fiume

fiume
fiume della vita

mercoledì 31 dicembre 2014

AUGURI PER IL NUOVO ANNO 2015




Auguri  santi a tutti coloro,me inclusa, che hanno saputo trasformare il vecchio anno in un Nuovo di Pazienza,di Speranza e di Fiducia malgrado tutti gli sconforti,le paure,i dubbi che ne avrebbero voluto la resa.  Affido allora questi AUGURI all'uccello che grida mentre si libra in volo con le sue piume colorate affinchè li porti là dove non esiste il male.   Un

 grazie ai tanti Uomini sconosciuti e anonimi di buona volontà che continuano a dare riconoscendosi in quello che ho detto sopra e che di ogni muro hanno la capacità di farne fogliame di autentica forza affinchè il Mondo migliori con l'umanità,l'impegno costante che accomuni tutti nella Verità di ricerca,per la Pace,l'Accoglienza,l'Amore spoglio da ogni egoismo. AUGURI

 Mirka









""Amazing Grace" (Tradizionale)



sabato 27 dicembre 2014

TRASFORMAZIONI



Un calice di Amarone cadde sbadatamente sulla bianca neve. Un rubino di luce segnò il Primo Passo Strano.

 Mirka


"Milonga sentimental" 



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mercoledì 24 dicembre 2014

I MIEI AUGURI NATALIZI DIFFERENZIATI





Auguro BENE a tutti coloro che nel tempo mi restarono Amici fedeli e leali nelle alterne vicende della vita.




SERENITÀ e continuità di bene a Maria e a Gianni Bonfà. 

CORAGGIO e Realizzazione sudatamente meritata al poeta Andrea Mariotti che combatte il suo quotidiano da guerriero della terra.

  COMPIMENTO Gioioso d'Amore a Mirella anima vibrante di autentica Fede testimoniata dai fatti senza rumore di vanità per farlo sapere.

 PROSPERITÀ Lavoro Salute e Crescita Evolutiva forte ed Armoniosa alla MIA FAMIGLIA dono  prezioso avuto in prestito e del quale spero d'aver contribuito a concentrare e ad allargare con Amore Consapevole quanto disinteressato ogni Valore  universale al di fuori da ogni egoistico tornaconto.

 A "ME MEDESIMA" auguro di ritrovare quella GIOIA persa e lasciata sul treno di quest'anno pesante e così lungo da non sapere più che ebbe a  chiamarsi Anno 2014.


 A TUTTI GLI ALTRI  

 Agli Impostori,agli Imbroglioni, ai Disonesti, ai Blablablablera,ai BaciaPile, alle Lingue doppie dal cuore ancor più doppio,ai Perbenisti trasformatori abili di feticci agitati a concrete pseudo fasulle opere di bene,agli Untori canaglie che, della vita ne fecero finzione permanente,agli Occulti Giocatori di Scacchi tesi a truffare chi con  ingenua fiducia sperava nell'Intelligenza più che a  un preciso lavoro tecnico studiato su altrettante mosse precise e ciniche. A chi della vita fece solo una febbrile Competizione rincorrendo il lampione elettrico pieno di fuliggine e fumo anzichè fermarsi alla vecchia romantica luna,a riflettere su un fiore cresciuto nel tunnel di una strada. Auguro e affido questi miei auguri all'Implacabile Legge Del Triplo (fai una buona azione e ti ritornerà indietro 3 volte,fai una cattiva azione e ti ritornerà indietro 3 volte). Senz'altro aggiungere SO con certezza che nel Tempo stabilito da quelle stesse Leggi tutto prenderà la strada che con giustizia e tranquillità aspetta. 

 IN LETIZIA BUONE FESTE E A PRESTO.


 Mirka


"Go Down Moses"





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lunedì 22 dicembre 2014

FRIGIDA LUNA



Frigida sei,luna, stasera.
Giochi sulla sete 
come ambrosia che si ofre

 e subito svanisce
riverberi di ludica aurora richiami
 nostalgia e  rancore.
Liberi metterò sopra i fili del telefono i sogni
 e più non te li affiderò. Così mi ripeto
 mentre in cuor mio li invoco e di me rido.


