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fiume della vita
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martedì 27 settembre 2016

ECCO... MORIRE È DORMIRE E NON SVEGLIARSI PIÙ



 Ricordo quando uno dei miei piccoli di tre anni mi chiese guardandomi negli occhi, che cosa volesse dire "morire". Restai sbalordita, ma non tanto per non impedirmi il controllo facciale. Sapevo di trovarmi di fronte a un bambino vivacissimo, dalla sensibilità acutissima, e con un'attività mentale fuori dalla norma, ciononostante un impercettibile imbarazzo lo ebbi. Non è facile dare una risposta che non sia una favola, ma che al tempo stesso non provochi traumi in una testolina di tale portata.     Anche allora, sebbene giovanissima soffrivo, a volte, di fortissimi dolori alla schiena che, quando non mi obbligavano a letto, imprimevano al mio volto, solitamente sereno e gioioso, la timbratura di una smorfia. Guardandolo a mia volta negli occhi e col tono più dolce e rassicurante che sentivo essermi corrispondente gli risposi    ecco     morire è dormire e non svegliarsi più con la certezza di trovare ad accogliere al risveglio tanti angioletti.     Ancora mi torna in mente quel ricordo con quella domanda fatta con occhi di un azzurro immenso e so che anche adesso gli risponderei come allora.  Dormire e non svegliarsi più.   Ecco... Un elevarsi al di sopra della terra dimenticando tutto ciò che ci ha ferito in profondità, le crudeltà dell'esistente e...augurarsi d'incontrare ad attenderci tanti volti buoni, gioiosi, amati,   che ci facciano partecipi della loro gioia senza nessun contrasto, nè agguato pronto ad afferrarla.  Gli angeli appunto. O meglio gli angioletti.

Mirka 


 " Il lamento di Federico" (Arlesiana -  Francesco Cilea)