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fiume della vita

giovedì 11 giugno 2015

LA TRECCIA CASTANA (rivivendo Evtusenko)



Era bella la sua treccia castana e forte,nel suo scintillar di rame appena lucidato.  Semplice e fonda come un pensiero di Lenin che lei sentiva Vita    Un dubbio sciolse la treccia  e divenne manto a proteggerle le spalle .  Si disse: Fu l'inquietudine a sciogliermi la treccia   mi fermerò un poco    canterò l'Ave Maria   guarderò scorrere il fiume e lascerò che i giorni vi si infilino dentro per capire da che parte ha tirato il vento di bandiera   immaginerò una Rivoluzione lenta e decisa  ma che scardini come un vulcano     un colore che continui a parlare di rosso   un peso lieve che esploda  come parola precisa e ferma che centri il bersaglio e ne saldi la vittoria senza darsi troppo vanto     e da lì l'avvio imprevedibile di una forza essenziale e inarrestabile scaturita  da un'alchemica utopica bara di  sogni quale io sono e resto.     E come per un gioco di specchi più che una giovane donna mi rividi Bambina  allegra e senza alcun pensiero se non dentro al gioco del fare e disfare quella treccia castana   così   senza dubbi    ma come un'anima già Predestinata a marciare con scarponi,  scarpe rotte,  e solo a volte i tacchi a punta di spillo.   E nel mentre...    rivedevo quella grande quercia ch'era la mia zia Fernanda. Concreta e di pochi sogni se non la notte.

Mirka

"La guardia rossa" 




2 commenti:

  1. Tu resta la bimba che sei,sogna fin quando ti piace e lascia perdere la zia.Lei era veramente una grande quercia ma diversa da te. Ciao bellissima. F.

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  2. Grazie. Del resto non potrei cambiare se non zoppicando un pò o camminando Come le tartarughine d'acqua

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