Mirka









   "Free we-are free"11





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domenica 21 dicembre 2014

L'ALBERO DI NATALE

Ci sono cose che ti porterai sempre con te


 Quella che ricordo è una casa piccina. Piccina come quella della cartolina che ho postato. Quattro stanzette quadrate,una stufa di ghisa al centro della cucina,le erbe odorose sul piccolo terrazzo anch'esso quadrato,un pezzetto quadrato di terra dove si raccoglievano le verdure di stagione,un albero di nespole e uno di mela, pioppi in fila cone una processione, il chiacchericcio di un ruscello compagno di tanti sogni audaci,la ferrovia poco distante e tanto tanto verde.  Uccelli d'ogni tipo da parere aria loro stessi.  La campana della Chiesa portava sempre alla casetta i suoi rintocchi a cominciare dall'alba per arrivare a quelli del vespro la sera.  La casetta era un brulicare alacre di vita lavorativa frammentata dall'improvviso di un canto,qualche parola necessaria per comunicare o dare corpo a una presenza.  Chi lavava i panni nel grande mastello di legno,chi li stendeva e poi li stirava,chi cuciva vestiti bellissimi,qualcuno anche per me e che io indossavo davanti al grande specchio distraendomi perchè spostavo continuamente gli occhi al mistero dell'adolescente in sboccio che vi vedevo riflessa e alla quale ponevo domande scottanti senza mai averne risposta se non attraverso odori acri primitivi genuini che mi facevano scostare bruscamente da quel corpo acerbo ma capace di formulare pensieri così impudichi, che io consideravo peccaminosi pur sentendo nel profondo del cuore che non lo erano.  C'era chi lavorava ai fornelli nell'attesa che arrivasse l'ora per apparecchiare la tavola tendendo l'orecchio all'uscio da dove si sarebbe stagliata l'imponente figura del "gran capo" ,il nonno. Così lo si chiamava.   Il nonno  "gran capo" si chiamava Luigi,ma tutti lo chiamavano Gigion.  Era ferroviere ma con un talento naturale per il disegno,le caricature,le piccole sculture,una manualità straordinaria da suscitare in tutti meraviglia e piacere.  Piuttosto autoritario da mettere soggezione ma buono.  Una bontà rude e semplice che con generosità elargiva agli abitanti della casetta assicurando il nutrimento e tutto ciò che era nelle sue forze offrire. Tutti lo temevano meno la sottoscritta che,appena ne intravvedeva l'ombra sulla porta, gli si abbarbicava sino a quando aveva la certezza che si fosse seduto su una delle grandi sedie di legno impagliate e quadrate anche loro. Lei allora le si stendeva ai piedi protendendo tutto il volto ad ascoltare le sue storie incredibili,forse inventate o forse anche no,le trame delle opere raccontate con modulazione di voce e toni da provare la sensazione d'essere a teatro,ascoltare le canzoni della tradizione emiliana e qualche classica napoletana o pezzi d'opera.  Perchè il nonno aveva una gran bella voce di basso e intonatissima.  Il nonno non era credente come del resto nessun componente di quella casetta però si respirava una sorta di religioso rispetto nell'osservare i santi del calendario,riportando qualche spezzone di vita diventata miracolo o leggenda.  Un miscuglio di visibile e non,di speranze e d'oltre che puntualmente si allontanavano con le docce fredde della realtà,delle lotte sulle ingiustizie mai vinte, sul vivere senza che gli esiti positivi incoraggiassero le speranze a farsi concreto filo conduttore.  