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fiume della vita

martedì 20 gennaio 2015

DUE BREVISSIMI INTENSISSIMI SOGNI NELLA STESSA NOTTE


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Breve premessa. Dopo lo tzunami del passato anno,ho scelto di raccogliermi nella mia intimità,staccandomi dal mondo relazionale,evitando d'assumere impegni seri e,apparentemente dedicandomi all'ozio. (Correggo dei lavori,rileggo con molta calma degli abbozzi di progetti,faccio ricerche musicali,mi tengo informata sulla vita politica e sociale del globo quel minimo necessario per stare al passo coi tempi e con la storia,rispondo a qualche lettera con piacere ma senza la foga che mettevo un tempo,dò  quel minimo di cura agli amici di sempre,un giusto tempo ai miei figli ma senza importunarli con un più . Leggo qualche pagina di un saggio psicologico avuto in regalo dal mio primogenito Gabi. poco perchè gli occhi mi bruciano ancora,ho accettato di preparare una prossima esordiente,gironzolo per casa con tranquillità ,dormo con soddisfazione,eccezioni a parte,mi alzo dal letto non più all'alba ma quando lo dice il corpo,anche se credo che questo dipenda dal fatto che non ho più il merlo che mi sveglia saltando sulla finestra,gli uccelli e la natura così variegata e mutevole della campagna, il sangue che rincorreva ogni cosa,la siepe coi primi fiorellini gialli e bianchi. Adesso ho davanti i casermoni della città, qualche balcone fiorito e una striscia di cielo. Stendo i panni come una popolana di Trastevere vergognandomi come una ladra perchè m'imbarazzano le bandiere di casa esposte a trofeo del  bianco più bianco non si può.  Ho interrotto le mie marcie consuete  da bersagliera. Twitto volentieri,questo si,
perchè mi diverte, mi distrae dai miei incerti personali,non m'impegna troppo e tiene attivi i miei neuroni. ) Insomma per dirla tutta sincera sono in "apparenza"  l'incarnazione bella del fortunato OZIO e, questo,così contrario alla mia indole mi procura dei sensi di colpa anche se l' istinto accompagnato dalla ragione approva la scelta che ho fatto. In compenso mangio poco e quel poco cucinato nel modo più spiccio. Intendo senza la cura che si deve quando si sta ai fornelli fosse anche solo per se stessi. Tutto alla brace, insalate,verdure già belle lavate e pronte per l'uso tanto per stare in sintonia con questo stato particolare e,patatine arrosto  quando le vedo esposte al supermercato. Però non dimagrisco, ma va bene così. Mica ho sfilate in programma o gran galà. Mi piaccio così, quindi giri il mondo giri che giro anch'io. Quando voglio rivedermi "altra" non ho che da aprire gli armadi,accarezzare quel pò di ben di dio che ancora vi sta dentro vedervi l'Afrodite (battuta ) di quei tempi, sognare ad occhi aperti e tutto ritorna. Gagliardo,integro,spudoratamente integro nel suo Osè così congenialmente nature.   Ma ecco al primo dei Sogni ad occhi chiusi.

Ero in bagno o davanti alla toletta dove solitamente mi siedo per truccarmi l'ombra che mi ricorda un'identità,un ruolo. Sono in attesa del mio secondogenito Dan e questo mi rende  i movimenti leggeri e sicuri. Indugio
 con un pizzico di divertimento sul bordo di una manica e  allargo le braccia come fossi a una prova di sartoria o di teatro. Alzo il braccio destro dove al polso tengo un braccialino di minuscoli brillanti montati su oro bianco e un'altro ugualmente piccolissimo sempre d'oro ma in tre sfumature. Insieme a loro l'immancabile orologio in acciaio. Non me ne separo mai. Neppure quando faccio la doccia. L'ho guardo come fosse un braccio non mio. Strabuzzo gli occhi incredula perchè vedo che il polso è nudo.  Non ho più nulla. Neppure l'orologio. Sorvolo sui due braccialini. Non me ne importa nulla di loro ma dell'orologio invece si. Di lì a poco sarebbe passato mio figlio e non avrei saputo come giustificare quella perdita. Mi agito,mi cade una matita da trucco,mi abbasso per raccoglierla, suonano il campanello. È lui. Corro senza curarmi del chimono slacciato. Apro la porta,a testa china,l'accolgo,l'abbraccio e lo metto al corrente della perdita. Leggo il dispiacere nei suoi occhi. Ha le labbra strette.  Mortificata e senza rendermi conto rialzo nuovamente il braccio per fargli vedere come può essere capitato e,con la seta del chimono che scivola appare in bella vista l'orologio. Là al polso destro dove sta sempre. Scoppio di gioia. Dan grido l'orologio è quì. Non è perso. Anche mio figlio è felice e, come nulla fosse comincia a parlarmi di un libro. Un libro antico del quale io non so perchè ho perso la memoria.        Mi sveglio. Allungo la mano al comodino. Cerco la luce della piccola lampada. Guardo l'orologio (reale) che tengo al polso. Sono le 4. Attorno il buio. Fitto. Nessun miagolio di gatto. Tiro su il piumone sino all'inizio della bocca. Inseguo i particolari del sogno. Mi riaddormento.

