fiume

fiume
fiume della vita

mercoledì 31 luglio 2013

RINGRAZIO

...perchè la GIOIA dell'attimo diventi serietà di buona cura per qualche interesse eterno o almeno per un'ipotetico Giudice al di sopra di tutto






Ieri sul bordo d'una piscina,abbiamo letto,con gli Amici,alcuni versi del Cantico dei Cantici.    Ringrazio per queste "grazie nascoste" dove Umido e Asciutto si confusero come giglio nel cuore.

Mirka


Io dormivo ma il cuore udiva
la voce del mio amico che bussava

-Aprimi sorella mia
Amica colomba mia perfetta mia

Già mi sono svestita  mi rivesto?
Mi sono lavata i piedi   torno a sporcarli?

Per aprire al mio amico io mi alzavo

Al suo richiamo la mia anima usciva

E la mia mano mirra colava

Che cos'avrà il tuo Amato
Più di ogni altro amante
o tra le donne la più bella?

Bianco e rosso è l'Amato mio
Uno stendardo su moltitudini

La sua testa è oro puro

La sua bocca è tutta dolcezze

Ah fossi tu mio fratello
Da mia madre allattato fossi tu stato

Trovandoti per strada ti bacerei senza vergogna

Nella mia casa di madre 
Ti eleggerei mia guida

Sotto il melo ti ho svegliata
Là dove tua madre si torceva
Nelle doglie per te

Perchè l'Amore è duro
Come la Morte

Il Desiderio è spietato
Come il Sepolcro

Le Grandi Acque non spengono l'Amore
I fiumi non lo travolgono

Chi compra coi suoi tesori
Ne ha disonore

Oh Amato mio che fuggi
Come la gazzella o il cerbiatto appari
Sulle alture odorose. 

 (Versi da  Il  Cantico dei Cantici) 





Preludio Tristano e Isotta ( R.Wagner)
 




martedì 30 luglio 2013

NON RASSEGNARTI ANCHE QUANDO LA SERA...




"E corri e corri
per raggiungere il sole,
ma sta tramontando
correndo in tondo
per rispuntare di nuovo alle tue spalle.

Il sole è lo stesso
nella solita via,
ma tu sei invecchiato...
Respiro più corto
e d'un giorno più vicino alla morte"  

"Roger Water-Richard Wright



Ma io dico

NON RASSEGNARTI MAI

nè alle sconfitte,nè alla paura di sbagliare ancora.             Non sei dio e non sei un robot. programmato a dovere di ultima invenzione.               Lascia che gli altri credano di sapere quello che preferiscono.     Mai sapranno veramente che .             solo il cuore avvicina alla tua gioia e la spartisce, lenisce le ferite in acqua da bere.              Ma.....nell'attesa del silenzio eterno,fa che, ancora,coi tuoi sbagli,ce n'è sia uno, ancora, degno d'una lacrima scappata all'improvviso nel silenzio della notte.

Mirka


"Wet Dream"  ( Richard Wright-Pink Floyd)






lunedì 29 luglio 2013

SILENZI RELATIVI

...e che alla fine sia serenità per l'anima di chi ha viaggiato in un mondo difficile





IL BEL TACER NON FU MAI SCRITTO.  DELITTO SAREBBE  PER LA MUSICA O LA POESIA






Come ci prende il grido dei voli...
Forse un qualsiasi grido pensato.
Pure i bambini che giocano soli
sanno gridare passandoci a lato.

Gridano il caso. Nei vaghi interregni
di questo spazio del mondo ( in cui puro
entra lo strido d'uccello,e s'insinua 
l'uomo nel sogno ) essi piantano acuto

il grido.- A noi che rimane? Tremanti
di risa agli orli,acquiloni strappati
sempre la vuota tempesta ci attira,

stracci nell'aria,- Ma tu,dio del canto,
ordina i gridi! Che a un segno destati
alto trasportino il capo e la lira.



