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fiume della vita

mercoledì 23 novembre 2016

LA PARTITA DEL NULLA EPPURE



E si giocava annusando sì come fanno i cani.   Si guardava in mezzo alle ginocchia,   il formicolio fra le mani e giù nel basso ventre.     Ci si veniva incontro guardinghi e in possibile fuga tra dinamiche casuali e stasi maniacali,   nell'equilibrio di un passa la palla o centrate il cestino.    Or con l'indifferenza dei guitti, or col ginocchio scorticato,    gli amici in soccorso.     Indecifrabile legge di un mosaico confuso se non per un fine recondito nato dal l'orgia del Caso o dal l'ebbrezza che sovverte l'alterità della norma,    in vitalità che schiva o prende.     Gioco o Partita è in fondo la vita dove il Finale non ha né vincitori né vinti.      Un intenzione rubata al Caso nel suo ripetersi coatto di avvenimenti e qualche calcolo azzeccato in punta di fioretto.     Eppure ogni pezzo di quel gioco fu biografia o specchio su cui leggere una Storia.      Un ponte o una moneta di scambio la cui valutazione sta solo in forzata interpretazione affidata al lampo del l'intuito di un passaggio centrato per abile mestiere che con l'oste ha fatto i conti.     Un Far West racchiuso in memoria che lentamente si sbriciola in scaglie o in forma rotonda si chiude senza che l' eccitazione dia il via di partenza.     Il Destino che bussa e ogni battaglia prende    giusta o ingiusta che sia..   La Partita del Nulla   Eppure goduta fra campi dove la Vita cresceva.  Mirka


"Prologue" (West Side Story  Leonard  Berstein )

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