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lunedì 22 ottobre 2012

AMORI.-MA FU LA SEMPLICITA' DI UN GESTO CHIARO



...e si apprende fra ombre fuggiasche e brividi di ricordi

...ma fu un pensiero diurno a darmi il "senso" di ciò che cercavo



"Cercate di essere chiari ma non semplici" (Carlo Giulio Argan)


C'è nebbia fuori.La prima nebbia da quando sono tornata nella bassa padana  Non vedo gli alberi,nè le cose che il giorno prima vedevo e so esistere,comunque..  Provo ad elencarmele al fine di non sentirmi straniera in casa mia. E intanto chissà che non salti fuori il sole.

Divago un pò poi torno a un pensiero fisso che mi angoscia per la sua complessità.  Gli intrigati umani,l'apparenza,lettoinzione, l'essere, la realtà,  la violenza esercitata perlopiù su bambini e donne.    Non posso fare a meno di pensare alle dinamiche sotterranee che lavorano nella psiche dell'individuo, i condizionamenti ambientali e culturali che influenzano,il contesto familiare che ha contribuito a crearne dei soggetti volubili tanto per citare un'insigne della psicoanalisi, Bleuler,di questi moral insanity dalle forme più svariate, subdole, filiformi che invadono il globo,generatori di comportamenti aggressivi sino alle reazioni più estreme (stalking ossessivo,violenza, varie perversioni sessuali come la pedofilia, la ninfomania, l'omosessualità, la sodomia, il sadomaso,ecc.).

Comune conduttore è sicuramente la diffidenza,un'eccessivo narcisismo non soddisfatto nell'età dove carezze e gratifiche avrebbero dovuto esserne il buon supporto per una crescita equilibrata. L'egoismo che accentra solo su di sè,un vuoto interiore che aumenta col crescere dell'insicurezza emotiva e insieme sentimentale o comunque nell'incapacità che scruta,vuole capire, cerca  le motivazioni che sono a monte di quel tutto "oscuro" che spesso non gli  permette di distinguere il vero dal falso e di affrontarlo come realtà oggettiva.  Vale a dire soggetti che non si sono mai evoluti a livello psichico restando a un falso universale sostituendolo con l'istituzionalizzazione,la fedeltà non libera,non personale,in quanto stabilita una volta per tutte, da un anello al dito, in virtù di un assurdo che ne esorcizzi (opacizzi) vergogna e colpa.  Vergogna per l'incapacità a trovare la forza di ammettere il peso del valore dato più alle proprie abitudini (gite domenicali,vacanze di villeggiatura dove sono indispensabili gli amici di sempre,la partita da non perdere bivaccando birra su un divano) che alla fedeltà del vero nell'essere se stessi.     La colpa per continuare a  fingere ciò che non si prova veramente,elevandola  a conforto,a compassione e  persino gioiendo del sacrificio che arriva alle proporzioni dell'auto annullamento,piuttosto che ammettere la verità di un disprezzo sentito.  
In fondo la "grande illusione" è anche lì, se non si parte dalla coscienza d'avere problemi da affrontare e risolvere che resteranno intatti  se si continuerà a fingere su una "realizzazione" data dagli "altri"  perchè ci riconoscono nell'identità costituita dentro a un matrimonio,ma fuori da se, nell'illusione  d'essere emancipati dalla famiglia d'origine,mettendo in un cantuccio la paura dell'esclusione,del sentirsi diversi,trovando un'identità solo esterna ( quella sociale),aspirata ma non corrispondente  al proprio Io,nella primaria essenza,insomma una grossolana truffa del Se illudendosi di rimuovere le tante sopite frustrazioni, i rancori, le rivalse mai aggredite a viso aperto. Che solo nelle favole esiste il lieto fine,nella realtà i coccodrilli si moltiplicano e,spesso non semplicemente a doppia mandata di denti.   
E' sempre così quando si elimina l'amore. Rassegnati a un rapporto di reciproci servizi, accompagnati da recriminazioni,ferite impartite col bisturi da fine chirurgo o con l'accetta del rozzo boscaiolo.

