fiume

fiume
fiume della vita

giovedì 29 maggio 2014

DUE SCULTORI DELLA MIA TERRA EMILIANA E UN GRAZIE DI RADICI



Due volti. Due artisti.Due amici.




Quando ho fatto ritorno nella mia terra natale, nello zainetto mi portavo un sogno e un progetto molto  ambizioso che avrebbe dovuto coinvolgere diverse umanità,onorare i talenti, dar luce a quelli nascosti,e come collante a tutto, una carriera solida alle spalle,la mia preparazione (seria) attinta e arricchita dall'incontro  con prestigiose personalità appartenenti a diversi campi. ( progetto avviato sotto i migliori auspici, sostenuto dalla generosità di solidi sponsor ((Torreggiani-Bagnolo, Righi-Reggio E. Aimone Storchi-  Camoagnola,Banca Reggiana di Novellara -Manodori  R.E. ecc, poi svaporato).   Questa è la  vita o i Superiori disegni a cui con umiltà bisogna inchinarsi.   Comunque possa essere andata l'Esperienza resta.
Come d'abitudine presi a guardarmi attorno con tutti i sensi allertati più uno,(l'entusiasmo,caratteristica anche questa del mio carattere) e cominciai a interessarmi dell'organizzazione della vita sociale e collettiva, delle persone particolari e stimolanti ad essere conosciute approfondendone il pensiero.  L'impatto veramente straordinario me lo diede l'allora sindaco  Sergio Calzari. Imponente nel fisico come generoso era il suo orecchio sempre predisposto all'ascolto concreto. A ruota di meraviglia il giovane vice sindaco Mattia Mariani (ora direttore dei programmi di telereggio). seguito dal neurochirurgo dot  Marco Ruini,assessore alla cultura e fine studioso della psiche umana. Ma  quanta grazia per questa città, pensai mentre il mio entusiasmo saltava  sulla corda ricordando la  bambina che ero allora e,abilissima a resistere su quell'unico divertimento bello gratuito sano e sicuro. Un'amico di famiglia e di studi musicali Giuseppe Subazzoli scomparso recentemente,ci tenne a presentarmi la direzione del giornale locale,"Il Portico" attraverso la stretta di mano di Paolo Paterlini,suo fondatore,dalla rude semplicità che schiettamente accoglie compresi il valore storico su cui era impastata la mia terra. Quella schiettezza che appartiene ai migliori della razza emiliana (quell'antica che seppe combattere per un'ideale spiazzando e sconfiggendo l"invasore",quella razza che ancora sa accogliere ogni "diversità" come bene comune da condividere e scoprire.La mia curiosità continuò autonoma il suo viaggio verso la conoscenza dell'anima collettiva. Camminavo con decisa lentezza.. Entravo nei bar per prendere un caffè,un aperitivo,scambiare una chiacchera e intanto chiedevo,m'informavo,studiavo,percepivo. In uno di questi bar detto Dell'Angolo conobbi Ruggera. Fui presa immediatamente dalla sua gentilezza naturaleche accompagnava sempre da un sorriso anche quando le dure fatica l'avrebbero spenta a chiunque.(era lei che faceva tutti quei cannoli allo zabaglione infornati sino a sera perchè finivano con la sveltezza della gazza acquattata mentre le richieste premevano). Quante volte la incitai a prendersi un pò di pausa! Lei mi ringraziava perchè capiva la sincerità affettuosa con la quale m'intromettevo nella sua vita senza che mi fosse chiesto,assentiva con un sorriso triste ma il giunco a mille braccia che era restava pianta frondosa che cammina.   Non passava giorno senza ch'io facessi una puntatina da lei. A me faceva bene,credo lo fosse anche per lei perchè la nostra amicizia prese il via consolidandosi nel tempo senza che nessuna ombra s'intromettesse a togliere luce.   Da lei incontrai le persone più disparate ,semore un pò a sorpresa Romano Prodi, ( quando gli impegni glielo consentono,un regista bresciano col quale continua stima e amicizia,qualche intellettuale milanese di cui mi onora la frequentazione,Grazia Costa un'assicuratrice animata da una feroce volontà di vita che ne acuiva la forza con multipli interessi allargandoli oltre oceano,promuovendo catene di montaggio teatrale di incroci di mentalità a cui attingere valori, entusiasmo, stimoli. La nostra amicizia è fondata su una stima reciproca,su polemiche spinte all'estremo solo per costruire, sul bene, quello che dimora nella profondità quando nasce dalla prudenza,da una costante semina e dal rispetto.   Allargando le conoscenze,tra una costola e l'altra mi trovai Rossella Eunini responsabile della Proloco e donna di coraggio a cui non mancano le iniziative originali. A lei un bacio.   Marco Villa insostituibile el suo operare silenzioso per organizzare la vita culturale della comunità.L'incontro che ancora mi accompagna con le Afroditi dei libri (addette alla magnifica biblioteca) Susi,Monia, Cinzia,Stefania.
  Gustai le delizie tradizionali trovate in un piccolo negozio di frutta e verdura situato sotto i portici della città,cucinati dalle mani della sdora, (dio quelle frittelle di cipolla che probabilmente non risentirò mai più se non con l'emozione dell'mmaginazione! ) e attraversai il Diana un supermercato a misura di necessità  d'uomo situato nella piazzetta vicino alla Rocca,dove insieme ai prodotti naturali ed economici,spiccano per simpatia data dal buon umore, Romano il titolare del negozio  e Renato l'ufologo-musicista addetto alla macelleria e  ai salumi doc.    M'intrattenni con gente comune ma dagli incredibili talenti nascosti o semplicemente non valorizzati, come il poeta agricoltore di Bagnolo in Piano che amava i cavalli  Lenin Montanari  ( mi piace questa vita semplice questa luna magica che illumina la notte gelida   mi piace l'odore dei cavalli il silenzio delle loro madri attente sentinelle sotto un cielo di stelle mi piace questa vita semplice questa luna magica che illumina la notte gelida. -  e con l'ironia di uno stolto sono più solo di un binario morto; io senza te ). Feci conoscenza con Elena Carletti ora sindaco di Novellara e alla quale invio gli AUGURI più sentiti per il compito non facile. 

