fiume

fiume
fiume della vita

martedì 28 gennaio 2014

L'INSEGUIMENTO




Mi si bucarono gli occhi 
per guardarti camminare
senza essere vista da te

Un tronco d'albero li riempì di stelle
Rimandai il gemito al miracolo di Cecilia

scolpito in una vita parallela sferzata dalla Musica

Mirka  




"Maybe"  (G. Gershwin's)







lunedì 27 gennaio 2014

27 GENNAIO LA MEMORIA (OLOCAUSTO)











"Questo e' l'inferno. Oggi,ai nostri giorni,l'inferno deve essere così,una camera grande e vuota,e noi stanchi stare in piedi,e c'è un rubinetto che gocciola e l'acqua non si può bere,e noi aspettiamo qualcosa di certamente terribile e non succede niente e continua a non succedere niente. Come pensare? Non si può pensare,è come essere già morti. Qualcuno si siede per terra. Il tempo passa goccia a goccia". 

(Primo Levi- Se questo è un uomo) 



..."Là dentro tutti sapevano che Adolf non avrebbe cercato di mettersi in salvo,certo che il suo destino era compiuto. Spesso in quegli anni aveva pensato al suicidio,e ora già si vedeva giacere nel bunker come la mummia di un faraone in una piramide egizia,a sfidare l'eternità. Se fosse vivo o morto,se fosse o no il mostro della distruzione,se fosse vincitore o vinto non aveva senso. L'essenziale era lasciare un segno infelebile,al di là deòl bene e del male,ponendo termine alla sua ossessione.
Il chiasso dei sopravvissuti non aveva fine e si faceva sempre più furioso. Ecco apparire sulla porta,come la larva di se stesso,l'uomo che aveva dominato la Germania e gran parte dell'Europa. Indossava ancora l'uniforme grigio verde delle guardie d'assalto,con cravatta,giacca abbottonata e stivaloni. Al braccio una fascia con una vistosa svastica,per l'ultima volta contrapposta alla bandiera rossa con falce e martello che un giovane tovarisc aveva già issato sul Reichstag. Tutti tacquero temendo l'ennesima e forse estrema sfuriata,ma lui semplicemente disse,mentre il volto gli si rasserenava; "Vi prego,non fate rumore. Io devo dormire".

  (Antonio Spinosa- Hitler il figlio della Germania)




Se è impossibile ignorare la crudeltà cattiva di quella parte che convive a stretto contatto con l'uomo,obbligo è ricordare che il dio maligno sa sempre giocare con Pazienza  anche quando pare un "povero" diavolo di Re che dispensa miele tenendo le manette tintinnanti in tasca.  La maschera è sempre la stessa. Levata la quale non c'è che il crimine,l'odio per chi osa non usare la stessa identica lingua.

Mirka


 "Schlinder?s List  ( Steven Splielberg)















NOTA: L'originale del disegno sopra  impresso nel retro di un vinile è in mio possesso regalato dallo stesso autore.  Il M.Giuseppe Selmi violoncellista di fama mondiale e internato in uno dei Campi di Concentramento  a Dachau. .La foto sotto,sempre in mio possesso è lo studio di casa dove il M.studiava e creava le sue composizioni.

venerdì 24 gennaio 2014

SE SOLO QUEI DUBBI SI TRAMUTASSERO IN CANTI DI LODE




...e infine...     Se Potessi credere  che la spregiudicatezza nel fare politica "unitaria"  rappresentasse un vero e costante sforzo per spostare i rapporti di forze all'interno di un movimento reale, di uno schieramento effettivo,  la trasformazione dall'interno di una coalizione politica e ancora più sociale,NON per un machiavellico travestimento ma per allargare la base popolare,di democrazia,  con l'entrare nei luoghi di lavoro, nei rioni cittadini,nelle piazze NON per aizzare violenza e farla cerscere irrazionalmente sulla spinta oscura di ben altro,ma per manifestare il dissenzo,le vergogne che continuamente si perpetuano ai danni del  Paese,la creazione popolare come  espressione diretta della volontà di lotta dei lavoratori, la valorizzazione "concreta" delle intelligenze femminili rispettandone profondamente le  idee quasi sempre propositive,le contrapposizioni di senso per lo più sempre razionali,concrete         riprenderei  la  Tessera  Del  Partito ,per contribuire anch'io coi "fatti" al suo riconoscimento di politica fine e persino bella, elettrizzante,che tiene conto degli interessi supremi del popolo sovrano.

