fiume

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fiume della vita

giovedì 1 agosto 2013

QUANDO LA GENTILEZZA SCIOLSE I GHIACCIAI.






A volte,quando si  torna indietro a pensare,è  la gentilezza che prende per mano e fa di te un gigante pronto a impadronirsi del mondo.    E' sempre stato così.  Lo è anche oggi.       A volte quando un ricordo ritorna  alla mente del cuore,ci si accorge improvvisamente che si è un pò malati e, non te n'eri accorta di quella malattia che guizza come la vita prima d'andarsene, e tu la combatti come forza negata. e che per un pò fa guarire.       Ma noi sappiamo che è solo per un pò.       Come per un dormiveglia che precede la coscienza fino al suo lento dissolversi nel nulla. In quel nulla che ci regala l'oblio del sonno     Ed è allora che trovi intatto il piacere del ricordo.     Di "quel" ricordo trovato fra le mani e,uscito come per magia da uno scrigno segreto che avevi dimenticato di possedere.       Ci si concentra allora,come una verità a cui aggrapparsi,con tutta l'anima.       Allontanando le cose inutili o che non servono più,fermandoti invece su quel ricordo vivo di sottili trame che t'inumidiscono le ciglia.        Forse qualcuno riderà.       Ma che importa?      Per me è stato lo spiraglio di luce di cui avevo bisogno. Oggi.       La medicina giusta per dare leggerezza ai miei molti errori considerati,a torto,germi mortali.       Il mio "telescopio" magico che dà onore alla memoria con tutti i suoi lapsus,cancellazioni,le sue abili distorsioni.

"Domani mattina,alle ore 11 verrà  nella tua pensione,una persona molto importante.   So che darai il meglio di te.    Così mi disse,un pò di secoli fa,una persona altrettanto importante e di valore.     Passai dai salti, all'immobilità più feroce,dal caldo nigeriano al freddo duro dei ghiacciai     Ciononostante non smettevo di girare in tondo e in largo per tutto l'appartamento come un'anima felicemente smarrita.     L'affittacamere aveva un bel cercare di distrarmi coi nuovi pappagallini nati nella notte!
Arrivò l'ora.     Puntuale su ogni lancetta d'orologio messo  a punto,in modo scrupoloso e perfetto per il dovere del giorno.      Sbalzata alla porta, bloccata qualche secondo per darmi un contegno che fosse vicino all'eleganza che con bonomia generosa strizza l'occhio sull'acerba età che può essere quella dei 24 di quel tempo storico, quella che controlla,se educata,anche i battiti del cuore,allungai la mano sulla maniglia e, con studiata lentezza l'aprii..     Davanti una persona alta quasi quanto me,leggermente più in carne di come lo ero io a quel tempo.     La camicia bianca,le maniche ai gomiti,i pantaloni di lino di un cielo un pò sbiadito.    Registro tutto in un colpo d'occhio nel mentre alquanto allocchita mi  ipnotizza la mitezza che emanava da tutto quell'insieme,finita sul volto.   "Prego Maestro. S'accomodi". balbetto come da prima visita al logopedista.      Il pianoforte aperto,lo spartito dell'Aida pure.  Il panchetto scostato alla giusta maniera.     Il Maestro mi guarda.  Sorride con la bontà di un latte da balia che mai ha conosciuto baratti di moneta.     Siede,arpeggia, fa due accordi,uno forte l'altro piano,passa alla minima che precede le due terzine del duetto tra Amneris e Radames ma.... . l'attacco  non viene.     Frazione di silenzio,ripetizione della minima  legata alla croma di terzina.  Silenzio più di una breve consentita dai canoni del buon gusto antico.     Il Maestro ricomincia..  Prova ad aggiungervi la voce  Quale insolita gioia nel tuo sgua-aardo"!.   Silenzio.  Anche dei tasti.     Allora il Maestro si volta con tutta la metà del corpo, e con gentilezza infinita m'invita a "farmi più vicina a lui"   (m'ero  messa nell'angolo più lontano della stanza) e di non temere di liberare la voce.     Da statua  di ghiaccio che mi ero fatta,piano piano comincio a sciogliermi.  Divento viva.  Vera, gioiosa e in carne,sangue, ossa.      La prova finisce.    Lui si alza. e,con gli occhi lucidi mi dice con  una semplicità  tale da farmi ritornare ancora statua e infilata nell'angolo più lontano della stanza.   . "Faremo sicuramente della strada insieme".     Peccato che il tempo reale mancò anche se io avevo già fra le mani  "Un Cappello di paglia di Firenze" . Dopo pochi mesi seppi che la malattia aveva colpito il Maestro e il Re Degli Elfi era già in cammino per portarlo nel suo regno,invaghito dal suo valore, dalla sua gentilezza così buona e infinita.  Quella persona era il M.Nino Rota che il Destino mi rifiutava, anche se la rappresentazione dell'Aida non mancò d'avere  un successo strepitoso e incredibile,solo a volte,in modo misterioso turbata da qualche brivido improvviso. A volte tornare indietro fa male anche se rafforza l'emozione di "identità" così belle e la gioia d'averne fatto parte anche solo per averne respirato il valore.   E sembra ieri.     Come "tutto".        Anche se non dovevo permettere di riportare a galla la preziosità d'un tesoro, con la schiuma e l'odore del mare.      Ma... come avrebbe detto qualcuno   "c'è sempre qualcosa da rimaneggiare e lasciarlo al Destino".