Credo che il nonno fosse anarchico sino all'ultimo pezzettino delle sue viscere anche se all 'esterno non lo diede mai a vedere, ligio com'era alle leggi sino all'inverosimile. Ecco. In quella casa piccina ho passato la mia infanzia. Serena. Poi gli anni del collegio e di nuovo ancora per un poco lì.      Il collegio. Sette oscuri durissimi anni per quanto lo studio del pianoforte e della recitazione riuscissero a far guizzare,a volte,la mia individualità tendente alla chiusura e a un riserbo che indirizzava alla timidezza. Eppure fu proprio là, dove imparai che la realtà non è mai scissa dall'apparenza,anzi più apparenza che sostanza,e appresi l'arte del sapersi "ruffianare" qualcuno che "contasse"  per addolcire il peso di un quotidiano che altrimenti sarebbe stato insostenibile.  Per me fu la protezione della Superiora  (Madre Badessa) e di qualche altra monaca "che valeva" avendomi preso a ben volere e risparmiandomi (almeno) le levatacce mattutine delle 5. Come sopra detto in quella casetta non si recitavano le giaculatorie ma si era osservanti delle tradizioni,delle Feste Raccomandate. In prossimità del Natale un tavolo della cucina veniva sgombrato. Lo si metteva davanti a una parete e da lì partivano i preparativi per "creare" il Presepe. Dico "creare" perchè quello che saltava fuori alla fine era un autentica opera d'arte. Un capolavoro da esporre agli occhi di tutti e del quale restare a bocca aperta. Le statuine erano in terracotta e colorate fatte tutte dal nonno. Chissà che fine hanno fatto!  Il muschio sempre rinnovato e fresco,l'acqua che zampillava di qua e di là,il grande cielo azzurro con le stelle sulla parete sopra al presepe.  Ma non c'era l'uso dell'albero. E a me questo mancava anche se questo desiderio mortificato me lo custodivo dentro di me. Poi un bel giorno "qualcuno" entrò nel segreto del mio cuore e pensò di regalarmi un pino vero.  Potevo avere 14 anni e da pochi mesi ero uscita dal collegio. Ruppi il salvadanaio e con il mucchietto tintinnante di monete, col cuore che batteva forte andai a prendere tutto del più e tutto del meglio per addobbare quel magnifico albero. La casetta ora era un via vai silenzioso di gente che sostava,guardava incantata l'albero e guardava me,sorrideva,esclamava oh di meraviglia e velocemente si asciugava una lacrima lasciando in silenzio la casa. Io risplendente come un faro.  Un faro di luce rubato a ogni palla colorata appesa all'albero.  Ma soprattutto rubata alla Gioia trattenuta a fatica ed esplosa ad incendio su tutto il mio m.60 che per l'evento parevano cresciuti il doppio. E non ci fu verso, urlo o preghiera a smuovermi da lì. Neppure la notte. A mezzanotte la campana della piccola chiesa cominciò ad annunciare con la festosità dei suoi rintocchi il rinnovamento del Prodigio,riportando a me una musica mai sentita prima. "Silent night". Un presagio di continuità nel miracolo natalizio. Qualche anno dopo mi chiesero d'incidere quella canzone in un disco. Cosa che feci con la voce di un Cielo pieno di stelle bagnate ricordando quell'Avvenimento misterioso,strano, gioioso. Ancora oggi,a distanza di anni è tutto davanti a me,l'aria fredda quando volli spalancare la finestra,il canto di un uccello,l'acqua gelata del ruscelli che mandava bagliori argentati, il mio corpo un fuoco di vibrazione.  Un tutto- Uno con la Gioia,con la natura,con Dio e senza più alcun sentimento d'invidia per la vicina con l'albero ritenuto il più bello della cittadina dove abitavo.
 Mirka