 Se solo i "dubbi" non mi girassero dal cuore alla testa come formiche che si affannano per  crearsi l'impero sotto e sopra il prato . Se  solo quei dubbi fossero Canti di Lode e non cellule fortemente disorganizzate e con ridotte possibilità di permutazione.   Se. la classe operaia avesse il suo paradiso in Terra prima ancora che in cielo.   Se  il mio caffè non si fosse raffreddato con questi subdoli vermicelli rosa talmente nervosi da sospingermi verso un'indefinibile colore.      Se  Se  Se.          Così mi dissi  questa mattina all'alba  guardando la nebbia agli irti colli nel mentre continuava a scendere, fitta, davanti casa mia.

Mirka




"La mia famiglia "  (C'eravamo tanto amati-G.Gaber)





mercoledì 22 gennaio 2014

L'INSPIEGABILE "SENSO" D 'ARMONIA


...e fu un perfetto flusso circolare di fanciullesca allegria dentro lo scatto,le cose.



M'abbagliarono le case coi segni ancora della notte
i comignoli allegri, il pennello del cielo,
l'inspiegabile "senso" d'armonia in sconosciute dimore 

Scompigliava i giochi il sornione Dioniso
nelle sue forme geometriche  mollemente bilanciate  
Così che l'allegria mi prese in questo giorno
che  l e n to  stava cominciando

un filo tutto da dipanare
io parte principale di un Tutto nel molto da scoprire

Mirka.


"Ombra mai fu"  ( Serse- G.F.Handel )


 


lunedì 20 gennaio 2014

CIAO CLAUDIO E...GRAZIE PER AVERMI INIZIATO ALLA GRANDE BELLEZZA




Ciao Claudio,

forse fu la timidezza che non mi fece varcare quella soglia dei grandi,allora, o la mia (estrema) giovinezza protesa a "cercarsi"  più che a capire il significato dei tuoi occhi brucianti,e in quello che vibrava in ogni tuo gesto,così sicuro e preciso.

Tu chiedevi molto ed esigevi risposte  immediate che ti rassicurassero. Non fui all'altezza delle tue aspettative...allora.

Ma grazie a te posso comunque dichiarare con profondità di sentimento umile, grato  e consapevole,che la mia vita, bella pur nella sua dolorosa e  inquieta ricerca, è cominciata proprio da quel nostro primo incontro nel conservatorio A.Boito di Parma. E fu l'inizio di un  viaggio in Dimensioni alte quanto misteriose  che mi portai sempre appresso, mi furono guida preziosa e caparbia per proseguire un cammino spintadall'aspirazione della perfezione,la cura dell'inaccessibile ideale a prescindere da ogni preoccupazione materiale, le sue implacabili altalene,le prove aspre sempre in attesa e al varco.
A TE, cavaliere di luce universale, vada allora,col mio pianto irrefrenabile e ininterrotto quel GRAZIE  sempre un poco pudico,forse perchè il cuore non sapeva farlo uscire nel subito stupito,come del resto si fa ogni qualvolta si è davanti a un'autentica opera d'arte. Quello appunto che ti appartiene per meriti consolidati e portati a compimento e per quel Mahler a Berlino impossibile da passare all'archivio di memorie se non rinnovandone il rosso degli occhi.

Mirka 

"Kinder-Totenlieder"   (Song on the Death of Children-G.Mahler)


 


venerdì 17 gennaio 2014

UNA POESIA CHE OGGI HO SCELTO PER ME




Quando il sole s'incontra con la luna è rivoluzione in terra come in cielo e le cose tutte, gli uomini,anche gli animali da cortile, s'azzittiscono muti per meraviglia di stupore





IL DESIDERIO E' MORTO

Può morire il desiderio,e
l'uomo essere ancora
un luogo dove la pioggia
si incontra con il sole
meraviglia che non accetta dolore
come in un albero
invernale.

David Herbert Lawrence




Ho scelto questa poesia, oggi per me,perchè ciò che "sento" mi ha trasmesso "intellettualmente" ciò che solo ieri non riuscivo a capire.

Fu emozione quasi dolorosa,la luna stanotte.    E le cose e gli uomini, e gli animali muti,  
Oggi è pace invernale.    Quasi religione che accetta mentre serena si abbandona alla legge del suo compimento.   Dentro... la linfa del sole.    I guizzi, le vampate, il  rosso di battaglie.   Qualcuna vinta,altre solo per sforzo che mai si arrese,che non si può pronosticare e,che così poco ha a che fare coi quei valori creduti e affermati di cui quando si lotta (veramente) se ne è portatori attivi,sicuramente purificati riscattando qualche "lama" di scaglia lasciata nell'angolo più scuro.

