fiume

fiume
fiume della vita

domenica 30 novembre 2014

CONDOMINIO


 Continuo a meravigliarmi quando qualcuno che NON mi conosce suona alla porta  e mi dice: "Volevo salutarla e chiederle come sta. Lei ha un volto che mi piace. Mi è piaciuto da subito".  E allora sono io a chiedermi se la mia faccia abbia qualcosa di buffo da fermare la gente Tra me e me intanto pensavo " Non ho più il merlo canterino che mi viene a svegliare ma l'improvviso di un volto gentile.. 


 Mirka



"My funny Valentine"


sabato 29 novembre 2014

IL MESSAGGIO LASCIAMI RIPOSARE




 Ricordo in modo vago quello che invece  precedette con chiarezza la scena del sogno che ho fatto questa notte.  Era notte, ero alla guida (o forse eravamo in due) di un'auto forse neppure mia.  Credo fosse una berlina di colore verde oliva o piombo militare e mi dirigevo o ci dirigevamo verso la casa di Barbara,la Tata che avevo quando i miei figli erano piccoli. La motivazione di quella direzione mi sfugge.  Anche le strade non mi erano molto familiari.  Poco distante dalla casa verso cui si era diretti,sapevo esservi l'abitazione di mia madre. Volevo chiamarla al telefono per avvisarla del mio arrivo,ma non avevo il cellulare e non ricordavo il numero. Pensai (o pensammo) di recarci da lei di persona anche senza avvisarla. Le avremmo fatto una sorpresa. Ed eccoci davanti alla sua casa.   Al posto delle mura c'erano dei vetri. Dei vetri molto spessi dai quali però si poteva scorgere un'immensa luce gialla. Una luce che non faceva male agli occhi,nè li abbagliava,ma infondeva sicurezza,tranquillità. Però non permetteva di vedere nulla all'interno. Il campanello mancava,così presi a  battere i vetri aumentando di forza come fossero pugni. Nulla. Nessun segno di presenza. Lei non sentiva. Nel centro della camera potevo scorgere un letto. Un letto di luce. Delusi ritornammo alla macchina dove sapevamo essere in attesa una piccolina,la Tata (?) e un'altra persona che non decifrai. Perplessa e un pò stranita salii in macchina preoccupata per la strada da fare,ma animata fermamente dalla volontà di  riportarli a casa. La notte era al suo colmo. Avevo paura,angosciata di non riuscire a trovare le strade giuste,ma la determinazione di farcela superavano la stessa paura, in me il senso profondo  che ci sarei riuscita.   Cosa ho capito di quel sogno circoscritto alla casa di mia madre, coi vetri spessi come pareti,con la  luce diffusa anche sul letto ma senza poterla vedere?  Forse nella "nostalgia"  (acutissima a volte) che mi prende e che vorrebbe portarmi a lei, sta il contrapposto, invece, nel dovere di proseguire un cammino anche quando la stanchezza,le incognite,le difficoltà, vorrebbero orientarmi all'idea del "non senso" a continuare la navigazione in quel lungo fiume che si chiama vita. Spesso quando il mio spirito si congiunge al suo, la invoco e la imploro. Forse sbaglio, giacchè debbo pensare a un'altro "dovere". Quello dovuto, col rispetto,verso chi ha fatto ciò che doveva quando era in terra e vivo,nel poi... il diritto al  suo riposo eterno a meno che non le sia concesso qualche invisibile essenziale intervento che ne testimoni anche la presenza con segni riconoscibili. A me,viva,il dovere d'assecondare la spinta di volontà che mi viene dal profondo per proseguire l'incognita del viaggio. So per certo, comunque, che quel letto di luce era il segno visibile di tutto il suo amore per me. E sarà proprio lui a far si che trovi sempre la strada giusta per me. Che l'Amore è il senza Tempo, l'immutabile. Vivo anche ora che è sparito ai miei occhi fisici. E non importa se nell'anima ha lasciato il buco di quella sua mano fermamente dolce e sempre tesa.    È solo il gioco del nascondino che si faceva da piccoli per riapparire,a sorpresa, e più ridente che mai.   Perchè l'Amore non smette d'esistere. E lei lo dava pieno, totale, incondizionato e senza aspettarsi nulla. Forse neppure un sorriso.  Quello sarebbe apparso dopo.  Dopo la sorpresa dell'inaspettato Dono e averne compreso la nobile grandezza.

