Sotto a quei portici dove passano le tante verità che si guardano dagli occhi
Io ho fame di cose semplici.
Un passero a cui allungare la briciolina e che mi scappa, io mogia a seguirne il fru fru del volo
il primo caffè con diviso agli occhi con lo stesso piacere dell'amaro o zuccherato a profusione
della chiacchierata apparentemente banale ma di cui gli occhi rubano lo straordinario della pausa
il lavoro onesto che curva le spalle offrendo gli occhi stanchi il callo nelle mani
l "atto" che comunica la naturalezza dell'Esserci col piacere imbarazzato per il grazie ricevuto
un pò di miti per ricordarmi che dentro ci "sguazza" anch'io insieme a Lisia, Dostoevskji, Dickens
un vestito di dieci anni messo con la semplicità che ride d'ogni valutazione messa in preventivo
il verde del prato con la prima brina che dice ecco l'inverno coi suoi frutti di stagione e una bolletta in più
sentire un cuore che pulsa con la Gioia del lasciato per far posto a chi se la deve ancora conquistare.
gli anni che crescono al di là della stessa volontà e che tu prepari per sbarazzarsene con serena leggerezza
le mani che accarezzano un volto incurante d'ogni macchia perché sa che la Vita è dentro quello scambio lieve
la memoria che rallenta o velocizza un colpo mentre lo ributta agli occhi a mo di leonardesco stupore per chi li osserva mentre da qualche parte molto lontano nel tempo un coccodè fa eco per l'uovo trovato sul desco.
Si. Ho voglia di cose semplici. Come la partita a briscola con quella cara vecchia brontolona partita per chissà dove,che tanto mi annoiava e di cui ora ne sento un'incredibile nostalgia.
Mirka
"Chiara e Francesco" (dal film Chiara e Francesco)