Mirka 


Adagio"   ( Samuel Barber)






mercoledì 15 gennaio 2014

QUANDO LA RABBIA "GIUSTA" DIVENTA CONCENTRATO VITAMINICO

...e fu il sentiero non visto ma percepito come odore a determinarne la pista




Di natura sono tendenzialmente conciliante ed evito, quando posso,ogni forma di litigio. Rido e fò ridere  per il gusto di vedermi allargata completamente la faccia e guardare lo stesso allargamento ,lento o improvviso sul volto degli altri.        Sono schiva d'ogni  tipo di chiasso e mi adopero come capolavoro d'arte per non trovarmici dentro.       Sono una persona seria con gli altri, un pò meno con me  stessa, sulla quale rido per le tante incoerenze che prendo come peccati veniali.       Ma sono assolutamente intollerante a ogni forma d'inganno, di fatto o intenzionale,di bugie create per menare l'asino per la cabeza incoraggiandolo con lo zuccherino, sempre  pronto all'uso,purchè resti  tale.  Asino.

Credo di NON avere mai ingannato nessuno.       Bugie si che  ne ho dette e continuerò a dirne,ma quelle non hanno mai recato danno a nessuno.   Sono  gioco e nulla più.     Gioco per alleggerire dai pesi, esaltare la fantasia e l' immaginazione verso un mondo che, forse, volendo,o magari anche inventandolo,potrebbe assumere i colori  che vide nel suo tempo, un  grande come  il Carroll di Alice.         L'incanto schietto.    Quello dei bimbi.    I bimbi che si divertono credendoci davvero,pur percependo che tutto finirà proprio come brucia il fuoco..

Certo,mica ho detto d'essere  un'agnellina o una pecora.     Diciamo che sono una terra buona sempre in fermento,questo si,con sonnacchiose pause di benefico umorismo.   Forse per rinverdire il mio forte istinto di libertà.

Mi è estraneo invece ogni generalizzazione ed è difficile che qualcuno mi senta pontificare di questo o quell'altro.      Parlo della mia esperienza,questo si e se ne parlo usando espressioni assolute è perchè è a me stessa che circoscrivo il mio universo.    Universo che NON voglio cambiare, come NON voglio cambiare il mio modo di sentire e di pormi nei confronti della realtà.     La realtà che vivo e che sperimento con emozione,nel sangue e nel pensiero e che voglio vivere il più intensamente e semplicemente possibile.  Con le mie infinite fragilità (anche se molte di loro sono frutto di condizionamenti).     Quindi rispetto anche loro.  Senza amarle,ovviamente,ma accettandole come elemento portante per restare fedele a ciò che sono.    Col tempo però ho imparato a soffrire meno,giacchè l'orgoglio e la fierezza che riempiva tutta me in quello che pensavo fosse rispetto per le mie convinzioni,era al tempo stesso fonte di profonda inconscia infelicità.

L'età adulta è anche questa.   La conquista di quella "leggerezza" così necessaria per non lasciare ferite aperte.       Anche la mia emotività si è molto modificata.      Non del tutto però,perchè quando ho le prove di  un"odore" strano emesso da  qualcuno che ha giocato "senza divertirsi",salta fuori la giungla e con lei  il ghepardo che vi sta dentro.    Di questo ne sa molto bene la mia amica Carlotta e non solo.

Come per esempio, far passare l'intelligenza per cretineria.        Così  quando questa mattina al milionesimo rinvio d'un pagamento per un lavoro sudato e commissionato,la mosca che da tempo ronzava si è trasformata in artiglio,e "parolaccia". "Ma vai al paese dei merli(nella realtà l'espressione fu più colorita).    Sibilo al gusto verde  (rabbia per essere ancora più chiari) diventata un concentrato vitaminico.    Perche,intuire quello che è realmente,non si può nè stravolgere nè negare,ma contrapporgli un'azione conseguenziale e decisa.     Il minimo giusto per un comportamento disonesto.

"La mente superiore" è si androgina,ma in un'alchimia un pò particolare,dove caratteri femminili sopravvanzano  e di molto,quelli maschili.    Così ho detto a quel datore di lavoro guardandolo dritto negli occhi e con l'assegno per il mio lavoro in mano.    Quanno ce vò ce vò.   Anche se la tristezza  si era impadronita di tutta la mia faccia.

