fiume

fiume
fiume della vita

sabato 31 marzo 2012

IL BACIO NEGATO SENZA SFORZO NE' DOLORE.






I gatti mostrano un'assoluta onestà emotiva.Gli uomini,per una ragione o per l'altra riescono a celare i propri sentimenti.I gatti no.(E.Heminguway)

Sono discreta e ne ho consapevolezza.Gentile,senza sforzo e senza vanto.Diffidente,anche quando riesco a lasciare i pregiudizi fuori casa nella misura giusta e possibile che,se i fatti son troppi,allora è altra cosa. Di sorriso rapido quanto un sole nel suo mezzogiorno con alle spalle la nuvola di temporale.Sincera sino all'osso ma rivestiti della pelle di  un bimbo..Rigorosamente onesta nel gioco delle parti e quando ho capito.Abbraccio,bacio,spontaneamente,naturalmente,immediatamente,naturalmente,con gioia come di dito intriso nel barattolo di nutella che  poi lecco guardando in faccia  il finto sdegnato con allegria.Eppure... a te ho negato l'abbraccio e il bacio.Senza sforzo nè dolore.Tu, acuto per sensibilità naturale ed esercitato allo studio dell'alta psicologia umana,non te ne saranno sfuggite le motivazioni.Il mio essere profondamente vera e ricca, solo di fiera dignità..Però...un regalo te lo voglio lasciare anch'io.Un pò di musica.L'unico mezzo che, insieme agli occhi,  non mi tradisce mai e,con  la quale racconto, dico,esprimo.
Mirka

"O Campagnola bella" 
 
"L'Anarchico"


"Il Tempo dell'illusione"


Quella foto era della mia gatta Fanchette

giovedì 29 marzo 2012

ABAJOUR,OVVERO L'INTERMEZZO DEI FOLLETTI


E all'unisono si misero in gara come di sostanza nido.




Abajour
e tanti piccoli demoni 
per mano.
Poi...
anche l'abajour
si spense.

Mirka







"Cry Me A River" (Jiulie London)



mercoledì 28 marzo 2012

UN POMERIGGIO CHE SCONQUASSO' ME E IL PRATO DI RISATE



    
"Un nulla che è prima del principio" (Kandinsky)


Paola è una bambina appena un pò ritardata mentalmente,ma affettuosissima e di buon carattere.Ha 11 anni ed è piombata nella mia casa come un torrente liberato dal gelo.L'accompagnava la sua mamma.Mi ha portato un disegno per regalo .Me l'ha messo fra le mani con orgoglio e mi ha detto l'ho fatto io.E' per te.Nel foglio c'era un bel sole grande e giallo al centro di un cielo azzurro,circondato da dei cerchi colorati di violetto,d'un bel marrone e qualcuna di bianco rappresentative delle nuvole.Sotto al sole,al cielo e alle nuvole,un bel parco con nel mezzo una bimba fatta di lunghe braccia e con una grossa testa che dava la mano a una donna  fatta  di linee orizzontali e verticali.Poco distanti,altri bambini fatti anche loro di linee orizzontali e verticali tutte tendenti verso l'alto.In fondo, una casa col tetto rosso.Tutto il foglio era pieno che pareva un pentagramma con tante note colorate.Ho provato allegria e ho immediatamente pensato a Kandinsky e all' aprile incipiente con tutti i suoni sparsi dappertutto.Ho portato lei e la sua mamma in cucina, ho dato a Paola un succo ai frutti di bosco,alla mamma un the.Poi bevuto il succo e il the ho preso la bimba per mano e l'ho portata sulla verandina che da sul prato.Ho cominciato a descriverle i nomi dei fiori,delle piante,degli uccelli e dei gatti.Un gatto si stava arrampicando con una sveltezza da ufo sull'albero di susino.E mi beavo tutta concentrata di questa poesia (per me) quando improvvisa una spinta che,sicuramente voleva essere un abbraccio ,magari un pò strattonato e maldestro che,m'ha fatto ruzzolare  sul prato insieme a lei.E fortuna ha voluto che mi trovassi sull'utimo scalino,così non mi sono fatta nessun tipo di danno.Una lieve sbucciatura alle ginocchia  risolta con una fragorosa risata per tranquillizzare la sua mamma.Noi a continuare a ridere come due pazze o delle savie bambine..Dai bimbi c'è proprio tutto da imparare.A intervalli distanziati però.
Mirka


"April in Paris" (Charlie Parker)


La foto è di Lewis Carroll

martedì 27 marzo 2012

E ASCOLTANDO BRAHMS IN ME TUTTO SI ACQUIETO'.