E infine  l'INCONTRO col primo degli scultori.


 Mario Pavesi. 



In previsione anche se ancora a livello concettuale,c'era uno spettacolo che avrei dovuto fare. Avrebbe dovuto rappresentare il mio biglietto da visita,onorare la memoria di mia madre Bianca Menozzi staffetta partigiana, consigliera nel Primo Consiglio Comunale d'Italia e per dare il volo a quel vivaio di talenti in formazione affiancandoli a dei professionisti affermati. Ne parlai con l'allora direttore del teatro Paolo Papazzoni,(persona che non dimenticheró facilmente per la vivacità intellettiva,la simpatia,le discussioni politiche che si concludevano sempre con un malgrado tutto e ciononostante sempre un'evviva). Mi parlò di Mario con un brillio negli occhi che non poteva sfuggire alla mia attenzione da guardia papale,così gli chiesi d'essere presentata. L'incontro me lo diede la sua casa,le sue opere,lui.  Fui subito scossa per la durezza del suo volto. Pareva scolpito nella pietra, eppure con qualcosa d'intensamente malleabile dentro sempre in movimento.  Di aspetto normalissimo ma con un'energia che sapeva di quel Tempo che tutto raccoglie e trasforma. Un che di primitivo che si è adattato senza perdere la sua materia (forma) originale. Lo guardavo in silenzio trascurando la profondità di quello che mi stava dicendo.  Incredula continuavo a fissarlo come se vedessi  in lui un processo quadrimensionale che poi si sarebbe trasmesso a ogni sua opera come un centro di gravità da cui guizza l'intuizione di un potere in essere, di un'esistenza ideale. Giravo nella sua casa e tra i suoi lavori affiancata alla sentinella impassibile del silenzio. Lì c'era la prova inconfutabile di quella verità  trovata  nella durezza  del suo volto. Una geometria solida con dentro,appunto la mobile materia. Diventammo amici anche senza l'impegno della frequentazione. Di lui basta informarsi su google o sul bolaffi.

 


   Curioso e strano fu l'incontro con Gianni Bonfà.  Lo vidi per la prima volta a teatro. Si rappresentava una commedia in dialetto e lui era uno dei protagonisti principali. Mi  confuse sino alle lacrime la semplicità che nulla ha a che fare col semplicismo,la profonda umanità che gli luccicava addosso. In seguito ne avrei apprezzato l'intelligenza,la chiara  e misurata capacità ragionatrice,il temperamento focoso, le mani sempre in movimento e creatrici (coltivava un'orto,aveva galline e conigli, cani e gatti,mille piante, minuscole e altissime raccolte in ogni parte del mondo  e sparse nella grande casa costruita da lui) e dove l' arte si espandeva in tante forme.( rapaci, cervi e cerbiatti serpenti, elefanti, gru, tartarughe, scimpanzè, leoni e quant'altro può esservi sul pianeta terra) .Perchè nel suo "regno" nasce e cresce la natura libera che diventa forma concretizzata dall' anima. L'anima del profondo sentimento,quella che spinge l'artista a crearle quasi per immortalarne il senso di esserci,la vita che continuamente muta pur restando vita  E cosa veramente strana,paiono vibrare, quelle forme d'animale, d'uccello e d'uomo pur nella loro monumentalità, senza un processo psicologico che le abbia guidate, ma solo e semplicemente dal desiderio di creare la realtà in coerenza ad immagini vitali con la consapevolezza che tutto esiste in virtú e per virtù dell'amore per la vita,l'umanità,la terra.  Sono ancora commossa mentre ne scrivo,come il giorno del primo incontro e,che senza indugio me lo fece scegliere come scenografo per il mio spettacolo. A Gianni e alla sua  fedele compagna di vita,Maria, il dono di un'emozione imperitura cresciuta dentro la fortezza solida del mio cuore.