 Mirka


"Après d'un rève" (G.Faurè)





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LE DIVERSE STAGIONI




Quando ero adolescente m'inzuppavo nei versi di Cesare Pavese e piangevo senza sapere perchè mi venisse così naturale-

Da adulta mi drogavo del sapere di Pier Paolo Pasolini e sapevo perchè non ne potessi fare a meno.

Ora che sono grande anche di Tempo cerco John Keats perchè mi rasserena da ogni nube d'incipiente paura.

Mirka 



ODE

O pura attica forma! Leggiadro atteggiamento,
cui d'uomini e fanciulle
e rami ed erbe calpestano intorno
fregio di marmo chiude,
invano invano il pensier nostro ardendo
fino a te si consuma,
pari all'eternità,fredda,silente,
imperturbata effige.
Quando del tempo devastata e vinta,
questa or viva progenie anche cadrà,
fra diverso dolore,amica all'uomo,
rimarrai tu sola,
"Bellezza è Verità". Questo a voi,
sopra la terra,di sapere è dato:
Questo,non altro,a voi,sopra la terra,
è bastante sapere.

John Keats

Than ours,a friend to man...
Beauthy is truth,truth beauthy,thath is all
Ye know on earth,and all ye need to know.



"Inno Alla Gioia" ( L.V.Beethoven)


   
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venerdì 28 novembre 2014

L'INGANNO VIBRÒ MA



Carne tesa a sorriso nell'insidia che da imbuto si fa chiazza Bruniti cristalli atterrati su ferite acciottolate e infette.  Millepiedi in festa di strada il cui senso sta nella polvere che al fresco dell'erba si confonde.  Lenza illusa dal pesce mentre si arrossa l'acqua e trilla.  Un'ombrello pesante d'acqua silenziosa oscillante di luci e ombre Spaccio di bugie dispensate come prologo tintillante sorgente di montagna.   Pugno di poesie regalate con altera fierezza che solo a una regina.   Fu freddo inganno premeditato con profondità di fiato ma...riposa in pace..  Nella lunga vita nessuno è esente da colpa se di primavera non c'è fresco l'abbraccio.

Mirka

Cotrappuntus"  ( Dall'Arte Della Fuga - J.S.Bach )



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mercoledì 26 novembre 2014

LUCE E TEMPORALE


Sgocciola l'ignoto in quella piccola luce che oscilla mentre il temporale fuori.  E io la guardo e un poco mi rabbuia.  È un dire di straniero in patria che flirta coi fuochi della notte e un soffio sospeso sopra un fiume.  Mi cullano le braccia come cuna che protegge e rasserena il cuore.

Mirka


 "Vero Vergine Maria" (Canto ortodosso rumeno)



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martedì 25 novembre 2014

A CIASCUNO LA SUA PARTE



Molto diedi per passione, ricambiata spesso o tanto per finzione di passione.  Fui abile è vero a "tessere" quella tela che si chiama vita senza tradire il dono che lei stessa m'aveva messo a mezzo fra i due occhi.  Lucidamente consapevole che di quel tanto,molto si sarebbe maltrattato o finito nella nebbia del refuso.  Molta fu la condivisione ma molta anche la finzione "altrui".  Eppure passai tra le fiamme senza bruciarmi se non la parte a "specchio" che pensò la pioggia a proteggerne la carne.  E ora che posso guardare dall'alto tutti i tempi,non fa poi tanto più male di uno spillo spinto fuoti dal dito.  Un pò di compatimento,un pò di pena un piccolo dolore e via.  Tutto sommato fu palcoscenico di uno stesso teatro dove si recitò un pò tutti.  Qualcuno senza smania d'ammissione,io nell'unica via concessa. Un'inutile limpida rissa di zampilli.


