fiume

fiume
fiume della vita

venerdì 31 marzo 2017

A PARTIRE DA UN'OGGETTO SENZA VALORE DI MONETA




Una locandina incorniciata del mio primo concerto importante (Vivaldi- Stabat Mater- dir. Konrad Latte -Berlino), un passacarte in argento, un ventaglio anch'esso incorniciato,un bauletto in metallo foderato in seta  rossa, una clessidra di metallo, un carillon in legno con un angelo che suona il violoncello, un bicchiere di tempo antico e pregiato.  Si nasce già predisposti ad abitudini che nutriranno il nostro corpo, rafforzeranno l'istinto, l'affezione a dei rumori che diventeranno familiari in seguito, un sentimento che crescerà o si fermerà nell'anima facendo il nido come un passero mai pronto a spiccare il volo, l'attenzione a degli oggetti che si tenderà sempre a cercare e ad afferrare spinti dal piacere e senza avere l'esatta conoscenza del motivo della ricerca se non quel Piacere che muove.  Che a volte, gli oggetti che circolano per casa possono essere anche di poco valore monetario, ma preziosissimi per il nostro occhio a cui comunicano vibrazioni, echi misteriosi e un'ancora più strana connessione col momento diventato tassello di un mosaico. E poco importa se abbiamo acquistato noi quegli oggetti o li abbiamo avuti in dono da una persona cara o da un conoscente particolarmente simpatico. Quegli oggetti devono stare lì dove la mente  inconsciamente o consapevolmente li ha loro destinati o dove il cuore autonomamente comincia improvvisamente a battere di più,  Così è un poco per tutto. Almeno io credo questo. Quando pensi a una persona che realmente si ha conosciuto, evocandola con la mente, se ne sentono immediatamente le sfumature della voce, il ritmo lento o veloce del suo intercalare, il linguaggio colorito o monocorde.  Se ne sente persino l'odore. Viene alla memoria un gesto preciso lasciato in un'occasione precisa, un silenzio che non ti aspetti ecc. E si vede intera la personalità evocata dentro a ogni pezzetto raccolto come un collezionista tanto da formare una collana composta da grani colorati la cui essenza sta in ognuno di quei granelli colorati che si portano addosso anche se girano per casa.  Credo che sia per certi versi la stessa cosa anche per il virtuale.  Di chi conosci ne intuisci l'intenzione anche da un "segno", ma  su chi non hai conosciuto nella realtà, non puoi che fantasticare o tuttalpiù immaginare storie, antefatti, magari lasciandosi suggestionare, più o meno da ciò che ci propina o che mette nel e profilo,  e affezionandosi a "quel" posto "preciso" dove la si collocò la prima volta, proprio come un'oggetto che ci parla anche senza l'odore di "ascella" non mascherata da nessun deodorante, vera in quella realtà che ci rese inconfondibile una persona. Intera e situata fra tanti piccoli specchi che purtuttavia stabiliscono un rapporto fra di loro. Ma è anche un qualcosa che non riesce bene e che, appunto per il suo incompiuto,  dovuto forse al nostro pressappochismo, alla nostra ignoranza o a una parte anche d'imbecillità ci rende insoddisfatti e si continua a cercare. E allora si inventa e si reinventano coincidenze, legami e date, in un dettaglio sopravvissuto alla volontà e a lei sfuggito ma animato incredibilmente dalla vita che gli dà il burattinaio. Il burattinaio trasformatore. Ed è ciò che tocca.. E in un mondo condannato alla soggettività, alla totale molteplicità dei punti di vista, mi pare così semplice dare per scontato che un'apparente uniformità ( di vedute o di giudizio) sia dovuta esclusivamente alla grossolanità dello sguardo che si getta considerando identiche cose che si rassomigliano soltanto. Ma è pur bello scoprire qualcosa e scoprirlo come un "già saputo"  ma comprendendo un immaginato che si portava dentro..  Mirka


"Stabat Mater" (  F min - RV 621 -A.Vivaldi)




giovedì 23 marzo 2017

CANTO SENZA FINALE






Nell'aria rarefatta dagli umori 
restò sospeso un canto senza il suo finale. 

Solo l'anima continuò a vibrare 
In perfetta autonomia 
verso la strada della perfezione 
che annulla il tempo mentre 
incorrotto lo esalta 
nella sua innocenza originale. 

 E vibrò. 

Inestinguibile canto
sino a dar vita a uno stellato cielo.

Ogni stella  
Tutte le stelle 
in festa da univoca vibrazione. 

Nel dentro 

l'alchimia della Gioia e del Dolore 
nella più perfetta tragicità
 nella più dura delle Gioie
 divenuta anche lei 
immensa Gemma luminosa.  