Abbiate fiducia di chi vi sta vicino si, ma.. insieme diffidate.  Sempre.     Qualcuno potrebbe essere  in agguato per derubarvi ciò che voi gli avete messo in mano come  prestito a garanzia di fede riposta bene. .      Alla fine potreste trovarvi dei pidocchi in testa o della puzza  strana per  la casa.  Dall'odore di talpa,di febbre da virus sconosciuto, sicuramente NON di profumo joy  che ti porti alla voluttà nel dilatare i polmoni.      La viola è viola.     Altro è tutto da scoprire.

Mirka







"Casablanca"    (film-Finale)



 

 

lunedì 13 gennaio 2014

ARNOLDO FOA' (Un pensiero e un grazie)

Fiori sempre freschi a Campo Dei Fiori



Ciò che lega gli uni agli altri sono spesso trame fredde e sottili di convenienti eredità. Solo a volte,illuminate da fremiti di purissime labbra.

Questo ho pensato ricordando ARNOLDO FOA'.

Apparisti come "senso" di ricerca che cerca, per poi sparire nel mistero insondabile dell'eterna notte.  Ma ti ringrazio per questo tuo passaggio compiuto.

Mirka  





"Arnoldo  Foa' ( Cos'è la vita- Madre Teresa di Calcutta)


"Adagio" ( Arpeggione Sonata 821- A min F.Schubert)




venerdì 10 gennaio 2014

CONOSCENZA ovvero Mistero quasi buffo

Meglio non indagare su una conoscenza che per natura ci appartiene.  Accettarsi è l'unica vera felicità. fatta d'impenetrabili orgasmi mentali che son fiamma e subito occhi a inseguirne l'incantamento che si sdoppia





L'acquazzone li sbatteva da ogni parte. Prima lui.  Dopo lei.  Ignoravano che l'uragano riguardasse entrambi e che ne sarebbero stati irrimediabilmente travolti.     Cercarono riparo in una casa abbandonata tra covoni e fieno.   Prima lui poi lei.    Così mi confidò, ieri, una donna conosciuta in casa di amici.    E fu conoscenza piena, naturale, dell'uomo e della donna da prima creazione.      Uno scherzo che rivoluzionò la vita di entrambi. pensai osservando la bocca della donna che rideva, il solco fisso nel mezzo della fronte.

Ho incontrato una vecchietta rubiconda e vispa.  Si trascinava un pò ma il suo passo cantava la fretta.    Al braccio teneva una sporta.  Negli occhi una luce.  La salutai e le chiesi cosa nascondesse in quegli occhi.strani e un tantino maliziosi   Mi rispose  "Ho fatto le frittelle di  cipolla per il mio uomo. Lui . ne va matto".    Ridemmo insieme  proprio mentre le usciva un'involontario lamento.  . " Sciatica".  disse  alzando le spalle  senza rallentare il passo..  A me parve di sentirne tutta la fatica, ma con un'energia non partecipabile tanto sapeva d'insondabile forza

La luce di una finestra mi diede il senso del caldo discretamente  coperto da una tendina. S'ntravvedevano ombre in movimento.    Pensai "meglio troncare ogni pensiero in corso.  Sognerò".     E sorrisi stirando involontariamente le gambe, prima compostamente accavallate.    Parevano archetti. Quasi una sfida aperta ai falsetti drogati di brizzolata fede ma di sicura elemosina di rosari per ingraziarsi il divino pane del cielo su lingue da voglie impudiche..

Essere o NON essere,pare essere il dilemma di questa società suicida, che si ingozza di dolci anche se è rigorosamente a dieta.    Questo pensai quando mi prese il sonno.   E mai felicità fu così piena e...volontaria.    La conoscenza ha in sè un movimento che splende silenzioso nella mente per complementarsi nella vita della notte o come idea d'una verità lasciata al mistero delle vene .. e,sicuramente questo ce lo afferma il gatto e qualche volta anche la gallina.

Mirka

"Nel cor più non mi sento" Beethoven-Paisiello -6 variazioni)














NOTA; Questo raccontino chiamato Mistero quasi buffo,è stato modificato all'origine. Mi scuso con chi l'avesse già letto nella sua prima stesura

domenica 5 gennaio 2014

BEFANA


...e noi sperduti orfani a inseguire nomi che un tempo respirarono con noi come musica di cui si è perso il nome dell'autore,   in un dopo pranzo ormai lontano nel tempo, della neve a Roma.