E nell ritmo congiunto all'armonia,trovai un senso compiuto d'unità
che mi risolse (al momento) ogni problema,l'inquietudine dovuta
non solo al male di stagione. 

Ancora un colpo di tosse.La spossatezza mi prende proprio mentre guardo con tristezza il gelsomino a metà floscio,l'altra metà con le foglie secche,e,pensavo che,forse, era perduto per sempre,anche se la speranza non continuava a intestardirsi perchè avevo notato,qua e là dei piccolissimi segni di linfa.a Faccio girare lo sguardo.Attorno a me una distesa di colori, anche le braccia  degli alberi  del mio giardino hanno messo i loro muscoli di verde tenerino,la siepe sfreccia di rame,le piante odorose cominciano ad imporsi alle narici,le roselline fiorite ai balconi delle mie  finestre.Une harmonie d'ensemble distinta e visibile a seconda da che punto la si guardi,un rapporto perfetto di toni dove tutto si equilibra,mi viene istintivamente da dire.La nostra vita non è forse fatta di profondità invisibili,di lampi,passaggi,d'incontri anche se appena sfiorati ma che per qualche cosa hanno segnato pur non spiegandoci?....Ed è così che si può rinascere ogni volta e,ogni volta nuovi e ricchi di presenze altrui.Continuo a tossire e, l'inquietudine aumenta. e,non riuscire a governarla fa si che,non mi senta padrona di me stessa.Colpa di questa strana debolezza che condiziona i sensi,la volontà e persino la mia natura che vive solo se sente il pulsare del sangue da ogni cosa. .Divano,finestra,qualche gradino di scala,il prato con l'erba già alta,un bicchiere d'acqua e ancora il divano.Non penso.Sono troppo molestata da questi "nervi rimbalzini".Trillo di campanello.Un ex allievo ha pensato di vedere come sto e raccontarmi un pò di lui.L'accolgo senza la solita baldanza rumorosa come il Labrador di mio figlio, ma mi fa piacere che sia venuto.In mano ha un cd.Brahms.La Sinfonia in do min.Gli chiedo d'ascoltarla insieme.Sediamo vicini.Perduta anche la mia vigilanza da piccolo felino,chiudo gli occhi e,dal momento che non riesco a capirmi m'abbandono al sogno e all'immaginazione.Piano piano la musica entra in me e la rivivo nel suo essere eterna,senza tempo.Mii trovo nel 1876.  Brahms  ha 43 anni e ha portato alla luce dopo una gestazione tormentata durata ben 14 anni,questa imponente Sinfonia. Più  d'ogni altra interpretazione vale ciò che ebbe a dire il musicista "Dall'epoca di Haydn la Sinfonia non è più un semplice divertimento,ma una questione di vita e di morte".Sono stati necessari tre lustri per partorire uno dei più significativi capolavori nel campo orchestrale.In mezzo,le due serenate (1858-59),le Variazioni sopra un tema di Haydn (1873),il Primo Concerto per piano e orchestra in re min,il Requiem tedesco (1865-68) un'infinità di quartetti che poi Brahms distrusse prima di porre in cantiere il Quartetto Op 51 (1873).Un'alternarsi insomma di scoraggiamenti e di esaltazioni, il cammino che doveva  trovare il suo culmine nella Sinfonia in do min.Dopo una molteplicità di tentativi,abbozzi poi distrutti,l'impietoso e rigidissimo lavoro di disciplina,con l'impazienza degli amici che attendevano, ecco che si arriva alla fine dell'estate,nella località climatica di Sassnitz, dove lui la completa.Con la passione che gli è propria,curandone puntigliosamente ogni dettaglio,in quell'ordito che si fa infinitesimale,proprio come un "poeta intento a tessere una rete di pensieri iltorno al suo ideale" (Hadow)
Ho aperto gli occhi,stupita perchè non avevo dato nessun colpo di tosse e,senza  nessun'ombra dell'inquietudine di prima.Al suo posto,una pace totalizzante e profonda con un sentimento di gratitudine per Brahms perchè era riuscito a trasmettermi la sua grandezza purificando al tempo stesso ogni mia emotività in esubero.La meraviglia dell'autenticamente vero,ciò che ancora ha potuto operare la musica e,tutto quello che scaturisce dalla consapevolezza dell'uomo quando è al servizio dell'umanità portando a buon fine anche la sua vita.
Mirka