 Mirka


"Bolero"  (Maurice Ravel)




martedì 21 marzo 2017

DAL LAMENTI DELLA GENTE...A MARX




Sono alla fermata di un bus. lo sto aspettando da quarantacinque minuti. La schiena fa male come avessi lavorato, ininterrottamente, otto ore a una catena di montaggio. Con me aspettano delle persone che forma un gruppo che via via s'infittisce. C'è chi vomita parolacce e insulti al governo, altri fanno lo stesso ma per il comune. C'è chi invece inveisce muovendo solo le labbra gli stessi insulti che io percepisco nel duro del volto. Altri sbuffano come locomotive di storica memoria. E c'è chi si lamenta come pecore pronte per essere macellate. Chi sconfortato abbassa semplicemente la testa e rassegnato si guarda i piedi, sicuramente gonfi e doloranti. Io ascolto, osservo, provo compassione, do loro ragione e in cuor mio rifletto. Ma possibile che non si possa fare nulla per questa società sempre più disastrata ,smarrita e senza una Speranza per il futuro anche lontano?   Che tutti siamo inglobati  e ingabbiati da questo "falso"  di chi dice e non fa, o di chi assicura che fa  mentre invece depista, imbonisce,manipola,allontana dal Reale fattibile, se si volesse. Penso ad es alle mistificazioni dei medi, "informatica" o da TV. Dalla forte deriva autoritaria e oligarchica a livello mondiale e nazionale. Funzioni propagandistiche e fuorvianti che i grandi mass-media svolgono oggi per conto dell'imperialismo e del suo pensiero "unico" . Una manipolazione ed omissione della realtà, ma anche una negazione dei diritti elementari dei popoli. Da qui i genocidi e le menzogne di Sharon in Palestina, di Clinton - Bush in iraq, nei Balcani ed in Afghanistan; Erdogan in Turchia,  Al-Sisi in Egitto,  le strategie militari in Colombia (e in America Latina); dei desaparecidos e dei disastri dconomici argentini; delle degradazione del l'URSS e dell'Est europeo. Una distruzione contrasfata da milioni e milioni di persond consapevoli in ogni larte del mondo, nonostante la le repressioni militari e poliziesca.  Ma i misfatti impuniti condotti con arroganza  ssi moltiplicano con lo stravolgimento del diritto e della giustizia internazionale il cui obiettivo non sono che la rapina delle risorse ambientali e la colonizzazione planetaria. L'espansionismo sempre più forte USA  inarrestabile come carri armati, con una militarizzazione del pianeta usata anche in chiave di repressione interna. Agitando un "terrorismo" assoluto e senza aggettivi. Si pratica di fatto un "terrorismo di Stato" ben più micidiale, illegale e barbaro. Abile strategia del "taglione" e della "tensione" praticata da fascisti e nazisti di tutte le epoche ma che i mass-media coprono ampiamente. Di fatto è una guerra privata- militare, mediatica, sociale, ambientale ed economica- contro l'umanità e le generazioni future, condotte con bombe all'uranio, mine,embarghi, manipolazioni genetiche. Arma micidiale di questa guerra "privata" e rappresentata dal controllo "imperialista" dei grandi mezzi di conoscenza, informazione e comunicazione. Abbiamo sotto gli occhi le prove ogni giorno. Il monopolio mediatico dei giornalisti e quello politico dei leader di partito produce una comunicazione politica mistificata ed oligarchica, lontana da ogni impianto costituzionale e delle esigenze popolari. Si tratta di slogan di sigla e di dispute personali  che quel personaggio del teatrino mediatico si configura e pone a fronte della realtà. E' uno schema rozzo e anticostituzionale che si riproduce in altri campi della vita politica, in particolare nelle forme di rappresentanza (elezioni) e nella politica comunicativa- Per la politica elezioni- dove i media giocano un ruolo decisivo ma  una serie di trucchi a catena ( maggioritario, presidenzialismo, collegi, liste civetta) stravolgono il rapporto di voti-seggi, generando assenteismo, assurdità, azzeramento popolare di matrice costituzionale. Più che elettori che danno mandato a candidati responsabilizzati, su scelte misurabili, siamo ormai sudditi disinformati e impotenti- che inseguono e accettano il meno peggio, presunto.  Si può ribaltare questo sfascio nazionale e globale, cioè con una visione politica fatta di valori, regole, rapporti, poteri, controlli, necessari per risollevare razionalmente i problemi del mondo?... Si. Con una equa ripartizione planetaria delle risorse e dei diritti fondamentali, in particolare, dei diritti del lavoro, della comunicazione e dell'ambiente. Ciò implica una pianificazione collettiva- mondiale e nazionale- delle risorse e dei diritti. Una necessità "strutturalmente" e storicamente antitetica rispetto al capitalismo, ovviamente. Eppure sarà il marxismo scientifico capace di raccogliere questa " sfida?" Io credo di si. In primo luogo perchè esso è organicamente e storicamente antagonista a quella imperialista, come sanno bene tutti i capitalisti  che lo combattono da sempre con ogni mezzo. In secondo luogo perchè esso rispecchia valori universali propri della grande maggioranza dell'umanità e dei lavoratori