In certi tempi la befana è solo una "vecchiaccia" indisponente, perchè col carbone, porta alla memoria cose che dovrebbero restare ermeticamente chiuse nal baule depositato in soffitta.   Poi...zacchete!   "Lei"  la vecchiaccia, con un colpo ben assestato, trapassa quella soglia (proibita).  Ed ecco saltar fuori una tavola apparecchiata a festa,adulti e ragazzi che girano come trottole, l'allegria che pareva essere lei l'eternità, le calze rosse, gialle, e nere coi puntini blu appese a qualche ramo del grande albero finto, sotto al tavolo o in bocca al gatto di turno, la neve  l e n t a  sul parco di Villa Panphili , le finestre piene di occhi sgranati,slittate,spazzaneve,slalom giganti,cadute e subito in piedi, naso che si mescola col moccolo e la neve,facce liriche come tanti baccelli di oracolo che mai conobbe il nome di sconfitta, una canzone "spazzacamino" cantata a squarciagola, l'ugola a foresta dalle mille tonalità e colori.    Ogni nota era davvero una luna,un sole, un fiocco di neve.

Dedico allora questo post a coloro che possono ricordare la gioia come quella descritta,credere che si può ed esiste.  Crederlo come imperativo.  Un diritto.   Non come figure del sogno di un'altro,ma come la nostra personale terra ferma fosse anche e solo un'itinerario di gherilli di succhi immaginati o di ardente  pensiero sciolto nel sangue.     Una gioia libera e svincolata da qualsiasi nube  intruffolata quale estraneo germoglio,come quella "vecchiaccia" di befana, che oggi è capitata in anticipo su la data prestabilita a incrociarsi su occhi frastornati e appannati per la pioggia.

Ho disfatto l'albero e con lui tutte le sue palle,il piccolo presepe illuminato dal fiato del bue e da quello dell'asino perchè questo me pareva.  (mi viene naturale esprimermi in romanesco quando ricordo un tempo).   Anche quest'anno resta una scia come di luna cresciuta nel giorno anzichè spuntare nelle ore dove più luminosa è la notte e il cielo trova posto nel gran mare dei sogni

La voce roca di marcia e di "odori" è ancora qui come un tempo cristallizzato di perline.   Perchè questo  è il regalo che quella vecchina dispettosa ha lasciato per me stanotte, nella calza lasciata alla finestra semichiusa come faccio sempre.    Domani ci sarà l'ombrello e nuovi odori.      Vivere è immergersi nell'abitudine al nuovo con qualcosa del vecchio  magari appiccicato a un mignolo che non si riesce a scollare.

Mirka


"Lo spazzacamino" (Canzone popolare)





sabato 4 gennaio 2014

BORBOTTII DI BRACE





Cerchiamo Verità nel battito che scivola nel Nulla

Ci si racconta che fu colpa dello specchio se il tocco ritornò alla gamba e lo fermò sul punto più centrato del ginocchio

Silenzioso fu l'orgasmo come un dolore nato sotto cattivi auspici in ventre spalancato a rosa percependo la bufera della guerra

Si venerò il gelo ascoltandolo col fuoco dell'orecchio borbottante litanie

Ruotò a mulinello l'Inconscio superando Platone e Nietzsche svelando ai vivi l'umanità dei morti

Si tennero per buone le invenzioni di quotidiana cronaca trasformandole in trascendenza creativa censura alla virtù  più curioso il vizio

Un conscio per ovatta-premio a una Classe Politica onde  meglio imbrogliare nel fine settimana chi è già "secco" per il tolto dai polpacci

Canta o Musa il Bel Paese smorto in lingua imparata alla tivù mentre consuma la "sua" puzza nell'essudato sporco

Richiama il Che l'ombra di bandana e non annoia perchè fu vita gitana da scoprire tutta anche se interrata

Mi dico vorrei anch'io con la tenerezza stemperare ogni ossessione che sa di frottole o di comiche verità...

perchè fu proprio l'impennata dello stelo a dirmi che il polline viene sempre a primavera dopo l'inverno lungo

E questa è vera poesia.  Poesia di Vita Vera. Anche sbagliando coi rimbombi che bordellano nella testa come vuoti a perdere mentre la poesia muggisce per mammelle gonfie. Il resto son  frottole sul tavolo dispensate a pane e vino.