Rainer Maria Rilke  (  Dai Sonetti A Orfeo  -Praga 1875- Montreux 1926)


Una parola soltanto
...Voi pubblicate le vostre opere in edizioni economiche. - In questo modo facilitate l'acquisto ai ricchi,ai poveri non giovate affatto. Per i poveri tutto è troppo costoso. E se ci sono due soldi e la questione è: pane o libro? Pane sceglieranno; vorreste forse biasimarli per questo? Dunque volete dare a tutti;- allora "date!"- Paracelso narra che ogni cento anni la cicoria si trasforma in un essere vivente e la leggenda si compirà facilmente con queste canzoni; Io stesso sono povero,ma questa speranza  mi rende ricco.- La "cicoria" uscirà una o due volte l'anno. Coglietela,e che essa possa darvi gioia.

René Maria Rilke 

  (Critica fatta dal poeta sul giornale Wegwarten riguardante la poesia a buon mercato.) 

 Nella visione alta del poeta, questa veemenza risulta sicuramente un pò ingenua, ma già pienamente  consapevole dell'inconmensurabile valore della poesia, sia in senso stilistico,etico,morale.



"Pastorale"  ( 6 Symphony Fa Major Op 68  -L.van Beethoven)







venerdì 26 luglio 2013

ENERGIA LENTA E ARGINATA

...ed era casa dove a sera splendevano le luci









Oh come l'amore può confondere la vita quando è impressa su una manovella che gira senza lo stesso motore che la creò per quell'unico fine!

 E fu così che,la donna,incredula e alquanto stranita,si rovesciò dentro a un guscio di lumaca,diventando straniera anche a se stessa.

Mirka


""Ella giammai m'amò"  (Don Carlo -G.Verdi)





Foto da cell

giovedì 25 luglio 2013

QUANDO IL GIORNO NASCE DA NUVOLE ROSA

...eppure fu  proprio il rosa che si confuse alla lattuga pur rstando rosa






L'uomo innaffiava  pensando alla lattuga.         Inzuppata  la donna pensò " Che strano ci sono nuvole rosa,in cielo".      Nel mentre si sentiva lattuga  e come nuvola informe.

Mirka








" Musetto"  ( Quartetto Cetra)





martedì 23 luglio 2013

PAVANE PER UN FIORE DI STRADA













T'incontrai ai bordi d'una strada
Eri bello nella tua consapevolezza
esposta alla polvere ma ignorata agli occhi 
troppo distratti per fermarsi sulla tua umile esistenza.

Solo un bimbo si fermò.  Ti guardò. A lungo. Non  ti colse.

Continuò il suo cammino.  E per un'attimo infinito 
l'ombra di quel fiore gli adombrò le ciglia 
che svelto il sole gli sfilò la luce
e l'istante divenne barba con semi di fardello


Io conservo ancora le dita di quei petali 
rossi come oracolo che scuote senza ispirar la lirica
Una lacrima fiorita sulla terra è gioia solo per i bruchi
l'arcobaleno dopo il temporale

la meraviglia d'un fugace fuoco
negli occhi affamati di un bambino
principe ancora di tutto il suo corredo 
nel furore di gocce lasciate per il vento.

Mirka


"Pavane"  ( M.Ravel)



domenica 21 luglio 2013

LA STRADA DELLA CURIOSITA' SPERIMENTALE

Se non conoscessi altra via,mi obbligherei a immaginarla per inventarla piantonata  davanti alla  porta della realtà.
...e mi piacque pensare a quella forma indeterminata di foglia mantenendone inalterata la curiosità di prima gemma





 Quando dormo,solitamente mi raggomitolo come una copertina placentare. Altre volte,invece, dormo a pancia in sù e con le braccia alzate verso l'alto,i pugni schiusi come da bambino. Ed è stato in quest'ultima posizione che all'orecchio mi è arrivata l'ennesima litigata (di grosso) dei vicini. Mi son detta:"Stavolta l'ammazza oppure ce la fa veramente a buttarlo fuori di casa".  E' venuto il silenzio. Così non mi sono fatta più domande,rinviandole al giorno in arrivo.

