fiume

fiume
fiume della vita

domenica 24 febbraio 2013

COME UNA MACCHIA DI RORSCHACH



...e la percezione come unico mezzo di conoscenza per continuar la strada

...e si interpretava come fossero i segni dei Mandala

Come flussi sotterranei



Ma ti ricordi quando si era felici?    Eppure ci conoscevamo niente.     Un poco da intuire con l'esatta precisione di una squadra e nulla più.      E tutto era filosofia che abbraccia un poco il cielo e molto più la terra.       La scoperta rinnovava la felicità di noi,simili e così diversi.       Questo pensavo mentre sfogliavo un abc di strada.    Poco importava la conoscenza ma seguire la forza che esercita il magnete si.  L'immaginato-reale che impercettibilmente freme.se pensa  che finisca il gioco.    La vita non è forse questo impasto di alchimie che si appiccica alla pelle con il Mistero perchè si sveli poi?         Con le  Dbl sparite all'improvviso mentre si colora il volto e nero solo il caffè.     Assente ogni certezza eppure con lo spruzzo di balena che penetra ogni cosa su  nel corpo basso e a mezz'aria il corso d'acqua resta.        Rigurgiti di paura che il dubbio ne arrestasse il passo..    Macchia di Rorschaach da interpretare con allegria.    Un pò come si fa coi sogni mentre si veglia.   Monadi in cerca di cristalli o monelli che giocano a fare i troppo seri .

Mirka




"Reverie"  (C.Debussy)



Note;  Pensieri inediti anche a me trovati come appunti su un mio quaderno.   Le Dbl è un termine usato da Rorschach per i suoi test (macchie) indicativo di aggressività, positiva o negativa (autocritica o critica verso altri-combattività per realizzare desideri ecc)     La seconda foto è un'omaggio fattomi dall'amico scultore M.Pavesi,le altre da cel

26 commenti:

  1. Reverie è un brano magnifico, che ben si addice al tuo scritto, Mirka... Son solo dubbioso sul pianista, ecco :)

    RispondiElimina
  2. Io invece l'ho scelto proprio per il pianista,MARZIO.I supporti delle immagini erano talmente eccessive dominanti distraenti da infastidire la delicatezza del perzzo e dell'esecutore. Avrei optato per Ciccolini ma non l'ho trovato.Mirka

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi è piaciuto l'uso del pedale. Per questo ti ho detto che son dubbioso. Credo che il brano necessiti di una delicatezza tale che il pedale debba essere usato con tanta parsimonia. Magari con la sordina, come faceva Rubenstein.

      Elimina
    2. Su questo concordo anch'io MARZIO,il suo non era un "pedale intelligente" e,detto alla Busoni mancava della "luce della luna".Forse lasciata all'intenzione o forse all'orecchio di Debussy.Mirka

      Elimina
  3. Leggendo questo tuo, come al solito, bel post, mi veniva in mente la scena finale del film "Fanny e Alexander" di Bergman, quando nell'atto di brindare al nuovo anno, il sopravissuto tra i fratelli, più giovane e scapestrato e poco avvezzo ai discorsi, dice di aver capito che nella vita "Bisogna essere felici quando si è felici..." e credo che questo sia uno dei precetti da seguire nel corso della nostra esistenza, avere cioè la capacità di capire che quando ci è offerta la possibilità di essere felici, nulla deve offuscare questo dono, e bisogna essere attenti a vivere con interezza questi momenti.
    Un abbraccio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie veramente di cuore LUIGI per aver associato questo post a un film straordinario come quello di "Fanny e Alexander" da me considerato come la "summa" di una vita,un quasi lascito testamentale. Che a ognuno il diritto di scegliere ciò che più gli è congeniale allargando il suo universo anche se illuminato solo con una lanterna magica.Quella dell'immaginazione che cerca di conciliare la vita reale e il teatro che la rappresenta.Vita che così spesso la si confina ad essere vera a sipario chiuso e non nella gioia dell'applauso dato spontaneamente e a scena aperta.
      Mi sei molto caro e mi fa piacere,immensamente,il commento che m'hai lasciato.Grazie ancora mentre anch'io ti offro il mio abbraccio d'affetto.Mirka

      Elimina
  4. È un bel post in tutto il suo insieme, nel quale vedo come sia oscura e affascinante, anche incompiuta, la conoscenza che possiamo contenere in questo cervello di carne impastata ad un anelito puntato ben oltre.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie DOMENICA,anche se non credo sia il cervello a poter andare oltre ma il cuore che sà pur senza conoscenza di libri.Mirka