Sinfonia n.1 (Op 68-do min-J.Brahms)




La foto è mia 

domenica 25 marzo 2012

L'ASSENZA E LA PRIMA STELLA




e di sorpresa m'hai colto in quegli azzurri prati.









Aliti di colori senza profumo.
Così m'inventai la spiga e l'uva.
La prima stella mi colse di sorpresa
lume che divampa e sorride e par che dica
felicità è quell'erba azzurra che lievita senza insetti.
Intanto un'ape sbatteva alla finestra  il giallo..
L'ombra d'un uccello,il pendolo,le assenze.
Cipressi chiusi dentro le corolle esiliate
Sera d'infiniti echi alle pareti, la bontà del sonno.
Mirka

"Nocturne" (Op 27-N.2-F.Chopin)





La foto è mia

sabato 24 marzo 2012

TCHAIKOVSKY E UN NOME DENTRO LO SPARTITO.








Compito degli innovatori è,spazzare ogni rottame di ferro arrugginito e inventarsi ogni sorso che si beve.
















Cercavo un cd,me ne sono trovata un'altro con dedica e tutto fu il  presente di quel tempoRuggiva la "Pantera",urlava "Paratore" e la stanza di "lettere"  rossa  sullo sporco bianco, parola di colore e tutta la sua anima,questo mi portavo nel midollo e sulla pelle,eppure non volli perdermi quel concerto che,in qualche modo univa sponde d'uno stesso fiume in rivolta di piena.Credo d'essere stata in terza fila. L'Auditorio strabordava, con  schiene per pareti e per  scalini,teste che,dalla platea portavano sù sino all'uscita dove si scappa.
I capelli,allora lunghi e folti come spugna che avvolge e asciuga,sapevano nascondere molto bene il torrente che continuava a devastare il mio viso disarmato e nudo..Poi...quell'attacco del primo tempo,preciso,senza sbavatura di sentimentalismo,nè di sermoni in atto e,subito dopo l'elettricità di  un nome."E."prolungato e rimbalzato senza che fosse scritto sullo spartito.Divenni piccola e lunga come l'ultimo occhio che guizza colori viola.Voce muta  che, sicuramente arrivò sino a Paratore e, fuori da ogni regola,come un architetto che snoda e svetta gli elementi e il ritmo anche se piange una sconfitta che,forse  NON sarà mai che,così vogliono illudersi  i sognatori.Non siamo sempre e solo noi la Storia che ci rappresenta e che rappresentiamo? mi dissi allora come caparbiamente continuo a dirmi ora.Che, questo è il compito di chi si impegna a farsene responsabilità  che liberamente  fluisce,al di là d'ogni schema,bavaglio o limiti di confine-confinato a restare utopia.Nel suo essere realtà che,se ha in sprezzo la polvere dei "parrucconi",è per dare ancora più risalto senza vanto alcuno,alla sua autosufficienza di suono che si espande e circola,integro al suo interno, nell'opera unificatrice di quel puzzle di "fatti" che, costituirono l'essenza,autentica mentre le sviluppa senza pregiudizi e con critica severa,consapevole si, dei molti sbagli ,ma scaturiti da una visione "altra",ampia come infinite cadenze musicali e policrome trascendenze tutte incise dal dolore.
Mirka


Patetique" (Symphony N.6- Tchaikovsky)

mercoledì 21 marzo 2012

E LA PRIMAVERA HA BUSSATO ALLE MIE FINESTRE CHIUSE.