Cercavo degli oggetti,sicura di trovarli al solito vecchio posto,perchè da lì non li  ho mai spostati. Non li ho trovati. Mi son detta:"Allora ho un ladro in casa!"  Mi sono arrampicata un pò sui due specchi,poi mi sono arresa al cerchio ormai chiuso,accettando anche quello da sempre rifiutato a considerare,perchè,accettandola o considerandolo avrei dovuto stare all'erta e,sbarazzarmi,fermamente,di persone alle quali avevo accordato piena fiducia e non volevo modificare lo stato di tranquillità che questo mi creava.

Non sapevo nulla di lui se non che,era un'astronomo e che amava guardare le stelle,col cuore e a studiarle col cannocchiale.      Mi colpì l'esatta precisione tecnica e intuitiva sull'analisi  di un pezzo musicale,difficile anche per l'orecchio del più fine musicista.  M'intestardìì a cercarlo su ogni pista o traccia che lui lasciava.  Non volevo confondere  il miraggio con la luce.   Servì?!...  Poco importa.      Perchè ciò che mi colpì attivò in me l'esercizio alla scoperta,oltre la realtà stessa dei fatti e il fiuto che il setter ha per i tartufi.  Pensai:" Che fortuna essere miopi,ma avere l'occhio percettivo!"    Forse anche questo è Destino. Il mio Destino.    Non imparare mai ma immaginare d'esserci riuscita.   Ignoto è sempre il viaggio che si fa e,avventuroso.    Il rischio è pur sempre lo "zainetto" con dentro un pò di tutto.  Le verità ?...Mischiate al falso dell'Autore.

Mirka


"Time after time"  (Miles Davis)







Foto da cell

venerdì 19 luglio 2013

LA FORZA DEL DESTINO






Cantavo il giorno perchè non sapevo fare altro.
La  notte leccavo le ferite lasciate nella gola
Viveva  il Tempo in quella forza di contrari

 
Mirka



"Pace"    ( Forza del Destino-G.Verdi)








mercoledì 17 luglio 2013

ILLUSIONI SONORE. OVVERO IL MARE,LA DOCCIA,GLI GNOCCHI ALLA SORRENTINA







S'incantò a guardare la mezza pancia della luna.   Le viscere furono cielo in subbuglio dell'altra sua metà.  Sussultarono  le vene.   Vivo emerse il mare dalla sua dorata nebbia e si dilatò espandendo la sua volontà di principio immortale.         Divenne striscia di fiume di cui sapeva tutto.      La composizione dell'acqua,il percorso,gli affluenti,il fondo,la violenza d'impatto alla foce,la corrente,la portata,i pesci che vi nuotano dentro,la temperatura,lo scorrere colorato delle ondine nel mezzo e ai bordi, la luce sulla ghiaia. Era questo il sogno di Karina mentre era immersa nella doccia fredda  e a zampillo .   Come quel mare.    Divenuto striscia di un fiume,rivissuto e immaginato "relativo presente",mentre le vene gli succhiavano il respiro.   Si sentiva incredibilmente "vera" nell'illusione d'una giovinezza ormai passata e che non sarebbe ritornata mai più.     Poi come pesce rosso sfuggito alla rete rivide gli gnocchi alla Sorrentina della Findus, cotti in padella e con abbondante acqua che spruzzava sporcando allegramente i fornelli e il muro.     Lentamente aprì la porta della  doccia.       Si  graffiaò un gomito senza farsi male,il sole in controluce le offrì sfaccettature misteriose e strane.     Per qualche attimo restò grondante e cupa.    Poi rise  sentendosi un pò matta con quel suo volto rigato che le rammentava fiori e odorose fragranze che tradiscono la gloria con gli occhi dritti e un pò  anche confusi..