Mirka





"Vamos por ancho camino""  (Victor Jara)

 


 




Nota: Questo "improvviso"  un pò bluffato nella terminologia giacchè in mattinata l'ho corretto aggiungendo cancellando e rimettendo come fanno i "seriVeri" della poesia.   Son riuscita a placare il mio senso estetico  e tendente al perfezionismo?...Non so.  La spinta era quella,la "ricerca" sempre insoddisfatta.

mercoledì 1 gennaio 2014

IL NUOVO CALENDARIO E SWEET AND LOVELY






Come allora sto gironzolando per casa in deshabillé.   Metto a posto qualche disco,un bicchiere lasciato a metà col suo contenuto giallo che mi ricorda l'urina quando il sangue è denso.     Come allora. ho il volto in fiamme.  Non voglio spiegarmi la ragione.   Brucia e va bene così.    Il cielo è azzurrissimo,oggi,.e l'aria invita a respirarla come quando si gioca a nascondino.  Si aspira,la si trattiene misurando quanto siano allenati i polmoni, la si butta tutta d'un colpo con un sorriso ironico, perchè si consta quanto sia stato grosso il bluff sul tempo di misura.   Comunque,niente è inutile,perchè ogni esperienza  riporta in ogni caso sempre a se stessi.  Così come non m'importa del tempo in questo primo giorno dell'anno.  Che,dissiparlo o sprecarlo mica vuol dire non provare il piacere di viverlo.    Sono una natura generosa, poco incline ad investire in oggetti e in beni materiali.      L'unico bene a cui ho sempre tenuto è l'essere "autentica" in ciò che sento,nella curiosità che mi porta a sfrugularla come una festa straordinaria coi suoi mille imprevisti e ribaltoni.  Non mi riconosco in nessuna morale precostituita,con l'occhio restato puro e lucido  mentre osserva il mondo ma soprattutto se stessa.   E non è poco.   Mi domando solo se questo senso che considero adolescenziale non sia invece un regalo concessomi per delle reali qualità,le scelte,la conquiste faticose che in un certo qual modo la prolungano consapevolmente.  
 Sono felice di non sottostare a nessuna censura, neppure a quella del mio super-io... Che voluttà infrangerle!  Quasi un'afrodisiaco. 

Una voce alla radio sta parlando di Putin e dei suoi oppositori interni.  Per oggi scelgo il disinteresse domani si vedrà... Spengo.  Mi dirigo verso il televisore.   Automaticamente schiaccio il pulsante dell'accensione lo sintonizzo al decoder.   Stanno trasmettendo il Concerto di Capodanno .  Una tradizione bella ma che non mi esalta più come un tempo.    Ascolto un pò, senza lasciarmi coinvolgere anche se la memoria di "quella" Vienna è viva come un'enorme fuoco d'artificio alla Leonardo da Vinci.    D'amblèe mi lampeggia l'improvviso del pronostico sul mio segno zodiacale Il Toro.     Pare sia un'anno vincente.     Questo ha detto Fox.   Speriamo.    So che,in parte, dipenderà da me se le cose mi andranno bene,se le voglio veramente e profondamente se anche la Dea della "casualità" capricciosa dovrà allungarmi  una mano e poi anche un piede.    Comunque vivrò giorno dopo giorno.  

  Ho gli occhi stanchi di persona che non ha dormito, questa notte. Come credo sia stato per tutti nella notte di un'ultimo dell'anno.  Distrattamente  guardo il calendario nuovo che ho messo al muro vicino al televisore. Quello dei gatti. Leggo       
       "Vivi e lascia vivere,come tutti,aiuta sempre,non ferire mai. Questo è il supremo comandamento janista"  Ecco un mondo che vorrei.  Un mondo in cui vivere e serenamente lasciarlo quando Cronos s'incrocerà con Thanatos. Ma io ne sono d'esempio?...Uh!  Troppe opposizioni!  Troppe contraddizioni! Troppo camaleontica l'anima anche se tenacemente integra nella sua essenza impastata di mistica,di aneli carnali, di sesso,di creazione,mistero.   Sbadiglio.   Sento le palpebre farsi pesanti.   Sfioro il divano e la camera da letto.    M'imbatto nella copertina d'un disco ascoltato ieri sera con gli amici "Sweet and Lovely" . Senza pensarci l'ho metto sul piatto.   Piombo sul divano.        Sogno già.  
    
 La vita insegna che, se per tutti esiste la  "sua" croce, la si puà deporre,a volte,  per ritrovare la leggerezza fuori o dentro al sogno.     Il primo giorno del 2014 sta veramente finendo.  Domani i problemi del secondo giorno da affrontare ci saranno proprio tutti.   Da vicino, guardando lontano.

Mirka


Sweet and Lovely"