 "Silent Nigth"




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domenica 14 dicembre 2014

SPECCHIO





Uno specchio è a terra.    Ai miei piedi tante piccole schegge luminose.    Dentro vedo  il riflesso  del pianto per ogni fatica  la gioia per ogni conquista.   Moltiplicati e sempre Una.    In ogni frammento vedo l'intero  della mia anima.   Ognuna di quelle piccole schegge risuona e io le ascolto senza mai averne a noia.     Lì è la mia dimora.    Niente entrerá se io non  voglio.    Nessun vento ostile, solo il dolce  zefiro perchè rimescoli la gioia le dia sapore di buon  frutto maturo,ne faccia gran festa.

Mirka



"Eine klaine nachtmusik  (kV 505 W.A.Mozart)





venerdì 12 dicembre 2014

INVOCAZIONE COSÌ







Mi piace andar per chiese, così.  Raccoglierne la sacralità del mistero, indugiare sul volto delle Madonne, penetrare la dolcezza dei loro volti.  Perchè non c'è Madonna che,insieme alla bellezza non mi comunichi anche la dolcezza.  Se mi soffermo a pensare è sempre stato così.  Un mio doppio mai perduto anche quando l'arroganza della giovinezza mi dava vincente su ogni battaglia. Forse,chissà,un filo interiore sottilissimo che non poteva sottoporsi all'usura del tempo. Il mio personale miracolo.  Può anche mettermi a disagio il cupo di certe chiese,a volte persino paura, la voglia d'andar subito via,ma quando,sul procinto di farlo m'imbatto nell'effige di un volto di Madonna, ai brividi di freddo che hanno girato per tutto il mio corpo subentra una tranquillità protettiva  risonante di echi misteriosi come di prima vita cariche di forza alla quale io attingo. Quella che dovevo sentire quando stavo nel ventre di mia madre.  Così è stato sino alla maturità di adesso assumendo uno spessore concreto non più casuale ma necessario perchè mi porta a delle radici con le quali apro un dialogo, libero,sincero,autonomo,fluido e scorrevole, dove la mia solitudine, fierissima e custodita gelosamente scompare ed evapora in un prodigio riconosciuto attraverso Lei, luce trasmettitrice che con sicurezza guida. Al di là del bene e del male,del dolore e persino di quella gioia sentita da me come vocazione di vita espressa nella musica,nel canto,nella poesia,in ogni forma di bellezza,nell'Amore,negli scambi veri con gli uomini.   Così è stato ieri nella Chiesa di s.Maria della Liberatrice al testaccio. Era sera e tutto era avvolto dal buio se non per qualche guizzo di luce mandata dalle candele che rendeva ancora più inquietante il posto,la coralità biascicata dei recitanti il rosario. Avevo fatto solo pochi passi dalla porta e senza esitare voltai le spalle all'altare e a quell'atmosfera lugubre per incamminarmi fuori. Volevo respirare l'aria dei vivi fosse pure mischiata al puzzo dei mercati sfatti, dalla monnezza che usciva dai bidoni stracolmi,quando l'occhio mi cadde su una scultura di Madonna col Bambino. E all'improvviso fui Figlia di quel grembo.   In borsa tenevo un quaderno e penna e di getto in piedi indifferente a tutto mi venne di scrivere questo.

 O Madre,umile ancella di  Dio,sei sbocciata come candido giglio nella palude della corruzione. Tu,donna del Si,sei il prezioso scrigno in cui il Dio ha riposto  il mistero della Resurrezione. Del tuo divino Figlio,tu donna del Si,sei stata mamma,sorella,figlia,discepolo; hai gioito nel cullarlo,hai pregato nell'ascoltarlo,hai sofferto nel vederlo in croce. E dalla croce Tu,donna del Si,sei diventata  Madre di tutti. Nella trasfigurazione sento la tua carezza.  Dalla mano di mia madre vedo il tuo sorriso, attraverso il suo assaporo l'amore di Dio profuso inTe e quello che fu il suo sguardo dolcissimo. A Te,donna del Si,consacro i miei smarrimenti, i miei dubbi,le mie ripetute inquietudini,le impennate,gli sbalzi, affinchè diventino cuore pieno  per Te. Accettalo,è tuo per quell'eternità ch'io percepisco attraverso le stagioni,il sole e le stelle,l'idiozia degli uomini e altro senza poter spiegare. O Madre nostra e mia,bellezza purissima, nostra e mia Consolatrice,prega per noi,per me. Tienimi sotto la Tua alta protezione finchè tutto il mio tempo si sia compiuto. Tu sai, mi conosci e intera mi accetti. Che la mia debolezza diventi con Te e attraverso Te la mia forza,la mia unica arma che con Amore abbraccia mentre si abbraccia. Io anima rivoluzionaria nel paradosso di un volo che bevve ogni goccia di quel fiume d'acqua dura che si chiama vita. Colpevole in contumacia d'essere stata dalla parte dei perdenti, proclamando sempre e comunque la cittadinanza per tutti come diritto universale,a mò di bandiera che sventola mossa dalla coralità di un libero canto. A Te affido anche questo affinchè Tu ne tenga il giusto conto quando sarà. Grazie,un bacio.