Mirka








 

"Il Padrino" ( Colonna sonora  Film Nino Rota






12 commenti:

  1. Si è tolto un bel vestito dall'armadio. Il suo antico splendore ce l'ha consegnato intatto alla memoria. L'abbiamo rimesso nell'armadio con gentolezza e abbiamo sperato che almeno questa resti per sempre. N.Samale

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    1. Si NICOLA.Come un vestito messo con gioia non lo si dimenticherà mai,così vale per la gentilezza d'un gesto sciolto nella memoria degli occhi. Grazie,Mirka

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  2. Non ci sono limiti ai ricordi personali. Siamo noi e le nostre tappe di cammino. Se poi sono ricordi belli come questo,fa bene ricordarne persino quel pò di retrogusto amaro e poi consegnarlo alla coscienza perchè ci pensi lei a farne buona guardia. Complimenti. Enrico

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    1. Quando ricordare fa stare bene ENRICO anche la coscienza vuol dire la sua. Il retrogusto,amaro. non è che la consapevolezza delle due facce della vita a cui mai si potrà sfuggire. Grazie,Mirka.

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  3. L'impulso a scrivere ha dato vita per qualche attimo al passato e febbre al presente, legati entrambi dal filo di seta della gentilezza. Bello. Un grande grande abbraccio.Elsa

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    1. L'impulso a scrivere ELSA è sempre febbre. Spero che si acquieti quando gli occhi saranno aperti solo per sentire il sussurro di qualche refolo gentile.Bacio,Mirka

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  4. Ti invidio bonariamente: hai conosciuto, frequentato, attinto da persone eccezionali.

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    1. Si Marzio.Lo riconosco pienamente in questo immenso valore di scambio sicuramente impari ma del quale io ho attinto sempre ringraziando.Dio per avermi dato questa possibilità di Compagni di Viaggio.il mio cuore per averli contenuti. Mirka

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  5. Ti vedo proprio in tutto,ma proprio in tutto e,come ha detto il signore qui sopra,anch'io bonariamente ti invidio per l'eccezionalità di ogni incontro. Ti abbraccio forte forte. L.S.

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    1. Credo anch'io L. che tu possa immaginare ogni cosa e...ridere "anche" un pò.Bacio,Mirka

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  6. Che bel ricordo! E quanto hai ragione nel dire che la gentilezza scioglie i ghiacciai e ti metto in finale,dà profumo ai fiori selvatici. Bacioni.Ori

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    1. ...Il profumo del sole,della polvere,del vento si,cara ORI che abbraccio forte.Mirka

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