fiume

fiume
fiume della vita

giovedì 2 maggio 2013

LA CIVILE SOCIETA'.


...e cercava di capire cosa non andava.Il gatto.



E mò?
scappò al gatto in un flebile miao
anche il collare mi ha imposto
la società civile.

Le sbarre c'erano già
ma io ho imparato a scavalcarle
la corda al collo
 purtroppo ancora no.

E doppio fu il suo flebile miao
mentre il gelsomino profumava l'aria
e qualcosa d'indefinito gli inumidiva il naso.
L'unica verità in quel giorno di civiltà barocca.

Alto si profilava il dente di ciliegia
sfida di un' imperterrita continuità
che si alterna e aggiorna
senza la corda di vergogna..

Questo pensò il gatto e anch'io
nel Primo giorno di Maggio
dove i fiori e la terra respirano insieme
primavere di speranze in un petalo deluse..

Mirka


"Alla Speranza" (  Dai lieder di Mozart)








14 commenti:

  1. Ma che affronto alla fiera nobiltà del gatto costretto a un collarino dalla civile società. Espressive di ironico significato le tue parole messe nel giorno del I Maggio giornata della dignità del lavoro e dei lavoratori. Peccato non aver potuto godere anche della tua fotografia che immagino splendida come sempre.Ti abbraccio.Elsa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che si può fare ELSA se non consolare il gatto e "me" con l'ironia che salva dai peggiori mali mentre mortificati si guarda il cappio cercando (invano) di sbranarlo o renderlo formica con lo split?! Bacio,Mirka

      Elimina
  2. Il gatto non avrà capito il perchè di tanta barbaglia,sicuramente qualcosa l'avrà reso straniero a se stesso e sempre più diffidente verso gli uomini più bestioline cheumani..Brava ghepardina,mille bacioni.Carlotta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. CARLOTTA il gatto non capisce la logica degli (alieni) bipedi ma sentono i pericoli di quando lo straniero.Bacio a te,Mirka

      Elimina
  3. La poesia di oggi mi piace particolarmente, per forza allusiva e per le soluzioni stilistiche, con riferimento soprattutto alla versificazione ampia, generosa; nella quale sembra essere penetrato il respiro robusto della tua scrittura in prosa. Detto questo, pensavo con spirito amaro che, senza volerlo, la foto a quanto pare censurata è il miglior commento visivo ai tempi beceri e repressivi che stiamo vivendo: uno spazio bianco ed eloquente proprio per questo. Mozart fa come al solito il suo dovere di geniale consolatore...un abbraccio.

    Andrea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie ANDREA.Consoliamoci allora con Mozart che di sberleffi quanto di censure ne conobbe il gusto senza peraltro disarmare. Un abbraccio a te col cuore lievemente stroppicciato ma...che passerà con una bella dormita.Mirka

      Elimina
  4. La poesia è bella, mi è tanto piaciuta per certi tocchi interni ai versi di una malinconia cosciente della vita bella, ma dura. Avrei voluto vedere quella foto. Io avevo un gattino nero tenerissimo, si chiamava Kalòs, che in greco vuol dire bello e gli avevo messo il collarino, che egli portava senza problemi. Poi mi è venuto il dubbio che potesse incastrarsi da qualche parte e affogarsi e gliel'ho subito tolto, così siamo stati meglio entrambi: il gatto e io.

    RispondiElimina
  5. Hai fatto bene a togliere il collarino al gatto.Il collare è fatto per i cani mai per gli INAddomesticabili piccoli felini anche se paion indifferenti al cappio. Anch'io ho avuto dei gatti.L'ultimo si chiamava Omero come il Greco.Per ognuno una lezione di storia che non si dimentica ma per Omero fu il compimento d'un sospeso.Grazie,Mirka

    RispondiElimina
  6. Mi dispiace non aver visto la foto del gatto che comunque immagino,degna sostituzione,in tutti i casi, sono stati questi versi bellissimi e Mozart che li immortala.E allora Brava! Nicola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie NIC e una bacio dato coi cioccolatini viennesi....Mirka..

      Elimina
  7. Grande elogio all'identità del gatto vilipeso dai barbari civili. Meglio sarebbe stato per lui la foresta patria. "Patria est ubicumque est bene". invece che le scatolette passate insieme al collarino.F.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La "moral insanity " degli umani F.renda al gatto solo un pò più arduo il suo soggiorno qui, nel mentre i bipedi resteranno sempre i folli difensori di Morale Insanity fatta spazzatura o rogo di Cajenna..Mirka

      Elimina
  8. Peccato ma fa niente.Noi leggeremo questi bellissimi versi sulla "filosofia" del gatto e dopo ascolteremo questi lieders divini.Salvatore

    RispondiElimina
  9. Vero SALVATORE,il gatto conosce più segreti di quanto gli umani ma...se li tiene per se e oltre passa nella più sdegnosa indifferenza dal momento che "quel" mondo non lo toccherà mai nella sua profondità semmai solo per fastidio per idiota collarino.Mirka

    RispondiElimina