E la Primavera s'impose come coscienza di ritorni







Il merlo ha picchiato alla mia finestra,questa mattina.E io ho voluto ignorarlo.
Una  freccia di luce ha traapassato i miei occhi aperti e io infastidita li ho chiusi.
Un prolungato squillo di campanello mi ha fatto scendere dal letto.Sbuffando sono andata alla porta e, soffiando l'ho aperta.
Al cancello un cesto di ranuncoli e fresie.Allora ho capito che,alla primavera non si sfugge quando lei ti si impone con sorprendente dolcezza.Come quei fiori che,mio malgrado,continuo ad annusare come un dono gentile fissato in ogni petalo di colore e,che, io avrei voluto lasciare all'aria con le finestre chiuse.
Mirka

"Chanson de Matin" ( E.Elgar)



La foto è mia

lunedì 19 marzo 2012

UN POMERIGGIO CON GLI AMICI E GLI "STOLTI" IMITANDO KIPLING

Sempre che tu esaminerai la fortuna di due persone che sieno l'una di valor vero in qualunque cosa,l'altro di valor falso,tu troverai che questa è più fortunata di quella; anzi il più delle volte questa fortunata,e quella senza fortuna.L'impostura vale e fa effetto anche senza il vero; ma il vero senza lei non può nulla.Nè ciò nasce,credo io,da mala inclinazione della nostra specie,ma perchè essendo il vero sempre troppo povero e difettivo,è necessaria all'uomo in ciascuna cosa,per dilettarlo o per muoverlo,parte d'illusione e di prestigio,e promettere assai più e meglio che non si può dare.La natura medesima è impostora verso l'uomo,nè gli rende la vita amabile o sopportabile,se non per mezzo principalmente d'immaginazione e d'inganno.( G.Leopardi-Pensieri)






Ho trovato prudente restare in casa,ieri,visto che la tosse spadroneggiava ancora e le gambe si rimbalzavano il giacomogiacomo,così gli AMICI hanno pensato di venire loro da me.E si sono presentati alla porta come dei Re Magi in fila per tre col riporto di due.Chi fra le mani una crostata di mele ancora calda,chi i bgnè di s.Giuseppe di cui non ne festeggerò ricorrenza o nome (lasciata con molta indifferenza in quel di quindici anni fa), altri dei pasticcini ,un passito di Pantelleria,creando così ogni premessa di serenità e d'allegria tranquilla.A un certo punto l'amico di cui ben si conosce la "finezza" provocatoria e di battuta,alza il tasso dell'attenzione generale,buttando sul tappeto la domanda:" Secondo voi chi è lo Stron più Stron degli stolti? Silenzio da sepolcro,poi a turno la gara.Io,non potendo ancora esercitare la mia voce in pienezza,mi sono affrettata a scriverne un elenco.

STOLTO
 è, chi cade  a piedi o dalla bicicletta e trova ogni scusa per incolpare tutti fuorchè lui stesso.Ci ricaderà vita naturaldurante.

STOLTO
è, colui che si tiene del rancore nel cuore e nei pensieri e,anzichè svuotarre il cuore u7na volta per tutte, continua a riempirlo con altro rancore "camuffato" dalla finzione che non lo sia.Un flusso della sua vita sarà inesorabilmente compromesso,ne altererà i sogni di notte e,quel che è peggio gli tormenterà la coscienza.Alla fine,si troverà arido tutto il cuore senza neppure accorgersi di quello che lui ha operato su di sè e,in modo irreparabile.

STOLTO 
è, chi non si mette in discussione,pensandosi infallibile,furbo e al di sopra d'ogni legge conosciuta.Prima o poi sarà obbligato a rivedere il tutto e ad ammettere che lo "sbagliato" era invece lui.

