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fiume della vita

domenica 7 settembre 2014

EPPURE CI CREDEVAMO





 Casualmente mi sono trovata questo manifestino fra le pagine di un romanzo. Leggo con le ciglia che tremono.A testa china rifletto.  Fummo degli illusi,anche credendo allo spirito guerriero che ci animava sperando riuscisse a convincere scoraggiati e ignavi che il potere, come le caste si può sconfiggere solo con la forza dell'unione sviluppandola con la coerenza del comportamento o invece non fu maturo il tempo storico perchè le nostre idee trovassero sostegno, consenso,volontà che non arretra di fronte ai nemici visibili e no?...Non so. Eppure ci credevamo. Ci credevamo come un partito che sfuggendo al destino comune a molti altri emigrati riaffermasse la sua presenza organizzativa nel Paese,reclutando diverse realtà diventando una forza collettiva,di massa, che sapesse capovolgere i vecchi rapporti di forza ritornando alle fabbriche,lavorando sodo e con gioia nei quartieri e, avente come idea fondamentale la lotta antifascista,con relativa ripresa politica e fuori da qualsiasi orientamento "settario e schematico"  ma spinto da un tentativo serio di forze unitarie rappresentative dei ceti medi e di gruppi intellettuali,partendo dalla critica mossa all'interno del Paese. E per un pò le nostre iniziative furono concrete su due fronti ben chiari. Contro l'opportunismo e contro l'estremismo. Mirando al "companatico" senza ingordigia ma guardandoci dentro e alle spalle. Ancora adesso mi domando se sognare l'uguaglianza riconoscendo i valori personali e i meriti fosse veramente sbagliato.

Mirka


"Les larmes de Jaqueline" ( Wermer Thomas-Mifune-Offenbach)


11 commenti:

  1. Non era sbagliato sognare quello che hai scritto. Magari sarebbe stato necessario che "qualcuno" si guardasse meglio "dentro" e noi meglio le spalle.
    Inoltre ricorda che il potere capitalistico era nel suo sviluppo pieno con molti appoggi dagli stessi contrasti internazionali,noi immaturi per l'aggravarsi di contrasti interni. A. A.

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  2. E forse tante altre cose sncora A.ma chi veramente ci credeva non aveva bisogno di guardarsi dentro. Mirka

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  3. I nostri valori ce li siamo sudati, nonostante le delusioni li abbiamo ancora vivi, dopo il terremoto che ha tentato, inutilmente, di appiattirli:)

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  4. A che serve FATA CONFETTO se ciò che si riteneva valore di vittoria si è ridotto a mero sogno da lasciare al vento che lo porti in bottiglia? Ciao cara. Uno di questi giorni passerò anch'io a farti visita. Oggi sono molto impegnata con la realtà più che coi sogni. Bianca 2007

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  5. A volte, in questo mondo di......essere onesti, probi e corretti potrebbe non bastare. Forse potrebbe essere anche di ostacolo

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  6. È anche così MIMMO,quando uomini e Partito non sanno sufficientemente concertare...disconoscono (anche) ogni buon volere. Mirka

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  7. No che non era sbagliato lottare contro la logica mercenaria e fuori da ogni umanità. Grazia G.

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  8. Si GRAZIA ma agli interessi di molti non piaceva mentre invece faceva comodo equivocare sull'applicazione degli ideali sentiti come un bisogno di giustizia e di moralità per bilanciare la pendenza del troppo,sostenere la precarietà se non la miseria di tanti poveri cristi. Mirka

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  9. Mancò un reale fronte unico che fosse rivolto alla costruzione previo un chiarimento onesto. Poi certo i tempi esterni fecero la loro parte. Mario L.

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  10. MARIO il fronte unico non ci fu neppure quando viveva Gramsci e Togliatti,figuriamoci se vi fu allora così frammentati fuori e logorati dentro. Mirka

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  11. No,non era sbagliato. Ma l'aspirazione dominante era la quantificazione più che la qualità della vita. Il denaro come società universale di denaro,senza regolamentazione di leggi che ampliarono la corruzione come unico potere,un "laissez faire" di quella classe troppo debole per opporsi a questa inarrestabile avanzata. Valentino

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