      Elimina
  5. Che bello sfogliare un ricordo che scopre la felicità solo percependola! Senza calcolo nè egoismo, ma la verità di un qualcosa che spinge a cercare proprio lì.Senza pregiudizi,senza panegirici di parole,senza filosofie che inducono a pensare.Proprio come un bimbo che insegue la sola cosa che gli dà piacere.Il piacere della scoperta.Il piacere d'immaginare che tutto si può.Brava.Elsa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'egoismo ELSA limita sempre e,spesso pure il pensiero condizionato com'è da cattiva educazione.Il bimbo invece no,che per lui è gli ostacoli li delega con piacere al mondo dei grandi.Bacio,Mirka

      Elimina
  6. Ho letto questo semplice profondissimo post,commovendomi quando sono arrivato alla fine.E' vero quello che dici.Il progetto che mette vita alle cose è la felicità da afferrare senza la logica di mezzo,senza che nessuno divori l'altro.Raffinate le foto e la musica.Grazie veramente tanto.Un caloroso abbraccio.Sergio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La logistica SERGIO dovrebbe solo appartenere alla catena di montaggio che ne esclude per stanchezza o istupidimento da stanchezza ogni altro piacere anche se osservato in prospettiva di un dolce far nulla.Ricambio con piacere il caloroso abbraccio.Mirka

      Elimina
  7. "E tutto era filosofia che abbraccia un poco il cielo e molto più la terra.Questo pensavo mentre sfogliavo un abc di strada".Scalzare i dubbi percependo nella felicità la via maestra per raggiungerla.Credo sia giusto non aggiungere altro.F.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie F.Hai concluso in perfetto accordo con me.Quindi...in marcia verso la felicità come qualcosa di stabile da conquistare.Mirka

      Elimina
  8. La felicità dovrebbe essere una molla potente per spingerci a scoprire dove e come si può trovare e,una volta trovata,ognuno nel suo modo,cercare di fare di tutto affinchè possa ripetersi, come un fine di bene prezioso e non come un mezzo di puro egoismo fine a se stesso.Grazia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche il dovere sentito come un motivo d'adempimento verso il cammino della gioia,GRAZIA dovrebbe essere un mezzo ma...spesso devia a ingombro.E perchè?...Semplice.Perchè non sussistono le condizioni per dire "lo faccio perchè ti voglio bene".Mirka

      Elimina
  9. Si ha perso l'abitudine ad essere felici,o forse non si è mai saputo cosa fosse la felicità se non perchè la si è vista,qualche volta, su qualche volto.Ho provato una nostalgia da liceale nel leggere il tuo post e t'invidio.Molto bello.Suggestive le foto e metafisica la musica.Un abbraccio.G.M.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per chi naturalmente non è predisposto alla felicità, G.bisognerebbe trovare il modo per educarlo a cercarla e al di là d'ogni ragionevole dubbio o di imposte deviazioni dovute a una pessima educazione...RIscoprirla come dono ricevuto in prestito affinchè la si possa moltiplicare.Un caro abbraccio,Mirka

      Elimina
  10. Molto bello."Di niente si era felici ma attenti al mezzo per crearla".In questo caso,la percezione.Musica delicatissima e foto altamente significative.Un abbraccio.A.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se la felicità è fatta di niente,A. l'attenzione è fatta di tutto.Non credi? Grazie per il tuo apprezzamento alle mie piccole cose postate.Mirka

      Elimina
  11. Ma che affascinante e interessante intrigo di forme e colori.Proprio come capita quando si sogna e si è felici anche non ricordandolo.Molto bello Mirka.Un bacio Maria R.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. però però anche non ricordando il sogno si è felici e il nostro inconscio sà il perchè.Bacio,Mirka

      Elimina
  12. Brividi che si provano quando ci si accinge a interpretare qualche disegno astratto o una macchia lasciata nella tazzina del caffè,in questo caso quella di Rorschach,con la percezione felice di scoprirne tutte le possibili combinazioni senza dare troppa importanza a come la si dewscriverà, con le parole suggerite dal pensiero,perchè l'intuizione per quella strada è la pura felicità.Tanti baci ghepardina. Sai che una lacrimuccia mi scappa sempre.Carlotta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Immagino la lacrimuccia CARLOTTA e posso anche immaginare il perchè.Tu sai e ben cpnposci questo mio canale personalissimo che mi ha guidato come lumino o come faro.Dono-condanna che tante volte aiutò gli altri... un pò meno me, perchè,testarda a riscontrare "subito" il riscontro della mia lampeggiante intuizione,scavalcavo impaziente gli inevitabili piccoli passaggi e preziosi per comprendere anche cognitivamente ed evitarmi ecc ecc.Bacio,Mirka

      Elimina
  13. La felicità è sempre in forse nel suo formarsi, perchè insieme ci vuole anche della fortuna.Inoltre credo che,sia necessario nascere con la predisposizione a riconoscerla, per accoglierla e conquistarla con un lavoro di fatica per meritarsela ancora.Interessante questo tuo post che porta a pensare.Luciano V.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie LUCIANO è che,alle fatiche gioiose non siamo più abituati.Purtroppo E allora anche la "signora fortuna" scappa in canzone.Mirka

      Elimina