato, immaginato, e mai conosciuto! Il paese, il paese, verde di speranza, la terra dove fioriscono le mie rose. Là dove passeggiano i miei amici, dove resuscitano i miei morti, il paese che parla la mia lingua, o terra, dove sei tu? Io vago silenzioso, infelice, e sempre mi domando sospirando dove? E sempre dove? Una voce misteriosa mi risponde  "Là dove tu non sei, là c'è la felicità"  (traduzione del lieder)

lunedì 8 agosto 2016

VESTITA DI ME




 Il primo lampione si è acceso    la domenica è finita     vestita della mia piccola storia quotidiana     vestita di me   canto   provo a cantare di   trionfi di glorie e di sconfitte, di compromessi a denti stretti,di resistenza fin che ho potuto e di qualche sfida dal finale ignoto.     Vivere non risparmia nulla     lenzuola stropicciate    un libro fermo su una pagina ingiallita ai bordi di un libro fuori limite massimo     un cristallo opacizzato da una viola del Pensiero    l'emozione di chi si specchia per la prima volta con le  susine agli occhi avvolte dall'annodato velo del mistero.   Ma a Te brindo testarda illusoria giovinezza!!!     nel silenzio attorno a quel l'unica finestra ancora spalancata su quella luna che brilla di eterno ancora da scoprire!.   Mirka


"Casta Diva"       (Norma  -Bellini)
 

sabato 6 agosto 2016

IL MARE PORTA VIA



Davanti al mare si perde tutto    chi sei    da dove vieni    l'identità    persino il nome.   Solo delle briciole di sale  restano incollate alla pelle ustionata dal sole      puntini che parlano di nuotata non finita       ma tu sai nuotare?       mi chiedo.    Un gabbiano ha spiccato il volo     nuda di occhi lo guardo sino a sentirli bruciare     lo tenterò e      domanderò a lui la risposta.     Avida alzo il calice alla Vita    per Oggi sono salva.  

Mirka


Symphony of Psalms  (Igor Stravinsky)

X

giovedì 4 agosto 2016

DENTRO AL SILENZIO






Ormai era diventata abitudine.  Ritornavano stanchi dopo avere ingurgitato con gli occhi, paesaggi, fili d'erba, uomini e ogni arte creata dal pensiero e dalle mani di uomo, si apriva il cancello della piccola casa ai piedi del monte Gennaro e affacciata su una selva di multiple radici d'alberi intrecciati e     subito era silenzio.  E loro dentro.  Dentro il silenzio.  Felicia si stendeva sul divano come la Donna adagiata di Henry Moore o il il riposo della modella di Henri Matisse.  Una gamba a penzoloni, l'altra lunga e dritta come una statua del Bernini e, in quel silenzio così profondo iniziava il viaggio. Il viaggio forse più importante.  Quello che porta l'uno verso l'altro per ritornare a se stessi.  Con passo naturalmente elegante, Ettore si avvicinava a una sedia situata sotto il tavolo, poco distante dal divano, la sollevava e la portava vicino al divano, si sedeva, lieve come un arabesco di Debussy,  quando lo pensò e, allungava la sua mano forte da vasaio verso quella lunga e sottile di Felicia, la prendeva con delicatezza e con infinita delicatezza la depositava nella sua, sempre in silenzio.  Un silenzio pieno ,comunicante, dove le parole (mute) si collocavano a perfezione in ogni angolo di quello spazio smisurato, formando  via via  le pagine dei reciproci romanzi o di quelle lettere scritte ma mai  spedite e, che,  leggendole, diventavano note musicali su cui soffermarsi, assaporarne l'intensità della musicalità, nel mentre imparavano, curiosi e coi piedini nuovi infilati su impronte di luci e ombre senza che la luce venisse mai a mancare.   Forse entrambi erano abituati al silenzio. A parlare nel e col silenzio. Non si sarebbe spiegato che così.  Si studiavano e, come per una sorta di tacito accordo si facevano domande, in un lungo discorso, con pause ,riprese, cambi di direzione, ritorni sui propri passi, ma senza mai perdersi o staccarsi l'uno dall'altro o da se. La mano testimone di agricoltore abile che  lavora e scava senza far disastri.    Alla realtà contingente li portava sempre il buio sceso all'improvviso nella stanza, la luna che come una baionetta attraversava la finestra adagiandosi sul bel vestito rosso di raso Balenciaga di Felicia e un borbottio allo stomaco di entrambi comunicava, sempre col silenzio,  che era anche l'ora di mangiare.   Anche quella volta l'uomo staccò con riluttanza la sua mano  da quella di Felicia.  Scostò la sedia e si diresse  verso la cucina ,mentre luci e ombre continuavano a intrecciarsi, quella volta in  memoria,  proprio come fa il pittore quando raccoglie nella sanguigna lo schizzo di un quadro futuro senza paragonarlo a nessun altro o dentro una fiaba da raccontare ai propri bambini o ad adulti veramente tali.  

Mirka  (dai racconti Il Destino Nel Nome)

"Notturno" (Op 27  n.2 D Flat Major  F.Chopin)