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fiume della vita

domenica 18 ottobre 2015

UNA SCOSSA POI LA NORMALITÀ COME SE NIENTE

Fu sorpresa quell'incontro e io battei le ciglia. Il cuore sussultò come smarrito uccello senza memoria del suo nido. Ma di tutta quella teatralità da copione,a colpire la mia attenzione fu il suo sguardo fissato sulla minuscola catena che portavo al collo con la ancor più minuscola cifra E. appena sopra i seni. Lì si fermò la sua tenerezza mentre al contrario s'induriva un poco il mio cuore sciogliendolo col burro della Compassione. Certo i rapporti umani,non meno di quelli coniugali sono governati da una legge generale,diventata prassi di "civiltà" (io la chiamerei più realisticamente ipocrisia ma sorvoliamo) che vuole in presenza di estranei non vi siano rivelazioni indiscrete,non "scene" rivelatrici che,per quanto il freno esercitato  per lunga scuola possa salire di temperatura e induca qualche dubbio su cosa sia passato fra i due facendo anche trapelare il sospetto di un colpevole e di un offeso,per cui se ne deduce, teatralmente saggio mantenere un comportamento calmo e sorridente come "se niente", come se "non fosse",in modo che, anche al più smaliziato resti difficile trovare un appiglio per criticare o peggio immaginare equivocando su un pantano inventato. Da qui però, al gesto dell'indifferenza che mira a far soffrire chi in tutta coscienza non ha MAI danneggiato,ce ne passa di acqua sotto i ponti. Mi viene allora spontaneo pensare a ciò che ha scritto uno dei tanti cinguettanti di mia conoscenza "Siamo tutti pagliacci tristi". Con piacere gli rispondo anche se indirettamente "Si. Ma a sipario alzato. Al chiuso,non so."   Forse solo delle misere nudità umane e tremanti,eccentrici e forse anche arguti e divertenti,un tempo, ma molto più sbrindellati ora e con una legge morale che si presenta chiara e  "fiera" solo quando fa comodo.

 Mirka

 Musica Notturna per Le Strade di Madrid  (L.Boccherini)















12 commenti:

  1. Oppure sono i pagliacci che ingigantiscono, come maschere greche, le nostre emozioni quando noi le nascondiamo o le mimiamo.
    Sammy

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  2. Forse è così Sammy. A sipario chiuso non so. Lì è nascosta tutta la loro fragilità. Ma nel circo "debbono" far ridere se no frusta o licenziamento. Mi è costato scrivere questo post, però l'ho dovevo alla piccola guerriera che sono fiera solo del coraggio che mai ha abbasssto la testa e di quel saper vivere col sorriso "vero" anche piangendo. Dentro e Fuori. Ciao Poeta Mangia Sole, Mirka

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  3. Cara Mirka,è difficile lasciare un commento a un post duro come questo.Pochi si esercitano sulla nobile strada della lealtà e sorretti dalla sensibilità. Si preferisce giocare su una realtà fittizia,inventata oltre quella che si sta vivendo. Forse per esorcizzare la paura che non si vuole ammettere o la vigliaccheria che rende incapaci di una comunicazione complessa perchè nata dall'ambiguità di un dentro che lascia poco spazio alla chiarezza,molto all'inquinamento. Risultato? Pagliacci tristi come ha detto quel following o commedia senza applausi a sipario sollevato. Mi dispiace. Ti abbraccio con affetto. Paolo P.

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  4. Sono un poco imbarazzato ma provo ad azzardare un'ipotesi. Credo che,le vere motivazioni del perchè si fa teatro siano sempre da ricercarsi nel fondo oscuro delle persone,negli idoli decaduti che non vorremmo e che ci rappresentano,,o semplicemente per i demoni interni che si accapigliano. L'uomo retto non teme nessun tipo d'incontro. Anzi vuole semmai sempre chiarire,scusarsi. Un caro abbraccio da tutti noi. Sergio

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  5. Grazie Paolo. Tutti gli applausi gli lascio, per contro, a te. Hai chiuso splendidamente la commedia. Mirka

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  6. Vero Sergio. L'uomo onesto per quanto complicato possa essere ed esercitato al Brunello di Montalcino, non userà mai mezzucci da vino in cartone. Affettuosamente un pensiero a voi. Mirka

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  7. Cara Mirka,un pò turbato ma ti lascio volentieri ciò che penso di persone che si comportano così. Sono meschinità messe in atto dimenticando che in questo modo si reca un'altra ferita. si potrà anche fingere che non sia così,ma non al chiuso del sipario,e soprattutto con la propria coscienza. Un abbraccio forte e solidale. Nicola

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  8. Grazie Nic. Vero. Ma sarà a me ricordare l'impasto di cui è fatto un uomo, al di fuori dell'eleganza del vestito su una ferita che brucerà anche non volendolo, sugli unguenti di una comprensione che non potrà mai giustificare la bassezza su un volo alto immaginato dalla volontà di crederlo capace. Mirka


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  9. Carissima, non ti preoccupare più di quello che vale veramente. Nel mondo ci sarà sempre qualcuno che privilegia il bersaglio della fionda al dialogo aperto e chiaro. E' spesso solo esteriorità. forse anche motivata da un'inconscia paura senza rendersi conto di aggiungere altro male. Comunque non permettere mai al tuo cuore un turbamento che superi l'ora se non il minuto. Affettuosamente R. S.

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  10. Mi darò da fare avvocato per mettere in pratica la tua saggezza non garantendo la riuscita. Bacio, Mirka

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  11. Con l'educazione s'impara anche a" fingere" . Però poco serve per nascondere la realtà che siamo o quella che ci portiamo dentro. La mancanza che ha ferito l'ho rivela. Lucio

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  12. Si Lucio. Diverse sensibilità e diversi modi di affrontare ci rendono sempre simili e fortemente disiguali col dubbio d'aver sognato quel tratto insieme dove realtà erano le mani. Mirka

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