Dire la verità significherebbe affrontare la morte.
Proseguirvi nella mia performance, non al massimo della concentrazione. Cosa comprensibilmente umana, ma imperdonabile per una perfezionista come sono io. La distrazione mi portò a fissare un punto in fondo alla platea, che io vedevo rosso. Saltai una battuta che, da mestiere,nal balzo la ripresi e con altre al suo ordine la misi. Mai sazio di fissarsi eri tu, io appena sufficiente, ma solo per tenere sveglio il desiderio che incendiava questa brevità del viver nostro. Gli applausi non mancarono e,forse,a qualcuno pure un mignolo si spellò. Stordita e incredula per avercela fatta distratta come fui da quel puntino rosso,mi stavo incamminando all'uscita, quando le note "nostre" e antiche di Chopin mi fecero statua o lepre al buon sugo di salmì. Presi il volo come una farfalla orientale e,sul palco a sipario chiuso m'inchiodai tanto lo sbalordimento mi prese gli occhi..TU stavi lì e suonavi la Ballade del tempo che tempo mai conobbe. Poi...l'abbraccio muto.
Mirka
"The pianist" (Chopin-Ballade G minor N.1 Op 23)