Mirka




"Vivere"   (  Omaggio a Jannacci)









La foto mia o forse appartenente al sogno di Karina


martedì 16 luglio 2013

FUGACITA' SOSTANZIALE

"In arte ci si distingue in due modi. Nell'uno,mediante una scrupolosa attenzione a quanto è stato fatto da altri,l'artista imita le loro opere o ne trascende e ne combina le varie bellezze; nell'altro,egli cerca la superiorità alla fonte d'origine; la natura. Nel primo caso,egli si forma uno stile con lo studio dei quadri e produce un'arte imitativa o eclettica; nel secondo,mediante un'osservazione rigorosa della natura,egli scopre in essa l'esistenza di qualità mai prima rappresentata e si forma così uno stile originale. I risultati del primo modo,in quanto ripetono ciò con cui l'occhio ha già familiarità,sono subito riconosciuti e stimati,mentre i passi dell'artista su un sentiero nuovo sono necessariamente lenti,perchè pochi sono capaci di giudicare ciò che si allontana dal corso normale delle cose o hanno le doti necessarie per apprezzare studi originali" ( Constable )








L'ora passò.  

L'anima tre.

Si vestì di sospiri.


Mirka



"Un sospiro"  (F.Listz)





Foto da cell

domenica 14 luglio 2013

GUIZZO PARTITO DA UNA RECENSIONE DI A.SPAGNUOLO-

.... fluttuò la luce. Piccola,ma quel tanto Necessario per illuminare ogni via verso l'Unica Via.





Pulsò il cuore più forte.          L'Istinto parlò con lui del  Suo perchè.           Il cuore gli rispose di volere ignorare la  logica Ragione, coi "suoi"  dubbi, giust e,sempre obbligati a essere come a sparire.           E.fu così che l'Istinto prese dimora dentro al Cuore.       Qualche volta mescolandosi alla Ragione che,comunque, servi.    E,che, grazie alla sua logica dubbiosità mi permise di trovare la forza Necessaria  per  Sentire ancora pulsare il giusto della vita, nell'unica  dimora vera,il Cuore..   .     La Ragione per continuare a navigare e imparare meglio il movimento della rana.

Mirka




SEGNALAZIONE VOLUMI = ANTONIO SPAGNUOLO

ANTONIO SPAGNUOLO: "Il senso della possibilità"
Kairòs Edizioni. Napoli. 2013. Pp. 104 - € 14,00
*
L’eterna diatriba fra la caducità del vivere, e il tentativo di sconfiggere la sua morsa