Mirka

"Sogno di libertà" ( M.Theodorakis)


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domenica 7 dicembre 2014

SE LA CAVERÀ




 Ieri ero con la mia nipotina di un anno e mezzo. La osservavo, in silenzio,alternando l'attenzione con qualche bacio fuori da ogni pensiero. Mi ha fatto vedere i suoi giochi e il coniglietto di peluche,poi ha indicato con determinazione il computer portatile del suo papà. Lui ha capito immediatamente la volontà della bimba. Ha aperto il computer,ha preso sulle ginocchia la piccola e ha digitato you tube su un cartone animato. Il video era della serie della Peppa (mi hanno detto che i bimbi l'amano molto).  Io davo un'occhio al video,tre alla bimba,mezzo all'orologio. Ero stanca,molto stanca per una giornata piuttosto intensa e movimentata. Anche il suo papà lo era,avrebbe dovuto accompagnarmi a casa e ritornare alla sua dove l'aspettava una cena di lavoro,la partita di calcio (fiorentina-juventus). Lui tifa per la fiorentina e non se n'è perde una. Tra di noi passa un veloce scambio di sguardi. Lui capisce e dice alla bimba. Saluta la nonna che va via,mandale un bacino. La bimba sorride distrattamente,quasi per una reazione involontaria provocata dalla stessa parola evocante positivita,(bacini) poi con la manina mi fa ciao e mi manda due baci senza alzare gli occhi dal video. Come fanno i grandi quando hanno imparato come va il mondo i rapporti tra gli umani,interagendo con loro.
 La cosa mi ha molto impressionato e,con orgoglio appena un pò velato di malinconia mi son detta: "Se la caverà nella vita"  Carattere,personalità,simpatia,carisma e diplomazia non le mancano. Tutti ottimi ingredienti di armi e scudo  per affrontare col piede giusto l'attraversata...e  vincere.  Se avrà anche la fortuna come alleata e amica. 

 È una bella famiglia questa. Non da Mulino Bianco nè da quella sognata dal Duce,e neppure dallo sgranocchiare di giaculatorie e ave. Ma si respira Amore Responsabile e condiviso che fa di ogni sforzo e fatica  (dura reale vera) una concquista di "gradini" su dei NO affermati nel profondo di sè e qualcuno anche fuori per dare spinta ai Sogni di vita affinchè prendano il sopravvento  su quei "nati vecchi"  o di quei giovani diventati "prematuramente" vecchi tradendo il buono (faticoso) a favore di quella gabbia  di "benpensanti" da caffè  consumato con l'occhio guardingo. Perchè chi lavora coi sogni per compagni a presso, sa di sfondare la porta della primavera severa solo verso chi l'ha fucilata  per cieca egoistica stupidità  fatta tarlo che rode il futuro con occhi tristi costantemente rivolti alle tasche per far loro da guardia. Risultato tutto da vedere con chi regolerà i conti da Giudice giusto di un'unica regola. Un Bene  investito affinchè altro Bene produca.  (diario)





 Mirka


 "La Peppa" ( Cartone animato)






