"Solo ciò che dà la prova di se a ogni uomo e a ogni donna, solo ciò che nessuno smentisce è così" ( Walt Whitman)
Non so da che parte cominciare, disse la donna, guardando gli enormi scatoloni da imballare.
C'era tutta la sua vita da metter dentro in quei cubi di cartone... Sconsolata si guardò attorno. Il sole filtrava tra gli alberi. Freddo ma irradiante puntini di colori. Si alzò. Dapprima con fatica,poi sempre più leggera come presa da strano delirio. Con uno scatto deciso spalancò la porta. E scappò uno Sbadiglio. Allargò le braccia. Respirò. Respirò tutti quei colori e stette bene.
Una cinciallegra le confidava la "sua"differenza e la donna cantò allegra con lei..
E vide.
Nello scrittoio del sole sbriciolato, nell'esaltazione procurata ogni volta che l'aveva visto così ,o a gocciolante pioggia di crociere immaginate. Si vide nell'inusuale binoculari fra l' immaginato e il reale, nei travagli di dolori dati dalla vita con mano d'alta chirurgia ma anche da scalpellino matto. Rivide le chimere d'uguaglianza sbattute in alto a pugno ben chiuso e duro al seguito d'una massa confusa e lunga come la "gran muraglia" che sa di pianto mentre festosa si accinge alla scalata di Wall Street. Ripassò le guerre mai vinte come ciuffi di verde senza gioia ai bordi. Il giorno confuso con la notte. La Tosca, la Butterfly o l'Ernani quale opera di vita "vera" nel mestiere di un vivere mai imparato. Un aura dove far fiorire la koinè del sapere, chimera anch'essa, se non fosse stato per la macina di un'alba incustodita a ricordarne pannocchia e tavolo. Un girino da trovare fra le canne di un fosso per saltellare con lui. La costruzione al rovescio con sbalzi climatici. Un tracking a zig-zag. Dei safari coi Caino seduto all'angolo d'ogni crepa. Il batticuore non certo da Gran Signora. I lasciapassare trafugati ai picchi d'un bel canto seduttore. Il magone scaltro senza il dovere di coprirlo. I numeri sempre un poco truccati per lasciare alle fate la chance delle cifre incise su dei fiori. L'allegria che pestava ferro lasciando molle il cuore. L'odore della menta strigliata a dei salmoni. spesso puzzolenti La riconoscente umiltà d'un bel rosso che rubizzo fa il volto mentre una lingua segreta lecca il fondo di un mare di anguille . Un'isola di speranza per ripararsi da tutte le imboscate. Le ceneri di una Sintesi che tutto ha tragugliato dentro a un'urna di un abitacolo veramente suo. Il fuoco d'una poesia salvata per NON piangere quando anch'essa sarà finita dentro a quel l'urna..
Sbadigliò ancora la donna e stette bene .Forse aveva compreso che,il "senso" della vita era tutto lì. Nello scrittoio del sole sbriciolato fra gli alberi, nella "differenza" lasciata dalla cinciallegra a messaggio di mattino... Lasciò tutto come stava. S'incamminò dove la cinciallegra la portava.
Quel giorno.
Mirka
""Sonata K.30 " ( detta anche La fuga del gatto- D.Scarlatti)
Foto mie.Così pare ma è.