Secondo Sogno
 Poteva essere una camera d'attesa. Una grande camera che, a seconda la si guardasse diventava piccola e come separata da pareti di legno. Una camera come doveva essere nell'Alto Medioevo giacchè da una finestrella s'intravvedeva un torrione. Un grande fuoco mandava luci rosse che si alternano alle luci bianche provenienti dalla finestrella. Un forziere ben visibile in fondo alla camera,qualche decorazione alle pareti. Nella stanza siamo in tre. Dan,il mio secondogenito davanti alla piccola finestra dove in silenzio dà dei punti a un piumone ma con un'evidente attenzione a tutto quello che passa tra me e suo fratello Gabi.  Gabi è sempre stato considerato in famiglia come  un Sognatore e come tale un perditempo. Dani sorride senza smettere l'ago. (Dani è un concreto che si è sempre dato da fare con ottimi risultati,riconosciuto da tutti per i suoi meriti,valore moralità,onestà).Gabi parla con me. Amicalmente,con pacata  discorsiva positività. Non ricordo però su cosa convergessero i nostri scambi.   La sensazione che provo è comunque di bella e intensa energia come se da menti conciliate da  precedenti tensioni uscissero dei flussi di gioie che, incontrandosi non si urtano per sovrapporsi uno sull'altro ma attendono il proprio momento per manifestarsi. Chiara,strana,misteriosa,invece, risento questa frase che riporto come da sogno. "Leggi dall'alto e tranquilla scendi. Andrà tutto bene".      Mi sono svegliata e per la seconda volta ho sorriso. Con una sola differenza. Non mi sono tirata il piumone sino all'inizio della bocca però mi sono stirata come fa un gatto e,per la prima volta.dopo tanto tempo sono stata bene.
Ecco cosa io ne ho tratto.  Ognuno di noi ha qualcosa che insegna. A volte anche la stasi o uno stato di inerzia è semplicemente un vuoto necessario per colmarlo di chiarezza. Ciò che sembra una "perdita di tempo",spesso è solo un modo per rigenerarsi da un più ch'era solo zavorra o ingombro limitante per un cammino più libero. Venirsi incontro accettando le diversità e rispettandole s'impara anche ad amare di piú e più profondamente dopo avere eliminato tutte quelle tensioni create dalla mente che ne impedivano l'intrecciarsi spontaneo e naturale di connessioni affini senza le quali mai ne sapremo l'esistenza,la possibilità di farle crescere e noi con loro.  Per permettere questo cammino è necessaria l'attenzione amorevole di ciò che ci viene dato dall'altro. Dal "concreto" un bene fattibile su costruzioni costanti, minuziose,calcolate. Dal "sognatore" inedite possibilità (a sorpresa) di fiducia regalate nel momento dove più servono e sono necessarie per un volo dato per perso. Non sono psicoanalista per offrirmi spiegazioni tecniche vicino alla alla verità,ma ciò che ho provato di benessere soffermandomi su ogni particolare di questi intensi brevissimi sogni mi è bastato per comprendere quello che mi era necessario sapere.

 Mirka


 " Toccata e Fuga in Re minor"  ( BWV 565 J. S.Bach)




No commenti. Grazie.please







1 commento:

  1. è stato un grande piacere leggere queste avventure oniriche e i tuoi interessanti commenti. La vita di cui ci avvolgiamo è ricca di effimere tentazioni e desideri. Ci sono poi, molte cose essenziali che scorrono al nostro fianco e ci sostengono senza che noi spesso, ce nè rendiamo conto.
    Molto tempo fà ho letto L'arte dell'ozio di Hermann Hesse ed è stato un libro utile a capire l'importanza di osservare e valutare la qualità del nostro tempo e della nostra vita.
    Un caro saluto
    Francesco

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