fiume

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fiume della vita

giovedì 14 marzo 2013

L'ORA ERA QUESTA.

  La luce non si riconosce che attraverso l'oscurità.   ( Proverbio Yiddish)



L'ora era questa. Un dodici a mezzo di giornata.Suonava sempre il "campanone" della chiesa per annunciare l'ora del pasto agli operai della Slanzi,una fabbrica sparita "anche lei" da qualche anno..Almeno per poco era lo staccarsi dalla fatica del lavoro.   Ore 12.     Pareva che tutto si fermasse dentro a quell'ora..Il rumore assordante quanto familiare dei macchinari che assicurava il pane,il mestolo restato nell'aria della sposa o della madre, il cane ssull'attenti davanti a un cancello,il gatto alla finestra,il tempo scandito dai  rintocchi mesti e perfetti  che segnavano la brevità "gioiosa"  della tregua.
M'accoglievi sempre con la voce di ragazza allegra che capricci non conosce perchè sa che la vita è fatta di realtà che non inganna l'oste, che i conti tornano se tu con loro non bari, nella lealtà dei patti d'Archimede o di Pitagora,il sogno solo sul cuscino.      "Chi è?"  mi giungeva come tamburo che la festa annuncia, da un  piano più vicino al cielo che agli scatoloni di cantina, squillante più del drin del campanello che premevo io con smaniosa insofferenza.   . Ma io sapevo che,quando le attese non sono state vane,portano felicità al giorno anche quando si avvia al compimento.    Che tuffo di zampilli mi portavi al cuore e,se non fosse stata per la mia pigrizia che si alterna con la corsa,avrei lasciato chiuso  l'ascensore e fatto a salti  quella scala come al tempo della corda
Oggi il mio passo s'è improvvisato lento come quei rintocchi che facevan risuonare l'aria..Ho indugiato per un'attimo davanti a quel portone che al numero civico fa  52. per proseguire veloce come se avessi il fuoco sulla coda che non ho.Giusto il tempo per sentire il finale  d'orologio che sapeva d'antico come antico è sempre un pianto che con forza si trattiene..Un pò per darsi un tono di adulta accettazione,un pò per fare finta che  l"assenza" sia solo un gioco a nascondino.

Mirka


" Adagio"  (Concerto BWV 974 .Bach da A.Marcello)






Foto da cel

14 commenti:

  1. Grazie per questa intensissima poesia accompagnata da musiche sublimi.Sergio

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    1. Grazie a te SERGIO per il piacere che tu m'hai lasciato.Mirka

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  2. Con la sua descrizione abbiamo visto ogni cosa e ci siamo commossi per un ricordo così delicato e profondo.Grazie per queste bellissime musiche,le foto.Giorgio S.

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    1. Sono io a ringraziare lei GIORGIO per aver condiviso i miei piccoli pensieri la musica grande.Mirka

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  3. Grazie cara per questo ricordo così vivo velato dalla commozione di quelle musiche divine.Ti abbraccio forte.Lilli

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    1. LILLI ti ricambio anch'io l'abbraccio d'affetto con la sincerità di sempre.Mirka

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  4. 'Che tuffo di zampilli' porti al cuore anche tu!

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  5. Grazie PAOLA,sempre gentile.Mirka

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  6. Belli e veri i tuoi pensieri, dolenti soavemente le musiche scelte e significative le foto. Quell'ora viene per tutti e gli strappi fanno troppo male. Anche se sappiamo che i vecchi debbono morire e se sarebbe peggio perdere un giovane, comunque il dolore è crudo, il ricordo rimane come una ferita che il tempo pietoso fa cicatrizzare bene o male, ma poi basta il tocco di un orologio o una vecchia cravatta ritrovata oppure un vestito polveroso, una musica, un sapore, un odore.

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  7. E' così DomenicaLuiso.Grazie,
    Mirka

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  8. Ho pianto anche perchè ho conosciuto il calvario di quella cara persona.Tu così essenziale,gioiosa,genuina, come l'anima dei bambini quando si raccontano una fiaba per sopravviversi al dolore che il vuoto ha lasciato. Stupenda la scelta delle musiche.Carlotta

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    1. Ma che bel paragone cara CARLOTTA quello d'avere l'anima d'un bambino quando si racconta una fiaba per sopravviversi al dolore d'un vuoto.Grazie grazie,Mirka

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  9. Ci saranno sempre delle ore che ci faranno sussultare anche non ricordando perchè.Bellissimo post che predispone alla malinconia propria di questi tempi. Un caro abbraccio.Mario

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    1. Si MARIO,ore che predispongono...Grazie infinite per l'apprezzamento rimbalzandoti l'abbraccio.Mirka

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