fiume

fiume
fiume della vita

mercoledì 15 febbraio 2012

CI SONO COSE GRANDI CHE NEPPURE GLI OCCHI POSSONO SOSTENERE.



Dire la verità significherebbe affrontare la morte.


Proseguirvi nella mia performance, non al massimo della concentrazione. Cosa comprensibilmente umana, ma imperdonabile per una perfezionista come sono io. La distrazione mi portò a fissare un punto in fondo alla platea, che io vedevo rosso. Saltai una battuta che, da mestiere,nal balzo la ripresi e con altre al suo ordine la misi. Mai sazio di fissarsi eri  tu, io appena sufficiente, ma solo per tenere sveglio il desiderio che incendiava questa brevità del viver nostro. Gli applausi non mancarono e,forse,a qualcuno pure un mignolo si spellò. Stordita e incredula per avercela fatta distratta come fui da quel puntino rosso,mi stavo incamminando all'uscita, quando le note "nostre" e antiche di Chopin mi fecero statua o lepre  al buon sugo di salmì. Presi il volo come una farfalla orientale e,sul palco a sipario chiuso m'inchiodai tanto lo sbalordimento mi prese gli occhi..TU stavi lì e suonavi la Ballade del tempo che tempo mai conobbe. Poi...l'abbraccio muto.
Mirka

"The pianist"  (Chopin-Ballade G minor N.1  Op 23)








La SEDIA è quella di Glenn Gould

martedì 14 febbraio 2012

KAIKU TESTAMENTALE.




















Ricordati  di me quando leggerai le stelle.





Pensa a me 
quando non ci sarò più
e ai tuoi occhi 
si sarà riformato
il guscio delle lacrime.
Mirka





"Piensa en mi" (Chavela Vargas) 

 

sabato 11 febbraio 2012

PIU' D'OGNI ALTRA COSA UNA MANO CHE A UN'ALTRA S'ALLUNGA CON "NATURALE" ALLEGRIA COME DI NEVE GLI "SPALATORI" (NON OBBLIGATI) AD ESSERLO)



Siete ciò che siete a causa di ciò che lavora in testa ed è per questo che non avete pace. .Ma quando è  il cuore a spingere è allora la vita che muove la vanga..


Il silenzio parla nella neve che scende. Solo la vanga degli "spalatori" spezza quel  silenzio spandendo "fraternamente" meraviglia alla meraviglia. Tutto è così irreale nello sfondo di alberi incappucciati di bianco come fiori mai visti, da sentirsi storia millenaria anche te che li guardi e dentro a ognuno ti senti e ci premi la bocca. Osservo gli spalatori, curvi sotto il peso della fatica, eppure il loro volto è consapevole e sereno, mentre la bocca s'apre all'altro per dire la parola "necessaria" per incoraggiare o promuovere la battuta che svegli l'allegria. L'istinto vorrebbe portar loro qualcosa di caldo. A me servirebbe per farmi sentire unita a loro rinvigorendo la mia anima nel guizzo di gioia improvvisa che ne seguirebbe, per loro, forse rappresenterebbe solo l'inopportunità di un gesto gentile si, da ricambiare,ma senza sentirne la convinzione. Così mi fermo e mi lascio invece, frantumare gli occhi dal luccicare del bianco. C'è del bene unioni in quelle schiene piegate, tanto da diffonderlo intorno dando rigoglio di fierezza alla natura e alla "specie"  umana. Qua e là una parola che spazza via la stanchezza, un tiramisù" un poco rabbioso del naso, una frase concisa in franco efficace dialetto. Tot a post. Sol al cul le zlè, ma al s'ascaldrà sta not. ( Il volto della città non si vede, qui, dove attualmente io vivo,è lontano e lo si deve immaginare Visibili ci sono solo le  tracce di fiato lasciate nell'aria che per qualche secondo prende forma dell'esistente umano e, mi dice che sono in una comunità che si sta adoperando per il bene di tutti..Un uccello fischietta seguito da un altro. Mi distraggono. Ne annuso i suoni cercando fra gli intrighi, di indovinarne il suono, l'altezza, gli intervalli. Ecco questo è l'intervallo minore, questo il maggiore, questo il là. Mi è sfuggita la cosa ad alta voce promuovendone una bella risata nata dal basso. Come per magia prende anima una conversazione che è tutta un sole, mentre i piedi cominciano a battere  l'uno con l'altro come le teste dei bambini quando si azzuffano trasferendo ai corpi un'energia positiva che toglie ogni ombra di fatica. Le guance rubizze come da gran vino,il naso sbuffante che scava rigagnoli nebulosi, una finestra che s' apre spalancata da una voce che urla un nome. E' allegra quella voce,pare anche lei un'esaltazione alla vita. L'esempio è contagioso, la parola ben detta pure,l'allegria  un lampo da ricordare perché in qualche modo ha cambiato anche qualcosa di noi, lo schietto altruismo, una benedizione che con umiltà  fa ringraziare senza nessun debito se non la speranza di poterlo ricambiare, almeno come "volontà" di non dimenticarne il valore o a lasciarsi contaminare da egoistici interessi. Ora è il gelo che crea disagi, ma presto il primo fiore spunterà. Limpido e senza parola si farà sentire e, forse, anche noi cercheremo il Dio anche lì. Nel principio più profondo della natura, nel  suo "richiamo" di anelito ad essere apprezzata, in una lingua e parola che risana come un albero di vita che cresce,nelle parole d'amore  che si dà a una persona cara quando è ancora in vita preferendolo al panegirico di un funerale o alla lacrima che striscia su una lapide senza far rumore ma con l'imbarazzo grisaglia rimpianto di chi sa che è arrivato in ritardo a un'importante appuntamento e non ha scampo per rifarsi anche illudendosi di poterlo fare. Un alito di vento freddo mi porta per la frazione di un secondo dove una tomba si è da poco chiusa per sempre.  I "lontani" continueranno a vivere come se niente sia avvenuto, guarderanno il sole che spunta e la "sveglia" che imperterrita continua a ossessionare le orecchie, prenderanno un caffè  senza neppure gustarlo in casa o al bar prima d'entrare in ufficio,accuseranno alle incombenze del quotidiano, faranno l'amore, ma in cuor loro sapranno che ora dovranno "veramente" ricordarla  non più da viva ma da morta. Forse solo lievemente addolorati come per puntura d'insetto e nulla più. La nostra vita è determinata dalle scelte e non dal caso, anche se, spesso, inconsapevolmente scegliamo. Nella parola "giusta" da dire e accuratamente scelta, nell'azione che, volente o no cambierà il corso delle cose e,quindi anche della nostra vita.
Tutti abbiamo bisogno di dire grazie come di riceverlo. Così. Semplicemente e,con naturalezza sorridere mentre lo si dice o lo si riceve. Non si ha bisogno di tante parole, ma di una sola, si, uscita dal cuore, con allegria donata da noi a un altro essere, imperfetti sempre sino all'ultima verità che tutto perfettamente livella. Pensiamoci e, forse...chissà.


Mirka



"Disney Fantasia " (The Pastoral Symphony -Beethoven)


  

giovedì 9 febbraio 2012

PICCOLA ELEGIA DA TARDA NOTTE PER UNA PERSONA CARA SCOMPARSA DA POCO



Come le foglie verdi su un albero frondoso;
le une lascia cadere altre ne fa spuntare (Siracide)  





Mi parlavano in sogno le tue ossa
L'anima piuma sorrideva sulle umane pene
in bocca portava l'azzurro.

Mirka





"In paradisum" (G.Faure')