"L'Internazionale"





sabato 18 marzo 2017

GIALLO KANDINSKY E IL GRIGIO PER CONTORNO



Stanotte ti ho vista in sogno.  
 Ti circondava il grigio, 
ma tu, 
nel centro illuminavi 
come un giallo di Kandinsky.    
Solo il tuo volto era un pò mesto.  
 Mesto come può essere l'occhio
 che s 'imbatte in una
 "panzè"  trovata 
tra le pagine ingiallite di un libro
 messa lì per ricordare un
'avvenimento bello e il suo rovescio.
   Mossi le labbra  per una canzone amica

Restò il giallo e tutto il grigio attorno.  


 Mirka

" Summertime"

"




martedì 14 marzo 2017

STUDIO



Si diceva "Può la mente ricreare le condizioni di pienezza reale di un tempo? No. Nel mentre l'Immaginazione mescolava sangue fresco al vecchio delle vene.  E...nel mentre si aggrappava all'illusione di quel tempo che era stata realtà, si sentiva quasi felice.  La donna si stirò e sbadigliò come un gatto appagato dalla zuppa.  Un filo d'aria le attraversò la faccia come da un'imponderabile brivido misterioso sfrecciato sotto la pelle. Solo allora s'accorse della finestra aperta. Sovra pensiero si alzò e con gesto automatico la chiuse mentre le sue labbra mormoravano: "Il miglior studio per imparare è conoscere se stessi". Si guardò attorno come d'abitudine. Tutto era come sempre. In ordine quasi perfetto. Il silenzio era totale. Solo le cose parlavano. E un bimbo che urlava nella stanza adiacente alla sua.  Mirka



"Tristesse" (Etude N.3 Op 10 E Major -F. Chopin)



giovedì 9 marzo 2017

E CHI SE NE FOTTE






Ho scritto da forsennata della Vita e 
tranquilla morirò Rivendicando 
anche l'ultimo slancio di quel 
prisma prepotente che muta
al cambiare della luce.  j
Non sempre rimarcai l'oggetto che
 sfuggiva al mutar del l'energia esplosa 
in su il cambio di stagione. 
Ingenua sino alla cretineria  m'offersi 
al l'urto inevitabile per
 un rimorso postumo  ma 
compatta restai appena liberata
da sofferenza il peso. 
 E nel mio mutismo di 
volontà ostinate 
sempre trionfò la vita e 
il mancato di un abbraccio che 
mi stringesse forte a se e 
mi portasse via con quella stessa 
volontà sconvolta.  

E chi se ne fotte 

se ancor compongo e
 ricompongo su il fluido vagito 
di un inciso autobiografico che
su una Lira la sua arma trovò e
che persino Apollo ebbe
conforto e sonno? 
 E qui vera  fui sempre 
nella coscienza di ciò che
 è
  e non potrebbe essere altrimenti. 
 In fondo tutto è gioco
 un maledettissimo divertentissimo 
Serio gioco.


 Mirka




" Exaudi orazionem meam Domine" (Symphony of Psalms-Igor Stravinsky)




lunedì 6 marzo 2017

SPEAK LOW





Speak Low   
Tu maestro degli Adagi  

 Speak Low  
 in ogni battito delle mie primavere  
 fraseggio di rondini intrappolate a un crocevia dove 
non c'era luna a illuminare il rosa della rotta ma
 dubbi 
d'intricati rami 

  Speak Low 
  nido di prodigi dove 
il mio grembo partoriva Feste
 nel singhiozzo dei Silenzi 
 come tavola imbandita di domenica

  Speak Low 
vena di fronte  martellante 
Invisibili orologi  
 Orgoglio di segreti inconfessabili ma
 Benedetti dal sacro unguento del Signore  

Speak Low
ricordanze 
 senza più ritmi di follia 
ma nidi di Quaresima dove 
manca il vino e
 sbadigli 
fanno da piumato e anche da coperta. 

  Speak Low
 incandescenza 
mai veramente spenta.  

 Mirka


"Speak Low"  (Kurt Weill)