 Chiudo questa testimonianza di gratitudine al mio Paese d'origine,con una piccola riflessione. Tutto è strettamente correlato l'uno all'altro,il contingente al futuro, il pensiero legato all'azione "cosciente" d'ogni  conseguenza relativa all'azione che si fa,l'artista  legato alla comunità e viceversa. Ciononostante se nell'artista non vi fosse la sua determinazione di volontà a dar forma alle cose che sente e vede nei valori eterni che gli  hanno nutrito l'anima come un fiume in piena e consapevole d'essere strumento messo al servizio per il bene comune,non si sarebbero fatti passi così considerevoli nell'evoluzione dell'uomo.L'artista intuisce sempre ciò che spinge la sua mano o la sua voce a fare,a dire,a scrivere,a cantare,anche a costo di non essere capito se non dopo. A faro apparentemente spento.  
   
  Ovviamente la "qui" citata terra non fu nè il paese di un' Alice  incantata stabile  su continue meraviglie che, imbroglioni,parolai e uomini di malaeducazione ebbi a imbattermi in modo del tutto insospettabile e al di sopra di ogni inimmaginabile pensiero a disonore di verità creduta tale e di stima accordata e infranta per sempre. E  neppure fu profumo di rosa su ogni esperienza...ciononostante le persone citate da me,sono solo una piccola componente delle tante non citate e dalle quali ho avuto e alle quali, credo di aver donato. Fosse pure solo con un sorriso pronto per dire che condividevo e capivo,un canto trattenuto un poco nella gola per il pudore di una mancata perfezione a cui ho sempre cercato di rispondere,almeno come professionista veramente seria.

Mirka






 "Ouverture" (Forza Del Destino- G.Verdi











































NOTA: La foto col rapace è una scultura di Gianni Bonfà scattata a una mostra dell'artista,nella Sala del Consiglio Comunale di Novellara


11 commenti:

  1. Da non emiliano ma quasi, mi ci immedesimo... Bellissimo affresco, Mirka!
    Ma non ti mancano la torta fritta, il culatello, le crescentine? :)

    RispondiElimina
  2. Grazie Marzio. Si. Il gnocco fritto,il culatello e altro ancora mi mancano un pochino. Vi sopperirà una buona immaginazione. Mirka

    RispondiElimina
  3. ciao Mirca, grazie per avermi voluto annoverare tra le persone che stimi, che senti amiche, che nel periodo di tempo in cui sei stata a Novellara, ti hanno dato e hanno ricevuto da te tanto. Non dimenticherò le nostre conversazioni fitte fitte che spaziavano in ogni senso e che ci facevano sentire vicine .
    Grazie a te per la tua amicizia....la distanza non potrà cancellare questi meravigliosi ricordi. Un forte abbraccio
    Grazia

    RispondiElimina
  4. Si GRAZIA,quando l'amicizia cresce come i tanti affluenti che vanno al fiume principale,quel fiume continuerà a scorrere grazie a nascoste forme di sorgenti. Un bacio, Mirka

    RispondiElimina
  5. E' un omaggio splendido questo dono che tu fai alla tua terra,dal momento che ti ha ricambiata con una grande accoglienza,ma anche così ricca di valorosi talentati. Brava. Ornella

    RispondiElimina
  6. ciao cara amica..ti ho conosciuto proprio gli ultimi giorni che poi ti sei trasferita..ma la tua vicinanza mi e' stata molto di aiuto moralmente..grazie di tutto dalla tua sarta Daniela di Novellara

    RispondiElimina
  7. Cara Daniela:è vero,poco è stato il tempo concesso per conoscerci più in profondità,sufficiente per apprezzare l'abilità operosa delle tue mani,la dolcezza (vera) con cui accoglievi,lo STUPORE delle poesie scritte in un quaderno tenuto segreto per pudore di naturale delicatezza e riserbo, ma consapevole del loro valore impagabile che tu sapevi raccogliere dal quotidiano e custodirlo come tesori nel nascosto del tuo cuore sensibilissimo e farli poesia. Questo e altro ancora di te mi colpì. L'impegno (mio) a dar loro le ali. Grazie di cuore angelo e,un bacio sui tuoi occhi belli che sanno così bene giocare anche col pennello.Mirka

    RispondiElimina
  8. Giusto e doveroso riconoscersi reciprocamente in un grazie quando si hanno comuni radici che non tradiscono le origini. Con affetto. ti abbraccio. Renato

    RispondiElimina
  9. E' tutto così bello che è difficile commentare se non con un bacio. Gianni

    RispondiElimina
  10. RENATO caro riconoscersi nel vero è irrobustire la catena di abbracci amici. Cosa che faccio anche a te con l'affetto di sempre. Mirka

    RispondiElimina
  11. Grazie di cuore GIANNI. Due baci sulle tue guance care,Mirka

    RispondiElimina