fiume

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fiume della vita

giovedì 24 ottobre 2013

SINO A QUANDO










Giornata densa di foschia.  Lenta.  Sonnolenta.  Pigra.  Rumori ovattati.   Metterò della musica Bata  e chissà che i tamburi non sveglino qualche divinità del tuono.    Si è alzata la nebbia.     Poco poco ma quel tanto da pensare di  tirar fuori dal garage la macchina, godere della giusta velocità e godere dell'atmosfera del panorama autunnale.         Sgranocchio un seme di zucca.   Da qualche parte ho letto che i semi fanno bene alla salute del corpo,al fegato principalmente e,allora ne ho preso un sacchetto dal negozio di frutta che ancora resiste agli assalti dei supermercati per costatarne la verità.        Lampi di pensieri mi attraversano gli occhi.    I migranti. Un sogno sepolto nel fondo del mare, la rabbia  nel vuoto riempito dal dolore per chi ce l'ha fatta,gli ominidi che ancora si fanno domande su come.     Ho pensato Come sarebbe bello che una partecipazione presa sul serio operasse in modo da tener conto seriamente di quella parte minoritaria che la società della "cricca" chiama spazzatura.      Certamente richiede un'organizzazione ugualmente seria e (politica)  che affronti l'enorme problema che continuamente si presenta. Si eviterebbero le stragi marine,il dolore di ferite mai più rimarginabili,le manifestazioni di violenza  tanto comode ai reazionari e ai razzisti ,per inveire,screditare,seminare odio e paura.     Pare che l'umanità si sia bloccata a un legname di rifiuti o in arterie sintetiche.     La vita!     Stare a galla facendo il morto oppure navigare con larghe bracciate godendo dello sforzo,godendo della pausa del "morto a galla".      Facciamo il morto a galla?  si diceva quando si era bambini e ai primi cenni di dominio su qualche onda,con la riva a un palmo della mano .  Ci si agitava solo un pò,giusto quel tanto per non far morire subito l'entusiasmo per avercela fatta e imparato, felici della prima nuotata portata a buon fine.  
  
Dal comignolo di una casa esce del fumo con l'odore del legno.   Capisco che un camino è stato acceso.   Fra poco tutta la stanza trasuderà come i fiati sul vetro quando si forma la condensa o quando l'acqua bolle nella pentola in attesa di mettere la pasta.        Passa una vecchia per strada.    Zoppica e pare sbandata.   Una giovane donna le si avvicina,le mormora qualcosa poi le da il braccio.     Ora camminano insieme.    Credo d'udirne persinouna risata.     Lampi di Cordata Umanitaria senza vera conoscenza del perchè degl'intrecci ma con la Responsabilità a non spezzarla standovi dentro.    Magari,per qualcuno,diventando schiavi per utopiche istanze d'avanguardia o semplicemente come una premessa per emanciparsi.     Mi dico ad alta voce.      Coi fischi se cambi idea se la cordata costruiva parole più che case garanti di speranza che aiuta a non indietreggiare quando il coraggio viene a meno.   
  