 Mirka

  Petruska (I. Stravinsky)


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lunedì 24 novembre 2014

DEL RIPORTARE IN VITA





A cosa serve un ricordo,un preciso ricordo che torna come quella rondine scappata dal nido frugato da mano  pirata?   A nulla.  Se non al rinnovarsi di una piena che rompe ogni argine che ancora salva.   Mortale piuma d'assenzio.   Flebile suono che si impone al cosmo immortalandone il volo fuori da ogni meta.   Guida a luminosa Stella generativa di nuovi moti unitari.   Mia estasi da cui trarrà origine anche l'oblio d'ogni pena e dolore restituendomi  la mia innocenza originaria.

Mirka


" Rondine al nido"





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domenica 23 novembre 2014

AL TERMINE DEL SOLE





Echi.  Un rigurgito di memoria emozionale.  Un pò di colla fra le dita.  Una nota fissa.  Il Tempo prima che il buio.
 Mirka



"Adagietto" ( V Sinfonia-G.Malher)


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venerdì 21 novembre 2014

I LADRI DI INTERNET E NON SOLO






Volevo scrivere due righe a cominciare dal titolo ma c'ho ripensato. Con la Musica non si sbaglia mai.

Mirka







"Sono andati" (Boheme -atto Iv-G.Puccini)








giovedì 20 novembre 2014

LA GOCCIA



O







 Si fermò sull'orlo delle ciglia e ivi sostò. Poi cominciò la discesa. Lenta. Incerta. In frenetica corsa. E in qualche punto non ben definito continuò a scavare. Impavida implacabile e ribelle. Metallo sulla rosa. Freddo sul marmo.
 Mirka
 
"Sequenza III" (L.Berio)

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martedì 18 novembre 2014

IL PIANTO DI UNA DONNA È IL PIANTO DELLO STESSO DIO

 State molto attenti a non far piangere una donna,che poi Dio conta le sue lacrime!

  
 La donna è uscita dalle costole dell'uomo; non dai piedi perchè dovesse essere calpestata,nè dalla testa per essere superiore,ma dal fianco per essere uguale.  Un pò più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata.(Dal Talmud)
 A questo ho pensato quando involontatiamente mi sono trovata ad assistere al pianto di una donna sull'autobus che mi portava verso casa.
 Mirka



"Tienimi per mano (Hermann Hasse)




 "

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domenica 16 novembre 2014

SOLO NEL BECCO IL PESO





Stanotte ti ho visto in sogno,amore.  Avevi il tabarro sino agli occhi eppure ti ho riconosciuto senza nuvola di dubbio. Ma... rapido sparisti alla mia vista proprio mentre trattenevo con astuzia un lembo del mantello. Nella memoria d'occhi il grido libero d'uccello. L'Elulu  della Partita col Tempo che non bara. Solo nel becco lo stridore d'un segreto. Peso che mai sapremo se non per lo scalpitare sordo di zoccoli lontani. E intanto il giorno tira vento e taglia il rosa delle guance. Il sogno?  Una pozzanghera d'acqua con dentro mezzo cielo.


 Mirka




 "Hope i don't fall in love with you" (Tom Waits)





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sabato 15 novembre 2014

IN OGNI COSTOLA





Ti cercai come costola  (osso) d'uomo.  Spinta dalla curiosità regalata dalla la Gioia.  Ma qualcosa è andato storto.  A volte piango ancora grazie al mio cuore non indurito da quei piedi  che inutilmente cercarono di calpestarlo.  E' questa la mia rivincita sul male.  Resurrezione senza voce imperiosa che dica.  Gioia che, a "quella" costola si attacca e incollata muore nel rituale di piccoli gesti mentre accendono il lumino congiunto all'eternità di un ritmo ancora sconosciuto.

Mirka
 "Rosa del ciel" (C.Monteverdi)



 "In un fiorito prato" ( Orfeo -Claudio Monteverdi)






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giovedì 13 novembre 2014

LIBERA NOS DOMINE





Liberaci da tutti i mali o Signore, ma se proprio qualche male ce lo dobbiamo masticare,liberaci o Signore dall'ipocrisia del SI quando il No ci sbatte dentro. E noi ringraziandoti continueremo a ricomporre ogni tramonto per inseguire l'alba del giorno nuovo.