Opera compatta, organica, Il senso della possibilità, dove l’accento è posto su uno dei motivi di grande inquietudine emotivo-intellettiva del percorso umano. Anche se in questi versi è chiaro, come il più delle volte avviene per la buona poesia, che il dire lirico è frutto di un inconscio antecedente all’azione raziocinante. All’atto speculativo. Lo direi più categoria dello spirito, questo atto creativo. Ha un senso la possibilità? Esiste certamente la possibilità di fare e di agire per ottenere. Ed ha un senso. Ma se messa in relazione al nostro vivere? Alla continua diminuzione di noi e di ciò che siamo e di tutto quello che per noi è vita? Ha senso lottare quando la sconfitta è in partenza. Va bene, noi l’abbiamo vissuta questa possibilità, il suo senso l’abbiamo fatto nostro, l’abbiamo commisurato nella sua validità. E ne è valsa la pena. Abbiamo amato, abbiamo gioito, abbiamo sofferto, anche, ma, anche, sognato mondi irreali che nella nostra immaginazione si sono fatti alcove edeniche a rimpiazzare gli smacchi del nostro limite di essere umani. Fino a farcelo dimenticare, questo limite, magari, una volta presi dai piaceri, dalle vertigini edonistiche. Dalle complicità erotico-sentimentali dove abbiamo investito tutta la nostra passione, tutto il nostro esserci. Ma “Ogni piacere si muterà in rimpianto; tanto più grande il bene voluto, tanto più doloroso il distacco, il ricordo di tanto dato, di tanto avuto” (afferma il poeta). Come se la natura si volesse riappropriare di quello che ha elargito; volesse ricompensare il tutto: piacere e dolore, bene e amale, notte e giorno, Caino e Abele. Forse sta nell’armonia dei contrasti, nel dicotomico succedersi delle contrapposizioni il nerbo dell’umano procedere. Ma qui il discorso è più ampio, si allarga al fatto di esistere, alla portata del nostro vivere da terreni con la possibilità di risolvere il nostro dolore in una sublimazione che vada oltre. Ed è così che sbattiamo contro il perpetuo dilemma del confronto fra le nostre finitezze e la schiacciante, smisurata dimensione di un giorno senza fine. Ed è quel giorno a toglierci passo passo i nostri beni, quelli senza cui non possiamo stare. O, diciamo, possiamo sopravvivere, facendo del nostro cuore e della nostra memoria strumenti di recupero per dare energia convalidante a questo senso. Se poi è la donna che amiamo, se poi è la parte più importante della nostra storia, quella con cui abbiamo navigato, complici, mari a volte tempestosi, a volte lisci come l’olio a risplendere tramonti indelebili, ed orizzonti senza fine; se poi è questa parte di noi a lasciarci soli con le nostre memorie, certamente dare un senso alla possibilità di rinascere si fa cosa dura. Anche se il Nostro mai cade nel nichilismo o nel pessimismo più acerbo. Ed è qui forse la grandezza di questo poema. Cercare di rendere reale, pur con tutto il patema esistenziale della mancanza, quello che cova in seno: un gesto, una mossa, uno sguardo, un sorriso, seppur rubato. E c’è la possibilità di poter agire su ciò che si sfuma. Su ciò che è reale, magari, dentro noi, ma che immateriale, non dà appiglio a questa nostra propensione ad una complicità fisica. Abbiamo dentro noi, sì, dei grandi impulsi vitali, reattivi, delle grandi emozioni scatenate dalle sottrazioni del tempo; abbiamo realtà interiori tanto forti da farsi concrete: realtà dell’irreale. Se per irreale intendiamo tutto ciò che non possiamo vedere e toccare. Ma reale è anche quello che sentiamo. Una realtà distruttiva, a volte, o costruttiva, con effetti patologici di grande reazione compulsiva.
Quale il senso della possibilità, dunque? Della possibilità di dare vita a un mondo in cui l’essere si deve confrontare col tempo e col dolore; col tempo nemico, che ora dopo ora ci toglie quelle cose che reputavamo eterne, non facenti parte dell’idea del nulla, e che tali continuano ad essere, magari, nell’illusione di una presenza. E qui le due realtà: la materiale e la spirituale. E qui la ricerca della possibilità di rendere perpetua una storia unica, insostituibile. Anche con la poesia. È questo, forse, il mezzo più potente per dare un senso alla vita. L’eterna diatriba fra la caducità del vivere, e il tentativo di sconfiggere la sua morsa. E la memoria si fa attiva, robusta, ricca di ricariche, a prolungare, a amalgamare momenti con un non/tempo che si faccia perpetuamente presente. In questo dicotomico diluirsi di un’anima in versi, in questo abbandono tormentato o in questo slancio ad agguantare il verbo disposto a tanta generosità esplorativa, in tutte le acrobazie allusive che il Nostro tenta per dare un senso alla possibilità di vincere, sta l’equilibrio del poema di Spagnuolo. Ma nel tentativo di restare abbarbicato a ciò che non è più, e che realmente convive con il poeta, e di cui lo stesso si alimenta, s’insinua la coscienza di un Orizzonte fatto di luci mutevoli ed ingannevoli. Luci e contrasti di estrema fattura umana, di grande portata sensoriale; di un diacronico fieri da Giorno dopo giorno. Cose di ieri vive solo in seno, nel ricordo, ma che ricadono inesorabilmente in primo piano:

In te prendono forma le silenziose
delicatezze del glicine,
chi rimarrà a ripetere? (pp. 37).