 Sino a quando  potremo ancora far finta che  NON esista  il bisogno che urla,vero e primordiale, senza seduzioni  per esagerare nell' avere una mano che si tende?..     .Sino a quando non si smetteràd'imbracciare   il fucile dal colpo facile e sicuro, mirato al centro con il cinismo che si può avere per un topo di fogna, con il medesimo schifo che si porta verso il diverso lasciato al libero mercato di concorrenza ai pesci d'acqua salata anzichè nutrirli d'un gesto responsabile di umanità?...      Sino a quando si continuerà a girare nel cerchio costruito da se stessi,mascherato da  finta civiltà ad evolversi mentre si moltiplicano le cellule cancerogene  per l'uranio impoverito elargito a profusione  escogitando ogni sistema per tenerlo nascosto agli occhi di chi è in buona fede e crede a chi gli ha messo tra le braccia delega,corpo e anima?..      .Sino a quando si continuerà a lavorare per la morte lasciando agli altri la Responsabilità di seppellire gli ancora vivi per i problemi  piombati sulle spalle che un sistema corrotto gli ha volutamente inchiodato perchè estraneo al suo esistere?...      Sino a quando ci si nutrirà di NON volontà per stare tutti della stessa parte del bene,  con l'impronta  d'energia che fa tremare la terra più ancora di tutti i sismi naturali,più del denaro a cui ,pare senza ombra di dubbio,si  tenga più della stessa vita,l'autonomia di pensiero più che al partito?...     Sino a quando si  continuerà a fare finta d'ignorare che il debito pubblico è stato una truffa colossale,voluta dal padroneggio bancario,dagli interessi da pagare,dell'euro,causa di molti nostri guai?...     Sino a quando  continuerà a mancare la volontà di capire che il lavoro è il primo dei bisogni dell'uomo e,che,avendolo,garantito,(e si potrebbe,eccome, cominciando a fare piazza pulita di tutti i corrotti e affaristi,ai reati dilaganti di banchieri,sul controllo delle mega navi private,alle privatizzazioni,ai privilegi del Vaticano ecc ecc)  dando poi la possibilità di godere della vista di un tramonto più che i chiassi da strada senza più alberi, senza pià il piacere di attraversarla dopo una giornata di lavoro?... 
   
Forse chissà...una seconda storia.       Quella di un'Umanità innamorata di Eros più che di Tanatos o un Punto Fermo come Utopia di Meraviglia fissata in una rigogliosa Foresta Vergine.        Caos dentro al pantano che liberamente si fa ordine navigando dentro ai sogni o dentro a un barcone di miracolo che ha prodotto l'intelligenza dell'uomo. Coi fatti e col silenzio delle  inutili parole, date in pasto ai pesci stupefatti per l'improvviso ingurgitare,subito felici di ributtare quel troppo agli ElettiDannati della terra  affinchè della parola ne continuino a fare buon uso e misurato...acqua che sgorga come sotto le dita di bibblico condottiero,di un moderno Sognatore scevro da ogni amabilità legate ai compromessi che rassicurano i piedi e la borsa.(silenziosamente rido e so anche perchè.).

L'ultimo seme di zucca è finito.       Lascerò che prenda  il  posto l'Agha, quel tamburo regalatomi tanto tempo fa da un'amico a cui la gioia di suonarlo non venne mai meno .       Domani mattina e all'alba sarà nuovamente pronta  la scena per un nuovo festival.        I lampi che si rincorrono a ritmo di riarmo in una giornata così.      Tra foschia e un raggio di sole.     Pallido come le foglie d'autunno cadute sul selciato di casa mia e radunate in mucchi bagnate dalla pioggia e già in odore di putredine.

Mirka


"Kyrie"  (Petite Messe Solennelle-  G. Rossini)




5 commenti:

  1. Notevole! Ti lascio solo questo. E' più facile reincipriarsi che togliersi della vecchia polvere. M.Lussurgiu

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    1. Così è l'Esperienza del giorno lenta a morire. Ciao,Mirka

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  2. L'esperienza reale riafferma anche i valori delle differenze,della prassi,l'esigenza di lottare per non essere omologati, a respingere con fermezza ciò che umanamente e moralmente sentiamo come orrore non essere "duplicati" di vita trascinando quell'ipotesi di emancipazione come se fosse lo stesso tempo a rendersi padrone anzichè la nostra volontà cosciente. Un abbraccio affettuoso. Salvatore.

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    1. ..."l'ipotesi di emancipazione"! Grande anche se toglie il sogno dell'utopia! Grazie e ancora grazie.Mirka

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  3. Sensazioni comuni e dolore che, si portano dentro come trappole di cui si ha perso la chiave,sin quando si "vede" che la chiave stava appesa davanti ai propri occhi.Il coraggio della responsabilità che fa del pensiero pensante una coscienza collettiva e non demorde fino a che non rompe tutte le sbarre della trappola. Fabrizio D'Avossa

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