Mirka


 "Libera nos Domine" (F.Guccini)





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mercoledì 12 novembre 2014

QUEL GIORNO E IN QUELL'ORA




Balenò come un lampo che precede il tuono quel numero di casa,il giorno,l'ora. Sussultarono le viscere come un figlio al sesto mese.  Stavi sulla porta con la mano alzata a benedirmi con la croce del saluto. Impalpabile il sentore del sangue che fiuta il marmo sulla pelle. Una lacrima cascò oh lo ricordo bene nel suo splendore di fiducia mesta. Attorno l'aria degli orfani la solitudine che diventa forza.   L'addio gentile all'apicentro di un cerchio con dentro il suono dei tuoi passi.



Mirka

 "Allegro ma non troppo" ( concerto N. 18 E. minor- G.B.Viotti)







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martedì 11 novembre 2014

DELLO STESSO FIUME




Come due sponde infuocate dello stesso fiume siamo arrivati a sera.  Là dove tutto si confonde e fermentano gli umori della terra.  La vita ha sembianze di sogno.  Noi un pò tutto di questa realtà trasognata.  Attori principali,comparse,spettatori.  Solo il Regista è l'Invisibile che sentiamo mentre ci accompagna dove non si sa.   Sul filo di un ipnotico flauto,  su una nota ostinata a Faro,  un brontolio lontano di tamburo che solo l'orecchio "fine" raccoglie o nel fascio di luna  che taglia e subito sparisce.  Sapore di lima in quel bracere di turchina luce. Acqua dello stesso Fiume che le sponde ha unito.  Nascimento mentre trascolorando muta.

 Mirka
 "Clair de lune" (C. Debussy)




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lunedì 10 novembre 2014

CONSAPEVOLEZZA






 No.

Non sono una coniglia anche quando tremo come una foglia battuta dal vento.  Disse la donna con voce chiara e tranquilla a un provocatore che la sfidava ad ammettere il contrario.  E nella sua piccola statura parve più alta agli occhi di tutti.

Mirka
"Rhapsody"  (S.Rachmanonoff)
 

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domenica 9 novembre 2014

PICCOLO CUORE








Piccolo cuore mio quanta strada!   Fin qui sei giunto.   E mentre sbriciolo le nuvole in quella pergamena che è il cielo, mi canta ancora il tuo battere di ora un pò stonato in sintonia col Tempo che sfingeo lo scandisce.

Mirka




 "Ballade" (N.1 Op.23 Sol minor F.Chopin)

 

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mercoledì 5 novembre 2014

CREPE DI TERRA





. Ho scavato nelle crepe della Terra con le mani nude.Dentro ballavano le illusioni e i sogni come lampadine che sembravan gloria. Ma qualcosa fallì. Sempre. Cassandra lo diceva con le fiamma sotto i cigli. E vano fu di Alcesti il sacrificio in quella Marcia di Testa che mi portò lontana dalla realtà del sole. E non fu Musa il pettirosso cuore che la cantò cercandone il conforto dell'ardesia. Ma è tardi per ribellarsi alla Musica insinuosa del Tempo.

 Mirka


"Dream"  (John Cage)


 

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martedì 4 novembre 2014

ALBA BOREALE O FUOCO AL TRAMONTO







 Io non so.        Fosti passione che lentamente s'insinua nell'aria agitandola come fa la rugiada ai fiori.        Modellatore di energia mentre illumina le vene.         Dopo          echi        risuonanti come  alba  boreale  o  fuoco  al  tramonto.        Eternità di coscienze che riflettono ogni raggio scaturito dal sole.       Pulviscolo di umane imperfezioni che gli girano attorno.


Mirka

 "Intermezzo"  (Cavalleria Rusticana-  P. Mascagni)



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LE PICCOLE PERLE COLORATE







Uno strattone ruppe il cordoncino che teneva insieme tante piccole perle colorate.   Caddero a terra.  Una per volta.   Ora la bellezza vive in ogni angolo della terra.  Nel cuore la visione unitaria.


 Mirka


"Mattinata"  (Leoncavallo)







NO COMMENT










domenica 2 novembre 2014

DUE GRAFFI LUMINOSI DI SPERANZA





 Una luna appena accennata mi ostacolava il sonno.    Ho perso quando cercai di scoprire il segreto di tanto rumore.     Poi venne l'alba e con lei il mio diritto a vivere il pegno nella gioia del giorno.      Negli occhi stanchi due graffi luminosi di speranza.  


 Mirka



 "Siegfried Funeral




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