È qui che scatta improvvisa la malinconia. Sì, quelle ombre quotidiane fanno parte della storia. Qui, gesti tanto presenti in animo richiamano altre stagioni a illuminare quelle ombre. Sì, convive il Nostro con la sua realtà interiore, e vive per dare un senso a questi ritorni e a questi richiami; per dare luce alla vita; e alla possibilità stessa di continuare a viverla con Elena, scalando, magari, i gradini di quella spiritualità complice di un sorriso che in terra può essere solo rubato:

Inseguo le tue ombre quotidiane





 "Urlicht"(2 Sinfonia -La Resurrezione-G.Mahler)


Pulsa e tocca la fede anche dall'ingenuità e risuona risuona in concentrici cerchi rimbalzanti



sabato 13 luglio 2013

A VOLTE


...e fu forza concentrata nella naturale dolcezza di quel gesto semplice


A volte arriva e davanti a te si ferma.  Piccolo e guizzante come uno spermatozoo con la sua codina. E per suo conto sguazza. Dalla memoria che trattiene Bellezza e naufragi.
E...sono mani.  Oggi.  Mani che s'allungano per afferrare l'onda inerte delle tue.  In silenzio.  In quell'antico gesto che sa e con sapienza smista.
Solitamente non sono piagnucolosa,eppure perchè mi trovo il polso bagnato di lacrime come il passaggio della piena d'un fiume e tranquillo come la ripresa del suo respiro naturale e senza sbalzi a sorpresa? ...
La vita. Coi suoi corsi e ricorsi. La tranquilla Gioia a mezzo del bagnato.

Mirka


"Cancion de las semples cosas" (Mercedes Sosa)

 
 

martedì 9 luglio 2013

PARADOSSI

...anche controluce si può trovare il meglio



Il meglio più vero di me l'ho sempre dato nei due poli estremi.  Nella gioia più (S)frenata, nella rabbia meno (S)misurata.       Nel mezzo lo stato di Grazia o di noia.       Così rispose la donna a un gentile signore che voleva provocarla.      E con altrettanta gentilezza salutò lasciando pieno il bicchiere di prosecco.

Mirka








"Andante sostenuto"  (Simphony N.1 Op 68 -J-Brahms)

lunedì 8 luglio 2013

APOCALITTICHE ILLUSIONI

...immaginare,a volte può far ridere la realtà


Karina pensava d'avere la febbre,tanto era rossa.. La trappola l'aveva tesa il sole tuffato in piscina e lei dentro in quel fresco fuoco fatuo.  Le pareva d'essere avvolta da due calde braccia o da un enorme aperitivo alla menta piperita.   Fu l'ottimismo infantile del cuore o il pessimismo adulto dell'intelligenza a dire alla donna che avrebbe dovuto accontentarsi d'immaginare il mare dentro a una scodella che gioca coi riflessi,presi da vecchi libri comprati degli antiquari e rimessi sul mercato in bella mostra su una bancarella sperando nell'Orso di Berlino?!...    Che la vita è tutta qui. Esaltazione prima, serena meditazione poi,nell'intreccio tra realtà,sogno,ricordi,il tempo che passa,i cambiamenti e noi con loro.  I volti che sfumano,mentre gli odori restano attaccati a un dettaglio. Di voluttà,di schifo,di temperatura calda o fredda,un'abito indossato per l'abbisogna circostanziale,l'improvviso d'una estraneità nel bel mezzo della festa,il diritto all'innocenza ingenua, l'OCCHIO oltre il muro, i canti in febbre di pennello,le utopie rese possibili dall'audacia d'un sogno giovanile formato su un'unico fronte e su un valore rosso gagliardo svettato nelle fabbriche e nelle piazze,ma finito in una "strana" legge universale appuntata a una gemma d'albero, le boccacce ai timonieri  del grande Ufficio legale,il contrabbandare svelto per trarne un  povero vantaggio,la legge morale sempre pronta a vincere,ma alla fiera di mastrandè,i teneri animi valutati dai duri,le ricette della felicità o del dolore (s)misuratamente scambiate,la nostra vitalità sopravvissuta ai massacri pronta a navigare in uno stretto misterioso passaggio,ma liberi finalmente di toglierci le maschere indossate e consacrate a un vassoio indifferente a ogni sguardo di passante.      Perchè se è vero che non si può disporre liberamente della vita,è pur vero che,"nulla finirà nel nulla".        Qualcuno,un giorno e non importa quando nè come,raccoglierà quel che noi abbiamo lasciato in sospeso...e,forse, scomoderà pure Dio dai suoi "divertimenti" spesso travestiti da Mesmer o da verità colorate dai dubbi.   Così si diceva la donna,tra sè e sè,stendendo le gambe sulla poltroncina allungabile per rilassarsi dopo una giornata calda,pesante,con il verde d'un tropical in mano e,questa volta nella vera trasparente realtà e,persino canticchiando.