STOLTO
è, chi approffitta e (specula) sull'ignoranza -buona fede altrui,perchè quando i bonaccioni,i semplici,gli sprovveduti,gli ignoranti,i coglioni, apriranno gli occhi,o si saranno svegliati,implacabilmente gli presenteranno il conto senza troppi riguardi per gl'interessi,ma quel che è peggio gli toglieranno totalmente la fiducia.
STOLTO 
è, chi racconta delle favole a se stesso per non affrontare a muso duro quello che è,limiti-difetti-.Lo specchio,nel poi,gli rimanderà quello che veramente è e, cioè un burattino.

STOLTO
è, chi non dà la voce per chiedere scusa,quando sa d'avere sbagliato.Perde l'opportunità di un'amicizia,di rafforzarla,d'imparare la lezione (preziosa)  che,l'umiltà è un veicolo trainante verso tutto ciò che conta veramente.

STOLTO
è, colui che dispensa il suo sapere,con arroganza,presunzione e saccenza mettendo gli altri in stato di soggezione e,facendoli sentire dei "cretini"anche se i "cretini" in cuor loro non si sentono tali ma chiamano lui l'antipatico- cretino.E, qualora dovessero incontrarlo per via,sveltamente volteranno la testa e ne divilgheranno al vento quello che veramente pensano.

STOLTO
è, chi volutamente ignora la disgrazia di un'amico senza domandarsi i motivi reali che l'hanno portato a quello stato e,senza domandarsi "E se questo capitasse a me?.Oggi sono in una botte di ferro ma ...E' facilissimo che il ribaltone gli capiti domani.

STOLTO 
è,chi non fa una telefonata,o non risponde a una lettera,perchè,facendolo pensa di perdere il suo tempo che indirizza,seppur sbadigliando,verso altri che potrebbero essergli d'utilità.Qust'opportunismo  è semplicemente un'atto incivile di  maleducazione,un servo-padrone da tenere alla larga.

STOLTO 
è chi si crede "dio",solo perchè ha fatto i soldi (magari sfruttando e tiranneggiando gli altri),e,guarda con sufficienza chi non ce li ha pur conoscendone il valore e le capacità,un pò più la sfortuna e l'integerrimità morale.Al suo passare l'aria di meschinità che lascia, supererà il puzzo del petrolio.Lui arriccerà il naso e si domanderà.Ma di notte non potrà ingannarsi sul chi  ha creato tutto quell'inquinamento,se non  adducendolo alla sua falsità,alla sua ristrettezza mentale,ai suoi "dogmi infallibili".
STOLTO
è, colui che cerca di ridicolizzare  la grandezza che ha intuito nell'altro,per invidia e per timore del confronto.Lo condannerà alla solitidine e a una vita grama pur riconoscdo nel suo intimo che lui la solitidine se la porta dentro e lo martella senza pietà.

STRONSTOLTO
è, chi indirizza le sue mete (occulte) alla vendetta,godendo delle mortificazioni inflitte,del dolore  che gli procura,invece che,cercare di capire i motivi della sua delusione,dialogando con sincerità e perdonare..E non capisce che,su questa strada  aumenteranno si le sue strategie  piccole e squallide per cammuffare la vendetta ma  non potrà evitarsi al contempo di sentirsi  di sentirsi aguzzino e .kapò

STOLTO
èchi nega a se stesso la possibilità di mettersi a confronto con gli altri perchè detentore di "uniche" verità,quando invece è solo la paura che la sua pochezza venga alla luce.

STOLTO
è, chi valuta più la moneta che il sentimento,quello che domanda ribaltarsi  e,tardi giungerebbe comprensione o anche solo un pò di compatimento

STOLTO
è chi ha pensieri diversi da come vuole apparire per nascondere i mezzi di cui si è servito per raggiungere i suoi fini,privi da scrupoli d'onestà,prudente solo per giocar meglio le "sue" carti,apparentemente fuori da ogni responsabilità che,Ponzio Pilato è il suo modello da sempre.Questo lo affinerà si nel gioco di pedine da grande scacchiera (più o meno);ma lo renderà freddo e disumano.E su questo lui  sa  che non  puà sfuggirvi anche se col tempo vivrà perfettamente a contatto con questa seconda pelle.

STOLTO
è, chi tira un calcio a chi è già a  terra,anzichè dargli una mano per  aiutarlo a rialzarsi.E qui qui vige la grande  legge del "triplo",il male fatto ritornerà indietro 3 volte,ovviamente vale anche per il bene.

