fiume

fiume
fiume della vita

venerdì 17 febbraio 2017

DISSOLVENZE






Dissolvo 
con un atto di 
volontà
ogni esperienza vissuta
 in festa
 e anche no
al fine che la mente 
abbia la sua giusta
quiete
 ma  libero resti 
quel filo
 indistinto
 di malinconia
canina. 
 Una suggestione di dissonanze 
 in dissolvimento 
con la volontà 
che una nota 
vibrata
 resti.
Testimonianza
di un passaggio 
che si è relazionato col
tutto. 
O almeno questo
fu il desiderio da cui 
ogni viaggio prese il via.  

Mirka





"Emmanuel" (Autumn  - Lucia Micarelli -Chris Botti)



mercoledì 15 febbraio 2017

BAN BANG




Katrina non gli toglieva gli occhi da dosso. Poi diretta come il bisturi di un chirurgo avvezzo a non sbagliare gli domandò: " A chi pensavi con quelle risposte perfette?"  "A un'Ideale" gli rispose Enrico. " un'ideale a misura d'uomo e col beneplacito cosmico" . Il silenzio riempì l'aria di un'assolo vibrante da tante minuscole frequenze mentre la stanza buia s'illuminava a giorno.  Katrina sgranò gli occhi come lune crescenti e balbettò: "Ma come? Non ricordi che si faceva la guerra anche di giorno?"  Il volto dell'uomo fu attraversato da un sorriso enigmatico.  L'aria si vuotò dal silenzio riempiendosi di uno strano profumo solido come cera d'api. Una fragranza che compenetrava la psiche in tanti piccoli solchi informi come spinti da una forza fisica che reagisce all'altra dandogli il sembiante di una creatura vivente in perpetuo mutamento ma indivisibile dalla sua essenza originaria. E l'odore che si sentiva nell'aria sapeva di vulva lasciata sulle dita. O di vagina quando abortisce senza il ricordo fluido e scivoloso del piacere che l'aveva generato. Poi ... il bang bang dell'odore acre di uno sparo lasciato ai tanti palloncini scoppiati e finiti nella crepa della terra dove germogliano e si rafforzano le radici di un grande albero con foglie e frutti.   Mirka  (estrapolato dai Racconti Il Destino nel nome)


"Bang bang"

giovedì 9 febbraio 2017

IN-FINITO DA CAPO



Eri nel l'aria           poi
 nel passo lieve che
 calpestò la terra. 
  Non so se sognai o 
se invece fosse la realtà
 del muschio che si mescola alla viola. 
  Eppure davvero scalpitò la terra   poi...
un'auto sfrecciò e fu carbonio.

Mi dissi. " La verità è in noi. Sempre.  Difficile ignorarla o far finta. Pur nella sua ambivalenza a cui non è possibile sfuggire, ne negare.  Verificare si. Di volta in volta. Provocazione in tonalità minore prima che risolva (forse) nel suo compimento che porta a un bel Do Maggiore. Una radice sperimentale che si forma e resta comunque nel l'anima capace di metterci in comunicazione con noi stessi e con l'armonia cosmica, forse, mai conclusa del tutto.  


 Mirka


"My funny Valentine"

lunedì 6 febbraio 2017

DAMMI UN SEGNO





...e parlava all'aria a gran voce dammi un segno dammi un segno e implorava Lui più ancora che il Dio dammi un segno dammi un segno e chiamandolo sentiva la sua voce diventare via via ritornello e lagna proprio come succede ai bimbi coi goccioloni agli occhi e al naso ma senza più il ricordo di cosa ha dato origine a quel pianto. E fra se continuava a ripetere    "eppure dicono che l'A more non finisce mai  dammi un segno dammi un segno. E nel frattempo si distraeva guardandosi attorno. Le cose sparse sul tavolo,  il pacco di lettere ancora chiuso,  due raccomandate di giacenza,  l'anta di un armadio scostata,  gli occhiali sbrecciati,  le biro senza inchiostro,  il sacchetto dell'aspirapolvere da cambiare.  E fra una divagazione e l'altra si domandava cosa avesse invaso il cuore al punto d'arrestare il corso reale dei pensieri sino a perdersi in un dilemma inesistente beneficiando solo di un'illusione.  Si sentiva ingenua e forse anche un poco matta. E nella sua "volontò di credere", il dubbio che tutto fosse finito nel viaggio sulla terra era scalfittura, graffio, quasi certezza, Restava il suo ostinato sentire che la verità lei  l'aveva tenuta "realmente"  fra le mani, ma nell'ora presente tutto era da verificare.  E si sentiva inquieta come le tante nuvole che vedeva scorrere nel libero cielo dalla volta azzurra ma senza un vomero per ararle.  Un indistinto mormorio nella cavità a sinistra del corpo la scosse come l'effetto di un doppler. Con un estremo ed ennesimo atto di volontà dimenticò tutto. Prese il cappotto dall'armadio, se l'infilò, si diresse all'uscio  e con passo deciso  uscì. (estrapolato dai Racconti Il Destino nel Nome)

Mirka

"Salut d'Amour" ( Op 12 -Edward Elgar)

giovedì 2 febbraio 2017

GRETA

Allora nonna sei guarita? Allora nonna come stai? Allora nonna vieni da noi a cena? Allora facci sapere.    E in questa vocina già evidenziata da molti colori, uno già in risalto, ne riconoscevo la futura Donna.  E commossa  la ricordavo nei primi approcci alla conoscenza della vita naturale e attraverso tutte le cose di lei.  E con la memoria degli occhi,  ma anche quella del cuore, rivivevo tanti altri piccoli paradisi sparsi in fiori, ninfee, api ebbree e farfalle in amore, nei semi portati ovunque dal vento e senza tempo,  gettiti di inestinguibili cascate,  radici fermantanti umori e linfa nel l'alchimia di misteriosa ambrosia e in quella inzuppata. Cura  nata dall'Amore. Greta e le altre.

Mirka"Zorba  


"Andante" (K 545 -n. 16 -Do Mag  -Mozart)


ALBERI



Parlano tra loro gli alberi dalle umide radici.  
 Il vento gli ha portato il gemito del mondo.  
 E anche loro gemono nel mentre ricordano la mano dolce e forte che li nutrì buttando prima il seme.  
 Questo è ciò che mi trasmise l'albero. 
 Una promessa d'amore salvifica in cui continuo a credere.  
 Rilucenti guizzarono foglie e frutti a mezzo del bel sole. 

Poichè certo, io ti salverò; non cadrai di spada, avrai la tua vita come bottino, perchè hai posto la tua "fiducia" in me. (Jahvè a Geremia)

Mirka



Widmung" ((Liebenslied -R. Schumann -Liszt)



mercoledì 1 febbraio 2017

IL LAMPO E LA TEMPESTA






Tu non saprai mai 
quello che riuscì a vedere
 il mio occhio nel  l'attimo
 che precede la tempesta. 
Lampo di luce che regala
 il dettaglio  
e la tempesta che ne consegue.
E così tutto si connesse a
 tutto.

Piccola è la dimensione nostra ma
 senza limiti  è la percezione che sfora oltre
 l'invisibile.  
Miriadi punte luminose di piramidi 
 stelle frammentate. 

 Mirka


" The Tempest" ( Allegretto N.17 Do min -L.van Beethoven)