Mirka


"Fever"  ( Jazz- Peggy Lee-Madonna)



sabato 6 luglio 2013

FILASTROCCA DEI RITORNI SGHIMBESCI

tutto è da  decifrare, sperimentare, metterla in musica e poi...sssst che ogni cosa appartiene prima ancora che al mondo solo a noi stessi.




Quando la notte è mare conviene tuffarvici e sperare di uscirni asciutti. Così si disse Prampolini grattandosi la testa.

S'incontrò con una Luna a mezzodì.  Diventò Sole sghimbescio a mezzanotte e... tutto tacque. 

 Così fu traffico in Queen Road e fotone per localizzare un elettrone.

La vita è sempre da decifrare passo dopo passo e...con molta fortuna a-presso si disse Gelsomina accarezzandosi la pancia indolenzita.

Mirka


 "Die Moritat vom Mackie Messer"  ( - K.Weill-B.Brecht)






LAMPI O BORDELLI DI SPECCHI.

 ..Tutto fa parte del viaggio. Ultima perla un sogno tenuto stretto e poi lasciato volare

 


Già! Le parole! E che sono mai in questa era di società tecnocratica  se non un mezzo confuso per districarsi dal confuso d'un viaggio che tutto impasta per fermarsi su quell'unico "punto" di obiettivo finale e centro, fissato ostinatamente sulla nota La?  Aura di ricordo sin quando le emozioni potranno dare vita al pianto o alla gioia.    Così si diceva Karina immersa nell'ultimo sole che lentamente calava calava.   E  a lei facevano effetto vederne tutti gli abbracci fusi in uno solo, immenso come un puntino fluorescente. Come tanti lampi.   L'ultimo impresso nella retina anche se logorata per aver tanto visto,  nell'altalena di sorrisi e pianti e,per essere riuscita a strappare un'opportunità al calcolo delle probabilità, congestionata dalla sfida di una realtà dura quanto indomito era il suo cuore pazzo.

Mirka


"Berceuse"  ( Monserrat Figueras)




 .

mercoledì 3 luglio 2013

OSSIMORO (Haiku)


Desidera il disagio.      Sii a tuo agio nel disagio.     Può essere duro,ma è un piccolo prezzo da pagare.per dire   "Evviva! Anche questa battaglia è stata affrontata con la testa sparata in avanti".     






Ho sognato l'assenza perchè tutto era pieno di te.

Mirka



"The Ballad Of The Sad Young Men"  (Keith Jarrett)

 


lunedì 1 luglio 2013

INIZIATIVE A NOVELLARA (R.E.) PER CHI FOSSE INTERESSATO



in queste mie foto anch'io vi ho lasciato un pezzetto della mia anima 




Il Sindaco nel  25 Aprile e la gente


Con piacere   accetto l'invito della coordinatrice Rossella Eunini  a postare nel mio blog, queste splendide iniziative comunitarie il cui fine è sempre e solo quello di unire dando valore alle varie e moltepliche creatività aventi a cuore un territorio e la sua anima universale.    Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare e un'altro GRAZIE, sentito e di cuore, per le generose e infaticabili opere di costanza, perpetrate da questa cittadina affinchè ogni valore e bene possano diffondersi e crescere. 

