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fiume della vita

venerdì 13 marzo 2015

NANNI BALESTRINI OVVERO DEL LIBERO FLUSSO





Vociare.  Sederi o culi che volontari o meno si scollano.  Occhi che starnazzano.  Il comprensibile portato a una parola da un flusso d'aria.  Fila come processionaria di formiche vista (con orrore) su un muro di casa mia o sui gradini della stessa,un tempo.   Ansia-panico in competizione col volo degli uccelli. (metafora) ovverosia l'opposto  di tutta quella confusione diventato unico desiderio.  Questo è la scena d'un negozio d'alimentari.  Eppure a salvarmi venne in soccorso il lampo d'una poesia "L'euforia  che precede" e...fu luce che separandomi dalla bolgia de l' umana gente mi riportò alla vita dentro e attraverso il rumore di quei versi scanditi nella mia  testa come schegge uscite dallo stesso lampo.

L'euforia che precede

Non ci posso credere
    nei pochi istanti che restano
si fermano a guardare
    di lucidità basterebbe un
ossia osservano gli
   per riavviare il muscolo
gli incidenti degli altri
   violento colpo di tosse
ancora non hanno capito 
  qualcosa per farla finita
agili falangi
  tra le braccia sperdute
illuminazioni acciaccate
   per tutte le volte che
centinaia di volte
   finiamola lì
non ce l'ho su con te
   guarda un pò cosa salta fuori
immesso nel percorso
   ce l'hai davanti a te
cosa salta fuori
   immerso nel fango
non fare così non
   male che vada
la vita della gente
    tutte le parole
mi verrà in mente
   non potevamo almeno
pensarci prima
    fa sempre piacere dopo tante
partiremo contenti
   non si fa in tempo a
a dire tutte le

Nanni Balestrini

E fu così che tutto si incluse diventando consapevole esperienza di vissuto capace di allargarmi il viso in un sorriso che regalai spontaneamente alla cassiera.  Grazie allora a N.Balestrini che con la sua poesia di "sguardo disincantato" e spietato mi permise di "cambiare" uno stato in altro senza mutarne la sostanza.  E grazie sempre a lui se compresi che anche il "non" accettabile si deve prendere nella sua totalità come atto d'esistenza nel suo farsi sociale e politico. La poesia,come del resto tutte le espressioni d'arte,quel mezzo potente che dispiega ed espande forza al fine di farci sentire svincolati e liberi da ogni "casualità" solo in  apparenza ingombrante. Perchè è nell'esistente che tutto sappiamo ma tutto ancora da scoprire nel flusso di quelle dinamiche presenze che siamo e che affermano la vita.   Un necessario percorso o se meglio si voglia un processo obbligato per abbracciare il tutto. Piacevole o meno.      E infine la pace. Pace senza più parole.  Nel pieno di un vuoto.  Nel desco che serenamente aspetta.   Dentro uno sguardo buono d'intelligenza.    Nell'ultimo canto d'uccello prima del nido.   Il  trovato "senso" finale dopo il rumore.

Mirka




"Imagine"   (John Lennon)

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