Credo che il mio elenco sia finito qui.Mi scuso se ne avessi mancato qualcuno.C'è sempre tempo per rimediare.
."Non è dubbio che,al far de' conti,la malvagità e la doppiezza non sono utili se non quando o vanno congiunte alla forza,o si abbattono ad una malvagità o astuzia minore,ovvero alla bontà.Il quale ultimo caso è raro; il secondo in quanto a malvagità,non è comune; perchè gli uomini,la maggior parte,sono malvagi a un modo,poco più o meno.Però non è calòcolabile quante volte potrebbero essi,facendo bene gli uni agli altri,ottenere con facilità quel medesimo che ottengono con gran fatica,o anche non ottengono,facendo ovvero sforzandosi da far  male. (Giacomo Leopardi) 
Così  anche il giorno era giunto al suo termine e,mentre sull'uscio salutavo gli amici,m'immagonavo a guardare un'uccello che tagliava l'ultima freccia viola di luce che,di lì a poco sarebbe sparita.Io un concetto indivisibile legata a ogni cosa in mutamento.
Mirka

"O fortuna" ( Carmina Burana -C.Orff)


 



La foto è presa da Internet







mercoledì 14 marzo 2012

LE MIE ULTIME VOLTE DI ROMA

E i giornali erano carta da bruciare.



Pioveva
e il freddo scottava
le mani
lievi come  farfalle a far di vimini
baci d'acqua 
sui miei piedi gelati
ancor oggi resto in forse
se fosse realtà.
Mirka. 



"Etude n.3 Op 10" ( F.Chopin)













La foto è mia

lunedì 12 marzo 2012

SI,SONO IO SENZA OMBRA DI DUBBIO-OVVERO UN "LAMPO" IN PIENO GIORNO DI SOLE MARZOLINO.















Veri e puri alla Brecht e senza lacrime copiose e cupe.

Tuu! Tuh! proprio tu balbetta senza colore agli occhi,lui che è sempre lui.Capelli col riporto,un ricciolosceso sulle spalle,l'indice che se lo arrotola con infantile perfida goduria tra il miele d'acacia e il limone andato di traverso.L'eleganza naturale d'un  armagnac invecchiato bene,portato con la nonchalance di una sacca da golf.Stupore, perplessità, imbarazzo,ci rendono pesci di terra.Poi dopo un minuto lungo come da qui alla via Lattea, con la voce più roca della mia che la tosse continua a fargli da altalena,mi dice così piano perchè io sia capace d'intuirlo come prova riconoscibile di me."Cosa posso darti più di quello che già  non tieni? "Nulla", gli dico con un pò di sfrontatezza aiutata dalla stizzosità dei bronchi..Quello che tu mi hai dato sta nel mare di Ravello quando l'hai buttato arrotolato al dito.E sorrido, largo, come in ogni tempo d'allora,mentre la voglia di liquefarmi in un'abbraccio è già lì,con tutti odori inclusi a quelli evaporati da un'umanità in combustione.La voglia è balena.Ma mi  trattengo.Il lampo di Ravello ha bloccato Pinocchio.col suo vestito a fiori.In fondo in qualche modo si rinasce sempre.Nella finitudine di un ciclo che porta  a un'altro,nel aver ritrovato l'amico in sè stessi,per aver guardato con occhi nuovi,la gemma,la foglia o il frutto.
Mirka


"La Ballata dell'agiatezza"
















"Y Tangoseis" (Rinascerò)


La foto è mia

domenica 11 marzo 2012

L'EVENTO AL FEMMINILE E I FIORI GIALLI.