Mirka





"Un giorno insieme" (Nomadi)
 









Con la festa di Miss Anguria 2013,
la gara del cocomero più grande e più dolce,
vorremmo promuovere un percorso poetico ispirato e dedicato al paesaggio e al territorio, nonché alla comunità di appartenenza di chiunque voglia partecipare.
Il contributo in versi farà da sfondo alla scenografia di piazza, prima e durante la festa di Miss Anguria 2013.
Le poesie saranno riprodotte in vari modi e tecniche:
su pannelli, muri e pilastri dei portici, lenzuolate e pallets riciclati, in modo da creare “isole di riposo e di lettura”.
Non è un concorso, ma un percorso di accompagnamento alla festa di questo frutto tipico dell’estate e che, nella nostra zona, è un’eccellenza.
Il percorso poetico invita alla partecipazione attiva e giudicante della gente: si potrà votare liberamente la poesia preferita utilizzando le urne situate nei negozi di Novellara.
Le poesie più votate verranno lette durante l’ultima serata di
Miss Anguria -domenica 21 luglio- in occasione delle elezioni delle cocomere più dolci e più grandi.
E se ci saranno sponsor, insieme alle altre poesie, saranno proposte per un libro/raccolta da pubblicare entro l’anno o per la prossima edizione di Miss Anguria.
Tutte le informazioni per partecipare sono sul regolamento allegato.
RingraziandoVi infinitamente,Vi preghiamo cortesemente di diffondere ai vostri iscritti o indirizzari per non perdere nessun “fermento creativo” della vostra zona.

Proloco città di Novellara


Inviare le poesie a:
email:  fermenti.diversi@libero.it oppure a: Poloco città di Novellara
                                                                      via Gonzaga 9 - 42017 Novellara – RE

ci trovi su Facebook-gruppo Miss Anguria

FERMENTI DIVERSI
Percorso di coralità poetica
                                               Novellara – città dei records –
                                   MISS ANGURIA 19/20/21 luglio 2013

 

 

REGOLAMENTO:


1)   la partecipazione è aperta a tutti gli autori novellaresi e del territorio nazionale che abbiano compiuto i 5 anni d’età.
2)     ogni autore può inviare una composizione inedita in lingua italiana e/o in dialetto o in lingua madre, in versi liberi o metrica non eccedente i dodici versi. Per composizione inedita si intende un’opera che non abbia ricevuto regolare pubblicazione editoriale in volumi, riviste, giornali. Se ciò fosse verrà comunque esposta ma non farà parte di un’eventuale pubblicazione.
3)     Temi d’ispirazione: Paesaggio-Ambiente-Comunità. 
4)     La partecipazione al percorso poetico Fermenti Diversi è gratuita.
5)     I partecipanti dovranno inviare le composizioni in formato word o pdf entro e non oltre il 30 giugno 2013 all’indirizzo e.mail:
fermenti.diversi@libero.it, oppure inviare a
     Proloco Novellara-via Gonzaga, 9 – 42017 Novellara (RE)
     indicando nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico. Nel caso non si voglia apparire si richiede uno pseudonimo e la zona di residenza e la richiesta specifica dell’anonimato che verrà prontamente rispettato.
6)     Le composizioni pervenute entro la data prestabilita verranno trascritte ed esposte negli spazi del centro storico di Novellara dall’11 al 21 luglio 2013 creando il percorso di coralità poetica che accompagnerà la festa di Miss Anguria ovvero la gara del cocomero più grande.
7)     Tutte le composizioni facenti parte del percorso di coralità poetica verranno raccolte in un volume che verrà pubblicato a cura della Proloco di Novellara.
8)     Le composizioni verranno numerate in ordine d’arrivo. Tale numero servirà per identificare la composizione per coloro che vorranno votare la preferita durante le giornate di Miss Anguria- 19/20/21 luglio- presso i punti di raccolta voti entro le ore 20,00 di domenica 21 luglio 2013. Nella serata finale di Miss Anguria (21 luglio) le poesie più votate verranno lette da lettori novellaresi.
9)     La partecipazione al concorso comporta implicitamente l’autorizzazione all’uso dei dati personali degli autori ai sensi del d. lgs. 196/03 per quanto riguarda le pratiche di gestione dell’iniziativa stessa.
10)La partecipazione comporta inoltre l’accettazione che l’opera inviata possa essere  liberamente e gratuitamente pubblicata in una raccolta collettiva.