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LA TELEFONATA





 Mi sono svegliata con l'eco di una telefonata. Un sogno che pareva vero e non lo era.. Ciao ragazza,come ti va? Bene. Qui ci sono tanti colori di albe meriggi tramonti talmente intensi e belli da bruciare gli occhi. Una bugia bellissima che poteva fare male solo a me stessa.   E tu? Bene mi mancano solo i tuoi sogni. Ma sono vecchio. Vecchio anche per questo. Quella voce non l'ho più sentita e ancora oggi mi chiedo se mai ci sia stata anche se so con certezza che da ogni anagrafe il suo nome è sparito per sempre. Nell'aria il rimpianto per non aver dato spessore di forza a quelle ali di gabbiano invecchiate dall'eternità del gioco. Righe luminose e d'ombra lasciate ora alla guerra tra vento e sole.  La mia stupida meravigliosa bugia che male doveva fare solo a me stessa.


 Mirka


 "Sogna ragazzo,sogna" ( R.Vecchioni)





iare

sabato 6 dicembre 2014

DEI TANTI SBAGLI UNO SENZA RIMORSO




Che altro potrei aggiungere se non che,tu,fra i tanti sbagli,fosti il solo a resistere senza procurarmene il  rimorso?  Quasi un compito asimmetrico di un'dea nata dall'improvviso di un'intuizione senza per questo modificare l'evoluzione reale se non per  trasfigurarla in verità appena percepita sul brivido della pelle liberata dai vestiti.   Un perfetto ordito nel fondo misterioso del fondale dove i segni e le figure s'intrecciano modificandosi per reinventarsi agli occhi senza cambiare la loro forma originaria.  Solo  i tempi,stranamente,non combaciarono mai.  Chiaro invece fu sempre a noi stessi  il suo dizionario segreto.

Mirka





"Lover man"




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martedì 2 dicembre 2014

IL CEFFONE



 Per lui era l'Intoccabile Indescrivibile e,quando qualcuna osò  dire il contrario gli mollò un ceffone così forte e sonante da romperle il timpano. A volte torna in mente quel racconto. Forza d'amore capace di trasformare una persona  irruenta per temperamento si, ma fondamentalmente mitissima e profondamente buona in violenta forza d'uragano.  A volte ritorna la visione di quella  piccola stanza di pensione all'ultimo piano d'una via centrale di una grande città,la stufetta accesa giorno e notte d'inverno,il lampione giallo all'imbrunire, i libri seminati come primule o margherite,la Musica nell'aria dentro e fuori stanza,i Sogni belli a cuscino,baionette allegre con la prima luce del giorno.  A volte ritorna  quel ricordo con la prepotenza di un vento primaverile a riempire di dolcezza ogni angolo della casa, l'esilio,la Patria ancora tutta da scoprire. A volte  esplodono le cose e non fanno male.

Mirka

"Adagio"( G. min-Tomaso Albinoni)





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lunedì 1 dicembre 2014

E MENTRE RESPIRAVO ERA LIBERTÀ MA




  Immaginai di trovarmi su una libera terra.   Con la giovinezza non ancora contaminata dalle ombre degli insulti,dai roventi quanto incerti minuti.   Ma fu solo sillaba di fuoco su sabbiz bagnata.  Muta.  Immaginazione con un futuro a breve termine.  Pulviscolo di Casa mentre si discorre.


 Mirka

 "O kaimos"  (M. Theodorakis)






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I TANTI MODI





Molti sono i modi d'amare,ma quello fuori da egoistici fini anche se esclusivo è Opera di fini cultori della vita sottile o Sotto pelle.  Scienza di unità che supera ogni regola se non quella scritta dentro il sapere del cuore,il suo dritto sentiero con le sue mille soste, indugi,deviazioni,ma con un codice ben radicato che non distoglie dalla meta. Coordinate che abbisognano della sperimentazione per svilupparsi,crescere,giocare senza mai distrarsi veramente. Un soffio,forse,di quell'eternità parallela che ci vive accanto e,che, spesso ignoriamo per non anticiparne l'impronta su un calco senza più parola.

Mirka



"Consolazione"  ( N.3- D.Flat Major  F.Lisz)






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