Ma devo sapere che è reale.E i fiori gialli lo erano
come le verità "autentiche" negli scritti di quelle donne 

L'evento riguardava le donne.Qualche uomo qua e là e in rappresentanza d'ufficialità.Realtà diverse,alcune di conclamato spessore, (senatrice Albertina Soliani,l'on.Elena Montecchi,la consigliera regionale Roberta Mori,la psicologa Barbara Rossi),tutte le altre,tese a un'attenzione che le rendeva un'individuale pensiero collettivo,accomunandole da un'entusiasmo che si trasmetteva da una sedia all'altra,nella gara a prendere la parola.Io ascoltavo e osservavo,anche se,spesso mi distraevano dei fiori gialli,(margherite) messi in un grosso vaso,dietro le spalle della giuria.Un'energia cosmica che si diffondeva in rotondi zampilli di luce moltiplicando di significato l'evento.
Non ho potuto parlare perchè la tosse continuava a giocarmi brutti scherzi.Sono certa,però che,insieme a quei fiori c'ero anch'io nel legame d'allegria che tutte abbracciava.
Si presentava un libro dentro cui s'intrecciavano testimonianze umane e di vita,senza aureole e senza esagerati sentimentalismi,come del resto è la vita.Sempre.Unico concetto prevalente,gli sforzi eroici per agganciare il proprio carro a una stella,con la coscienza d'essere uniti con qualche ciglia che batte."Decrearsi",farsi carico dell'esserci, consapevoli che al finito ci si avvicinerà senza aggettivi di virtù se non l'eroismo,spesso silenzioso,dei propri sforzi.
Ringrazio veramente di cuore, per l'encomiabile lavoro organizzativo di Rossella Eunini,Del capo redattore del giornale "Il Portico" Paolo Paterlini,del lavoro silenzioso quanto continuativo e prezioso di Marco Villa,dall'indefesso lavoro quotidiano di Rinaldo Pace che solo la convinzione del credere che, apportare valori umani dentro la pluralità di voci,sia un dovere da distribuire con allegria e  lo staff che ha creduto in un progetto al femminile,così grande,offrendo le opportunità per esprimere i molteplici doni individuali per il bene comune.
Per me,un'Esperienza incredibile per tante umanità così sinceramente vibranti,per un mio ennesimo scritto pubblicato.
Mirka

"Blues" (M.Ravel)





 La foto è di  Charles Dodgson (Lewis Carroll)

venerdì 9 marzo 2012

LA TOSSE.LA MAGIA DELLA MUSICA.UN RICORDO LONTANO


 
La musica sgorgava dentro di lui.
Ed egli voleva obliarsi quando suonava,
perdersi di vista nella musica,
e che fosse la musica a ricordarsi di lui.
((Glenn Gould)


Secca,ostinata,fastidiosa,all'improvviso la tosse è entrata nella mia casa.I bronchi urlano il loro linguaggio sghimbescio.La testa rimbomba colpi di mitragliatrice.La stanchezza non ha sede democratica e,malgrado lo stodal e l'aconitum,resta tragedia vera,eschilea,che presto si tramuterà in arrossamento di pelle come da Bomba H.Gli inopportuni sbalzi di temperatura che tanto assomigliano agli sbalzi d'umore degli uomini esenti da profondità di equilibrio,oppure doveva capitare e basta.
Passerà,come sta passando l'inverno.E,intanto che, ogni fantasia è venuta a meno,mi sovviene un ricordo simile, di un lontano passato.
Pensione di via Vittoria,in Roma..Broncopolmonite (diagnosticata),brodo di gallina e,zero protesta.La protesta era fuori che l'Ungheria era in casa.Ma io dovevo ignorarla.Far finta  che i comunisti fossero Huxley o.Hesse.Ma che impresa tenere a bada una puledra che non voleva saperne di caveza! L''alternativa però era adattarsi o essere fulminata da uno scoppio di bacilli.Così,da mezza-calza (come sono anche adesso),alternavo l'Impero della tosse con la Scienza della Noia che diventa Cattiveria.Tossivo e ragliavo ch'era disperazione paziente dell' affittuaria della pensione,la quale pensò bene d'affidarsi all'astuzia d'una sicura medicina.Ordunque,ero nel mio letto di dolori e pene,quando un suono da molto vicino mi fece sobbalzare che quasi cadevo dal letto.Mi alzai a metà del corpo,rovesciai la tazza  degli infusi,m'aggrappai all'orsetto di  peluche viola e presto mi fu tutto chiaro.No,Non avevo le allucinazioni,ma qualcuno,(Peppinooo per Emib) fuori dalla camera suonava col cello Brahms.Con un balzo ho aperto la porta e,posso giurare che,per quella volta e,in quella precisa occasione,la febbre sparì.
Voglio vedere se anche oggi,la musica riesce ad operare la sua magia a questa creatura (che sono io)  che ribolle anche senza andare alla guerra.
Mirka

