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fiume della vita

sabato 4 gennaio 2014

BORBOTTII DI BRACE





Cerchiamo Verità nel battito che scivola nel Nulla

Ci si racconta che fu colpa dello specchio se il tocco ritornò alla gamba e lo fermò sul punto più centrato del ginocchio

Silenzioso fu l'orgasmo come un dolore nato sotto cattivi auspici in ventre spalancato a rosa percependo la bufera della guerra

Si venerò il gelo ascoltandolo col fuoco dell'orecchio borbottante litanie

Ruotò a mulinello l'Inconscio superando Platone e Nietzsche svelando ai vivi l'umanità dei morti

Si tennero per buone le invenzioni di quotidiana cronaca trasformandole in trascendenza creativa censura alla virtù  più curioso il vizio

Un conscio per ovatta-premio a una Classe Politica onde  meglio imbrogliare nel fine settimana chi è già "secco" per il tolto dai polpacci

Canta o Musa il Bel Paese smorto in lingua imparata alla tivù mentre consuma la "sua" puzza nell'essudato sporco

Richiama il Che l'ombra di bandana e non annoia perchè fu vita gitana da scoprire tutta anche se interrata

Mi dico vorrei anch'io con la tenerezza stemperare ogni ossessione che sa di frottole o di comiche verità...

perchè fu proprio l'impennata dello stelo a dirmi che il polline viene sempre a primavera dopo l'inverno lungo

E questa è vera poesia.  Poesia di Vita Vera. Anche sbagliando coi rimbombi che bordellano nella testa come vuoti a perdere mentre la poesia muggisce per mammelle gonfie. Il resto son  frottole sul tavolo dispensate a pane e vino.


Mirka





"Vamos por ancho camino""  (Victor Jara)

 


 




Nota: Questo "improvviso"  un pò bluffato nella terminologia giacchè in mattinata l'ho corretto aggiungendo cancellando e rimettendo come fanno i "seriVeri" della poesia.   Son riuscita a placare il mio senso estetico  e tendente al perfezionismo?...Non so.  La spinta era quella,la "ricerca" sempre insoddisfatta.

10 commenti:

  1. Autosufficiente per nutrimento conservativo che per difesa, percepire la vita che si riforma in quello stelo tra resurrezione e morte. E chissà che non siano gli stessi morti a dare la spinta alla materia, per entropia, per compassione o sdegno,più che per staticità di stato inanimato.F.D'Avossa

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  2. Le tue tematiche portate "secche" per mano ma col cuore caldo di speranza. Quella che sopravviverà malgrado tutti i più ignobili attentati.F.

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  3. L'amore mal si difende dalle continue minacce della vita, così irta di dolori,palesi e nascosti. Resta la parola viva spinta dall'anima e che arriva a un'altra anima,dovunque essa sia,comunque essa viva. Ti abbraccio forte.Vittoria

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  4. Siamo in trincea dove sonnecchia la vita ai bordi dell'Inorganico,pronto a trasformarsi in "buoni" provocatori di rivoluzione per agitare le fetide paludi. Abbiamone profonda coscienza,dolcissima amica.Ti abbraccio. Elsa Fonda

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  5. Eppure si sente un'intatta fiducia in questi versi,una forza di speranza che sfida un futuro d'incertezze,di assenza,di solitudine. E' la tua vittoria sulla brevità del tempo,cara amica. Un grande abbraccio.Grazia G.

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  6. ANCH'IO ABBRACCIO TUTTI.UNO PER UNO.

    Grazie,Mirka

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  7. "Borbottii di brace". E hai ragione perchè il fuoco si sente anche sotto l'angoscia della cenere che tenta di spegnerlo. In questi molteplici aggettivi c'è tutta un'umanità ferita,la sottile orchestrazione di un mito di comunicazione che porta alla coscienza di quanto siano diverse le conquiste di ciascuno. Una linea sottile di confine tra un'ineffabile illusione e una realtà che corrode come una chiave di pirandelliana scrittura tutta da decifrare. Cappello! K.V.

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    1. La realtà è molteplice nelle sue infinite crude sfumature KLAUS,noi gli echi se non si ha la forza di trasformarli in univoca vita. Grazie infinite e sempre onorata per la tua attenzione. Mirka

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  8. Forti sapori contrastanti emergono da questo post, ma col dovere di ricominciare da capo per non bloccare la vita. Anche a costo di sbucciarsi la schiena. Un grande abbraccio.Luciano V.

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  9. Noi abbiamo il dovere di dimenticare ciò che non si può più vivificare se non per reinventarlo caro LUCIANO che saluto dopo l'abbraccio.Mirka

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