Perchè il rischio in ogni convivenza è la regressione della relazione a vari livelli di rapporto che possono di volta in volta dare la preferenza alla simbiosi della fusione,della possessività,piuttosto che essere insieme "persone".    Copioni imparati a memoria nell'infanzia e pronti all'uso senza cercarne un corrispettivo autenticamente originale.  Credo che questa sia la ragione principale per diventare estranei a se stessi e poi all'altro, perchè invece di capire dai segni di trasformazioni esistenziali oppure in quel l'originale, ignorato o mai visto,si privilegia accomunarlo a quegli aspetti già conosciuti,rispetto ai quali erano note e rassicuranti anche le risposte da dare.

Breve è il passo per diventare aguzzini o vittima alternando parti e toni. A volte sfumati di carezzevole intensità,di dolce ironia, di tenerezza prontamente trasformata in cattiveria che attende dall'altro, più che una reazione, un pretesto per manifestare violenza,trionfare e distruggere,piuttosto che cercare la risoluzione della  tensione formata,la parola giusta per medicare le ferite ricevute e date.      Purtroppo vittime lo diventeranno anche  i figli nati da questo "amore" ab-usato, deriso e calpestato, armi da impugnare per colpire colui o colei che un tempo lontanissimo, furono oggetti d'amore. Oggetti mai elevati ad amore e cresciuti come persone adulte.
Una caccia spietata alla colpa e nulla più.Accuratamente nascosto sotto mentite spoglie di fantasie narcisistiche e di onnipotenza da contrabbandare per amore, negli aspetti simbiotici di antica e distruttiva avidità...

Mi torna alla mente la frase lapidaria di un'amico che stimavo molto."La convivenza si basa su un contratto di interessi filato dall'odio".  Una sentenza senza appello che continua a mettermi freddo ai piedi.

Sento il desiderio prepotente d'alzarmi per scrollarmi dal corpo e dall'anima questa sensazione terribile levata in alto come una profezia.

Bevo  un caffè e ritorno al mio tavolo di scrittura.    Penso: " Ma io sono stata felice ?  Con lentezza smuovo l'acqua non sempre tranquilla sulla quale ha navigato la mia piccola  barca fatta per me anche se non avevo i remi.  Si. Sono stata felice, ma per onestà intellettuale subito pronta a dichiarare che è sempre stato grande il senso della perdita.  Di ogni perdita. Prima di morire. Prima di morire e poi rinascere. Rinascere cercando di ricreare quella danza fatta col vestito dal colore turchino.

I ricordi filmano i lampi.Ognuno di loro è fatto della mia umanità.Umanità fragile e sempre agganciata alle mani nude di un'altro.       Come quella volta... 

Io sdraiata sul divano letto e vestita. I pensieri lasciati al giorno ormai sfatto.    Un raggio di luce filtrava dalla finestra aperta illuminando i volti. Il tuo e il mio.   Fuori il profumo dei pini.   L'ho aspirato con voluttà. Come faccio sempre per tutte le bellezze che i sensi mi possono trasmettere.   Mi distrasse un uccello che cantava attraversando un incendio già prossimo al blu.   E fu proprio in quel preciso istante che TU ti avvicinasti alla forma azzurra che ero.   Mi prendesti la mano e in silenzio la mettesti fra le tue.  Non ci fu bisogno di parole o d'altro.  Semplici e sincere le reciproche umanità, fuse.  Di uguale odore. Di tenero terreno cui la sofferenza ha scavato senza indurire al suo interno. Della stessa vita pura che guizzò come fiamma, sù. dopo che la legna si è raccolta coi graffi degli errori di chi è mortale e lo sa anche se ha avuto l'arte di metterla prima ad asciugare.

"Perchè in ogni azione l'essenziale intenzione dell'agente,sia che egli agisca per necessità naturale,sia volontariamente,è di esplicare la propria immagine;  onde avviene che tutto ciò che agisce,in quanto agisce,prova diletto,perchè dal momento che tutto ciò che è desidera il proprio essere,e nell'azione l'essere dell'agente in certo senso resta ampliato,il diletto è una conseguenza necessaria...Dunque nessuna cosa agisce se,agendo,non rivela la propria essenza latente" (Dante)

Mirka


 "Le allodole" (Finale



 due foto sopra sono mie . il GATTO preso da Internet