"Wiegenlied" (Ninna-nanna-Op 49 N.4 -J.Brahms)

 

mercoledì 7 marzo 2012

BUON COMPLEANNO A TE,LUIGI,NATO DA DONNA NATURALMENTE GRANDE.

"Benchè io sia l'ultimo di quest'epoca,io porterò a compimento ciò che i padri fondatori non poterono"
(Abi' Al-Ala' Al Ma' arri)


Adulto lo sei stato da sempre,"grande" lo sei diventato per i tuoi meriti e un pò di fortuna, amica anche nelle prove più dure e intricate.Tutto riconosco e, con la mia gioia nel rinnovarti gli AUGURI di ogni bene proseguendo il cammino avviato come seminatore e il prossimo che verrà,lieve quanto lo sia ricco per un soddisfatto raccolto,mi sovviene potente e cara l'immagine di una DONNA che ti diede i natali e si prese amorevolmente cura di TE con consapevole responsabilità d'amore,già scritto in lei nel suo essere portatrice  d'importanti valori. e, grande nella silenziosa coscienza di sè stessa che mai si arrese alle fatiche quotidiane del vivere,che si adoprò nel sociale affinchè il debole potesse avere gli stessi diritti del più forte,lottando in ciò che credeva fosse giusto e doveroso per lei,per chi amava e per chiunque e,che lo fece sempre col sorriso anche quando avrebbe voluto esporre nudo il suo volto al sole delle lacrime.
.Non dimenticarlo mai anche quando il tempo cercherà di sbiadirne la memoria.
AUGURI dalla profondità sincera del mio cuore.Con affetto,Mirka


"Una giornata perfetta" (Vinicio Capossela)

martedì 6 marzo 2012

DOLCE SENTIRE COME NEL MIO CUORE





La felicità  è dunque inconcepibile al di fuori di un immaginario che la renda possibile,che definisce le reciproche aspettative tra gli uomini e gli oggetti concreti ai loro desideri (S.Natoli)


Ho dato il braccio a un vecchio per attraversare la strada.Mi ha guardato e i suoi occhi erano umidi.Ho raccolto la prima viola e un'altra è subito spuntata.Sono andata a ritirare un cappotto turchese  alla lavanderia e un piccione me l'ha macchiato di giallo.Avevo un peso sul cuore.Si è sciolto come fontana quando la vicina mi ha chiamata per farmi vedere i tre gattini appena nati.Ed è stato allora che ho compreso la Bellezza di cui avevo fatto esperienza nel giorno.Lo sguardo umido del vecchio.La viola seguita da altre.Il cappotto macchiato ma che avrei ricuperato ancora,Il peso del cuore sciolto in fontana ed evaporato.La nascita dei tre mici.Io pronta a gustare la cena anche se semplice e frugale come una zuppa di porri e un buon bicchiere di vino rosso che non tradisce mai.L'altra parte del mondo accantonata fuori casa almeno per questo giorno.
Mirka

"Fratello sole sorella luna"



  































                   










lunedì 5 marzo 2012

CHISSA' COSA AVRAI CAPITO MENTRE IN SILENZIO SI BRINDAVA.














La più alta forma di grazia è il silenzio.(Swami Chinmayananda)








Brindammo ieri alle stelle
la foglia cantava senza l'usignolo
la festa non prevedeva il funerale
bruciava forte la preghiera annuvolata
un bimbo gridò
portava in mano palloni colorati 
noi li tirammo al vento 
che amarezza non conosce
e fu mortalità 
con qualche spruzzo di divino 
sconfitte le malinconie il groppo
l'idea del nero
nuovi per boschi coi ciliegi in fiore

Mirka




"Onde" (Ludovico Einaudi)




La foto è mia