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fiume della vita

lunedì 28 dicembre 2015

TRACCE ROSSE SUL PURISSIMO BIANCO


Foto presa da Internet


  1. Neve.   Cristalli.    Sole bianco.   Slitte.   Voglia di denudarsi.   Voglia di stirarsi.    Stirarsi per arrivare al sole.    Fiducia mordente di promesse.      Felicità.       Passione di  terra che si unisce al cielo.      Tenerezza.     Freschezza di frutti maturati al sole e alla pioggia.   Tracce rosse.    Realtà e Sogno.      Tracce rosse.     Dentro il Destino.  Maligno dio che congiunge e poi distacca gli esseri umani.    Tracce rosse. .    Così ricordo  quel lontano giorno di un 31 dicembre di un tempo lasciato in custodia al "non tempo" della memoria.      E qualcuno, come allora, che continua a mettersi in mezzo col libero arbitrio.     non si doveva  doveva saperlo     Eppure l'universo era lì.    Splendente in tutte le cose e perfetto  nei suoi terribili contrasti.   tracce rosse   Per un'attimo anche la Ragione fu acquietata e in accordo col tutto.   Se non fosse stato per l'improvviso di quelle tracce rosse a cui fu vano ribellarsi.   Impresso rosso  nei battiti lenti,furiosi e implacabili del cuore restò  solo l'attonito stupore nella meraviglia di quella Eternità intravista    nel relativo di una visione unica e lontana che finiva per sempre.       Forse è per questo che spesso si affida al vento l'ansia, la paura, l'incertezza,   il cammino?
Mirka   (estrapolato dai Racconti Il Destino Nel Nome)





Ode To Joy   (scena dal film -L.van Beethoven)


K

10 commenti:

  1. La tua è autentica arte anche qui. Riesci a combinare la realtà a visioni immaginate in una forma raffinata che conduce chi legge a una riflessione,a un pensiero. E in questo racconto,la felicità, nel suo essere perfetta,è tale da offrirci la sensazione di cosa potrebbe essere l'eternità,se nascosto non vi fosse il buio in attesa. E qui entra si in gioco il destino (Fato) che ci rammenta lo stato transitorio della felicità. Elemento che non spetta all'eternità,così perfetta nel suo essere (apparentemente) immobile. Beethoven nel suo Ode alla Gioia,la concepì nell'idea di un compiuto attraverso la gioia immutabile in virtù di tanti "insieme" perfettamente uniti e inscindibili l'uno dall'altro. Un grande abbraccio. Nicola

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  2. Un post lasciato volutamente nell'oscurità,così ho letto e dedotto. L'entusiasmo che ci fa dono la felicità,il "Destino" come "Prova di Verità" nel suo mutante sorriso superiore o indulgente scherno. La felicità che non si interroga ma si fa contemplare in tutte le cose mentre la "si vive",lasciando tracce indelebili nell'inconscio,la realtà del cammino che c'impone l'obbligo della lotta sino al compimento individuale,scoprendo la Gioia solo come premio finale da cui si ricrea l'armonia proprio come un'immensa eterna sinfonia,inestinguibile,senza più alcun frammento slegato ma facenti parte di quel luogo perfetto perchè incorruttibile. Affrontare e poi affidarci. Questo a noi è dato.Il "libero arbitrio"? La resa o la Lotta. Salvatore

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  3. Caro Nicola,se non avessi qualche linea di febbre, il mio cuore e la mia mente troverebbero il buon pane di grano duro e vino di vigna mai contaminata e inesauribile affinchè questo discorrere si prolungasse dalla notte all'alba. Come ai felici Tempi. Mi riservo comunque il brindisi per inaugurare il nuovo. Ciao, Mirka

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  4. Altissimo Salvatore, la tua profondità mi porta a chiarire con me stessa quei punti lasciati "volutamente" oscuri a Prova di Verità che, se ci trovò impreparati e smarriti di fronte a Eventi mai messi in conto, ci fece altresi scoprire una forza interiore mai supposta o immaginata. Si. Forse il nostro cammino anche se non ci risparmia nessuna insidia ci permette anche di conoscere il nostro valore mai ingabbiato e spalancando la porta per accoglierne altri e insieme gioire per le opportunità di crescita. Grazie. Grazie infinite, Mirka

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  5. Mi sono gustata (?) questo post,la musica straordinaria. Concludo che,la perfezione esiste solo nel cielo stellato,la terra è imperfetta per l'avidità degli uomini. Il "libero arbitrio"? Non so. A volte non si ha la possibilità di scegliere se non adeguarsi alla circostanza,o al destino,sperando di non essere trascinati da lui in cose più grandi di noi. grazia

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  6. Vero Grazia. L'avidità stupida e idota dei piccoli uomini è quella che impedirà sempre di gioire di quel Cielo stellato, di sentirci legati inscindibilmente a Lui e di lavorare "qui" per esserne degni un giorno come unica scelta veramente guadagnata. Bacio, Mirka

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  7. Un post che ci mette davanti tanto. Le grosse domande (sospese). I grandi problemi (puntualmente riproposti). Il "libero arbitrio" avuto come lascito per riflettere e mai smettere di farlo. Ricordandoci il significato unitario del nostro esistere come lo interpretò Beethoven nell'Inno Alla Gioia. Elsa

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  8. Sempre e comunque impresa di adattamento a un nuovo che si ripropone Elsa che con affetto saluto

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  9. Ci sono cose che restano sospese sino a quando non si è capaci di vederle in un contesto molto più vasto che la nostra mente riesce a concepire. L'avvenimento o ciò che accade è semplicemente una delle tante prove per riconoscere altre verità.Una lettura che prende.. Con affetto. Sergio

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  10. Quale verità Sergio? Quella a cui sfuggirà sempre qualcosa anche con lo sforzo di allargarne i confini sino a raggiungere quel Cielo di cui niente sappiamo? Cpmunqud sia resta pur sempre Beethoven e Kant a guidarci nella loro "legge morale" Guida sicura per gli uomini di fede malgradotuttoeciononostante. Mirka

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